Tra i camionisti non si placa la delusione per una mobilitazione che si conclude senza aver ottenuto i risultati sperati
All'indomani del vertice tenutosi in prefettura, è stato sciolto il presidio degli autotrasportatori allo svincolo autostradale di Gallico. Tra i camionisti, tuttavia, non si placa la delusione per una mobilitazione che si conclude senza aver ottenuto i risultati sperati. A determinare lo stop alla protesta ha pesato in modo decisivo la minaccia di sanzioni salate, comprese tra i 25 e i 50 mila euro per i mezzi lasciati fermi a bordo strada, oltre a una diffusa sfiducia verso la linea adottata da alcune sigle sindacali.
La categoria denuncia una crisi ormai insostenibile, esasperata dal ripristino delle accise che da marzo ha azzerato i tagli sui carburanti alla colonnina. Schiacciati tra le rate dei leasing per i veicoli e la necessità di garantire gli stipendi ai dipendenti, i manifestanti lamentano l'impossibilità di proseguire l'attività in queste condizioni. Non convincono neppure i quasi 500 milioni di euro annunciati dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, giudicati fondi già previsti e destinati prevalentemente alla continuità territoriale e ai bonus navi per la Sicilia. Resta il rammarico per una protesta pacifica che, pur senza paralizzare la viabilità, aveva raccolto la comprensione dei cittadini.
Con la liberazione dello svincolo riprende la regolare distribuzione delle merci verso i supermercati, consentendo il rifornimento di prodotti essenziali come frutta, verdura e acqua, rimasti assenti dagli scaffali nei giorni scorsi. Il comparto resta ora in attesa delle decisioni del Consiglio dei Ministri, chiamato ad approvare un decreto con misure di sostegno per l'autotrasporto e l'agricoltura.