Per il consigliere regionale del Pd non basta una risposta parziale
«L’autorizzazione di 10 posti rene aggiuntivi per l’Asp di Reggio Calabria rappresenta un primo passo doveroso e va accolto come un segnale di attenzione verso un’emergenza sanitaria che non poteva più essere ignorata. E’ necessario sottolineare, tuttavia, come questo provvedimento, da solo, non sia sufficiente a risolvere una carenza assistenziale che si trascina da anni e che ha già imposto, a decine di pazienti dializzati, sofferenze aggiuntive».
Lo afferma Giuseppe Falcomatà, consigliere regionale del Partito
Democratico, commentando il via libera della Giunta regionale all’incremento di
10 posti rene destinati all’Asp reggina.
«Non possiamo dimenticare quello che hanno vissuto e continuano a vivere i
pazienti e le loro famiglie», sottolinea Falcomatà aggiungendo: «Parliamo di
persone che devono sottoporsi alla dialisi più volte alla settimana, per tutta
la vita, e che non possono scegliere di rinviare o saltare una seduta.
Costringerle a organizzare la propria esistenza attorno a turni notturni,
continui spostamenti e attese estenuanti significa aggiungere sofferenza a una
condizione già estremamente difficile. A loro dobbiamo risposte concrete e non
ulteriori rinvii».
Per il consigliere regionale del Pd, infatti, esiste un dato che non può essere
ignorato: «Nel 2018 l’Asp aveva individuato un fabbisogno aggiuntivo di 29
posti rene. Numero sceso, successivamente, a 19. Oggi la Giunta regionale ne
autorizza soltanto 10. È un passo in avanti, certo, ma resta una distanza
evidente rispetto al fabbisogno che era stato già messo nero su bianco otto
anni fa».
«Gli attuali 10 posti deliberati - prosegue - non devono diventare il punto di
arrivo. Anzi, devono rappresentare l’inizio di un percorso che porti
rapidamente a garantire tutti i 29 posti individuati nel 2018. Personalmente,
ringrazio gli operatori sanitari che, con professionalità e spirito di
servizio, hanno sostenuto un carico assistenziale straordinario, cercando di
non lasciare indietro nessuno. Così come le associazioni che affiancano,
costantemente, gli ammalati e sostengono i loro diritti. Ma non si può chiedere
al personale e ai pazienti di continuare a supplire, con sacrifici personali,
alle carenze della rete territoriale».
«Come evidenzia e sostiene la Fintred - conclude Giuseppe Falcomatà - non
possiamo considerare definitivamente soddisfatta una necessità che gli stessi
atti amministrativi avevano già evidenziato in misura maggiore. Alla Regione
Calabria chiediamo, pertanto, di non indugiare oltre e procedere a completare
il fabbisogno, definendo tempi certi per l’attivazione dei posti e chiarendo
quale sia il percorso amministrativo per arrivare all’obiettivo dei 29 posti
rene previsti».