Reggio TV Notizie
OPEN ×

Reggio Calabria, dal chilometro più bello d’Italia a un waterfront senza confini: il mare torna protagonista

Autore Sergio Notaro | dom, 18 ott 2026 10:21 | Mare Sviluppo Turismo Lungomare Ponte-Dell'alba Reggio Calabria

Gli effetti positivi del Ponte dell'Alba: dal tratto tra il Tempietto e il Parco Lineare Sud fino al "grande sogno" da Catona a Bocale

C’è una Reggio Calabria che riscopre il suo mare, passo dopo passo, sguardo dopo sguardo. Una città che torna a guardare verso lo Stretto non soltanto come a uno scenario da ammirare, ma come a uno spazio da vivere, attraversare e valorizzare. L’apertura del nuovo Ponte dell’Alba si inserisce proprio in questo percorso, offrendo nuove prospettive e accendendo i riflettori su un tratto di costa che custodisce un potenziale ancora in gran parte da esprimere.

Per anni, il Lungomare Falcomatà è stato il simbolo indiscusso della bellezza reggina, quel "chilometro più bello d’Italia" che racconta l'identità della città e il suo legame viscerale con il mare. Oggi, però, l’orizzonte sembra allargarsi. Come più volte sottolineato dal sindaco Francesco Cannizzaro, la prospettiva è quella di trasformare quel chilometro iconico in cinque chilometri di bellezza, restituendo continuità a un affaccio sullo Stretto che può diventare uno dei punti di forza dell’intero territorio urbano.

E se la riqualificazione dell’area portuale dovesse accompagnarsi a una nuova visione degli spazi costieri, il perimetro della Reggio vista mare potrebbe estendersi ulteriormente. Non più singoli tratti di costa da raggiungere, ma un sistema di percorsi, piazze, passeggiate e aree verdi capace di ricucire il rapporto tra la città e il suo elemento più prezioso.

È in questo scenario che assume particolare importanza il tratto compreso tra l’area del Tempietto e il Parco Lineare Sud. Con l’apertura del Ponte dell’Alba, questa porzione di waterfront appare oggi più accessibile e interessante, pronta a rivelare possibilità che per troppo tempo sono rimaste in secondo piano. La pulizia e il recupero degli spazi hanno già contribuito a renderli più fruibili, mentre i reggini cominciano a frequentarli con maggiore assiduità. Passeggiare, fermarsi a osservare il mare, respirare la brezza dello Stretto: gesti semplici che, in una città dalla straordinaria vocazione paesaggistica, possono diventare il punto di partenza di una nuova idea di spazio pubblico.

Qui il panorama non ha bisogno di presentazioni. Le acque dello Stretto, la luce che cambia durante il giorno, la costa che accompagna lo sguardo e l’orizzonte che si apre verso la Sicilia compongono uno scenario di rara suggestione. Un patrimonio naturale che merita di essere restituito pienamente alla città, non lasciato ai margini del suo sviluppo.

La sensazione è che il Ponte dell’Alba possa rappresentare molto più di un nuovo collegamento: un’occasione per accendere l’attenzione su un’area che attende una vera stagione di trasformazione. La prossima sfida sarà passare dalla semplice fruibilità alla riqualificazione organica, con interventi capaci di rendere questi spazi accoglienti, sicuri, curati e attrattivi durante tutto l’anno.

Il futuro, del resto, invita a pensare in grande. Il sogno di un lungomare unico da Catona a Bocale rappresenta una visione ambiziosa, ma coerente con la natura stessa di Reggio Calabria: una città distesa lungo la costa, con il mare come elemento identitario e una straordinaria opportunità di sviluppo urbano, turistico e sociale.

Immaginare un percorso costiero continuo significa superare la frammentazione degli spazi, valorizzare le diverse identità dei quartieri e offrire a cittadini e visitatori nuove occasioni per vivere la città. Significa anche creare connessioni, favorire la mobilità dolce, restituire centralità alle aree oggi meno valorizzate e costruire un’offerta turistica capace di andare oltre i luoghi più conosciuti.

Naturalmente, una visione di questa portata richiede programmazione, risorse e interventi coordinati. Ma ogni grande progetto urbano comincia dalla capacità di riconoscere una possibilità. E Reggio Calabria, lungo la sua costa, dispone di una risorsa che molte città possono soltanto desiderare: un rapporto diretto, scenografico e quotidiano con il mare.

C'è ancora molto da lavorare. Ma l'auspicio è che il Ponte dell'Alba possa fare da preludio a quel sogno di un lungomare unico - forse irrealizzabile - con affaccio mozzafiato sullo Stretto.

Aggiornamenti e notizie