“Fuga dall’inferno” di Arcangelo Badolati: "Taurianova diventi un laboratorio regionale di giustizia rigenerativa"

Autore Redazione Web | lun, 19 ott 2026 09:10 | Badolati Libro Fuga-Dall’inferno Taurianova

La Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale rilancia una proposta culturale e istituzionale


Un momento di straordinario valore culturale, civile e umano, capace di restituire alla letteratura la sua funzione più alta: interrogare le coscienze, attraversare le contraddizioni dell’esistenza e riconoscere, anche nelle storie più dolorose, la possibilità di un cambiamento.

È questo il significato profondo della presentazione del libro “Fuga dall’inferno. La redenzione letteraria di Gianfranco Rua” di Arcangelo Badolati, un’opera che, attraverso la forza della narrazione, richiama uno dei principi fondamentali della civiltà giuridica costituzionale: l’umanizzazione della pena e il riconoscimento della dignità della persona, anche quando ha commesso i reati più gravi.

«Arcangelo Badolati – dichiara la Garante regionale – ha consegnato alla comunità un’opera di particolare intensità umana e letteraria, che supera i confini della semplice narrazione per diventare un autentico presidio culturale di giustizia rigenerativa. Il suo merito è quello di ricordarci che nessuna vicenda umana può essere definitivamente sottratta alla possibilità del discernimento, della consapevolezza e del ripensamento. La pena non può esaurirsi nella dimensione afflittiva, ma deve custodire quella tensione rieducativa che l’articolo 27 della Costituzione pone a fondamento del nostro ordinamento».

La Garante ha rivolto un particolare apprezzamento al TauriaNoir, a Mariagrazia Arceri, Emanuela D’Eugenio Parallelo 38 per aver offerto alla città di Taurianova un momento di altissimo profilo culturale, capace di coniugare letteratura, memoria, responsabilità e riflessione sul significato più autentico della giustizia.
«A loro e a tutte le istituzioni civili, religiose e militati presenti va il mio convinto riconoscimento per aver dimostrato come la cultura possa diventare uno strumento concreto di crescita collettiva. Taurianova ha espresso una sensibilità culturale che merita di essere valorizzata e trasformata in una prospettiva istituzionale stabile».

Da qui la proposta della Garante: fare di Taurianova, attraverso le opere letterarie, un presidio regionale per la promozione e la diffusione della cultura rigenerativa, riparativa e trasformativa, mediante iniziative letterarie, percorsi educativi, incontri pubblici e progettualità capaci di costruire un dialogo permanente tra istituzioni, società civile e anche mondo penitenziario. La Garante ha inoltre ribadito l’impegno, già annunciato pubblicamente, a promuovere l’ingresso dell’opera di Arcangelo Badolati in tutti gli istituti penitenziari della Calabria, affinché possa essere letta e diventare occasione di riflessione, confronto e maturazione personale nella più ampia dimensione dell’etica istituzionale. «Nessuno deve essere privato della possibilità di interrogare la propria coscienza. Nessuno deve essere escluso dagli strumenti culturali che consentono di comprendere il proprio passato, riconoscere le proprie responsabilità e immaginare un futuro diverso. Portare un libro dentro un carcere significa offrire una possibilità, non promettere una redenzione. Significa riconoscere che il cambiamento non può essere imposto, ma può essere reso possibile attraverso la conoscenza, la responsabilità e la libertà interiore».

L’avv. Russo ha infine richiamato il valore profondamente costituzionale di una giustizia che, senza attenuare la responsabilità individuale né dimenticare le vittime, sappia investire nella capacità trasformativa della persona.

«Uno Stato credibile non si misura soltanto dalla severità delle pene che infligge, ma soprattutto dalla qualità delle opportunità di cambiamento che è capace di costruire. La cultura non assolve, non cancella il reato e non sostituisce la giustizia: rende possibile la consapevolezza, alimenta la responsabilità e apre percorsi di rigenerazione. È in questa capacità di offrire una seconda possibilità, senza rinunciare alla legalità, che si riconosce la grandezza morale e costituzionale di uno Stato democratico».

Prosegue e conclude la Garante: «Il libro di Arcangelo Badolati ci consegna, dunque, un messaggio che deve diventare patrimonio collettivo: la giustizia custodisce pienamente la propria autorevolezza quando, accanto al dovere di sanzionare e rimanere ferma dinnanzi alla criminalità, non smarrisce la capacità di educare, riparare e trasformare. Perché una società autenticamente civile non è quella che rinuncia a giudicare secondo legge, ma quella che non rinuncia mai alla possibilità che un essere umano possa cambiare o comunque tentare».


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