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Nasce in Calabria il “Patto di Comunità per la demenza”: un’alleanza di civiltà per non lasciare sole le famiglie

Autore Redazione Web | sab, 24 ott 2026 12:00 | Patto-Di-Comunità Demenza Famiglie Calabria

Il modello "CasaPaese" continua a crescere e a mettere radici in nuovi territori


Ci sono serate che vanno oltre un semplice incontro, perché riescono a lasciare un segno profondo nella storia di un territorio. Serate in cui le parole diventano impegni concreti e le persone scoprono di poter costruire insieme qualcosa di importante.

È quello che è accaduto al Mediterraneo Palace Hotel di Amantea, dove un numeroso pubblico ha partecipato a un momento di grande valore umano e sociale per tutta la Calabria: la nascita ufficiale di “Un Patto di Comunità per la demenza”, un manifesto più che un progetto che mette al centro le persone, le famiglie e il valore di una comunità capace di prendersi cura.

Quattro parole ne racchiudono il significato e ne indicano la direzione: Conoscere, Unire, Rispondere, Accogliere = CURA

Un'iniziativa che parte da Amantea e che nel 2027 attraverserà l'intera Calabria, coinvolgendo sette Club Rotary, ai quali si stanno già aggiungendo nuove adesioni, insieme al Club Inner Wheel di Amantea. Un'organizzazione territoriale senza precedenti, nata dalla volontà di mettere in rete competenze, energie e sensibilità diverse per dare risposte concrete a chi vive ogni giorno l'esperienza della demenza.

Il punto di partenza è Amantea, dove il Rotary E-Club Al Mantiàh Calabria, promotore dell'iniziativa insieme all'Inner Wheel, ha manifestato fin da subito la volontà di sostenere e realizzare i quattro percorsi previsti dal Patto: formazione, informazione, educazione rivolta a bambini e ragazzi, sostegno alle famiglie e prevenzione.

L'obiettivo è portare la cura fuori dai luoghi tradizionali dell'assistenza, facendola diventare una responsabilità condivisa. Per questo sono previste azioni territoriali e comunitarie concrete: incontri pubblici, cineforum, distribuzione di opuscoli informativi, screening gratuiti delle funzioni cognitive, convegni e iniziative itineranti nell'ambito del progetto “Ovunque tu sia. Noi ci siamo”.

Ad Amantea e nei Comuni limitrofi saranno coinvolti i professionisti della cura — medici di medicina generale, neurologi, geriatri, psichiatri, psicologi e psicoterapeuti — insieme alle scuole di ogni ordine e grado, alle chiese, agli istituti di bellezza, centri commerciali,  ambulatori e alle farmacie. Una rete capillare, pensata per raggiungere le persone nei luoghi della loro quotidianità, favorire la conoscenza della demenza, promuovere la prevenzione e intercettare i bisogni prima che si trasformino in isolamento e solitudine.

Il momento centrale della serata è stato l'intervento di Elena Sodano, presidente della Fondazione RaGi, che ha riportato l'attenzione sulla realtà, spesso ancora poco conosciuta, delle persone con demenza e delle loro famiglie.

Con la partecipazione e la determinazione di chi da anni dedica la propria vita a questa missione, Sodano ha presentato numeri che raccontano una vera emergenza sociale e sanitaria in Calabria.

Sono circa 53.000 le persone con più di 65 anni affette da demenza medio-grave e circa 30.000 quelle che convivono con una forma lieve. A queste si aggiungono 178.000 familiari coinvolti direttamente nell'esperienza della malattia.

 Quasi il 10% dei calabresi ha un proprio congiunto affetto da questa patologia. Tre caregiver su quattro sono figli e figlie, impegnati nell'assistenza per una media di 13,5 ore al giorno. Il costo medio che grava sulle famiglie è di circa 700 euro mensili, mentre i farmaci incidono per il 32,5% della spesa, contro una media nazionale del 18,2%.

Numeri che non possono lasciare indifferenti e che restituiscono la dimensione di un impegno che, troppo spesso, continua a ricadere quasi interamente sulle famiglie.

«Questi numeri ci fanno capire che siamo di fronte a un'emergenza sociale e sanitaria. La demenza non è un destino privato, ma una responsabilità individuale che riguarda tutti noi. Non possiamo più delegare ad altri responsabilità di cui possiamo farci carico insieme», ha dichiarato Elena Sodano.

«È proprio per questo che nasce il Patto È proprio per questo che nasce il Patto, al quale possono aderire tutti coloro che condividono la nostra idea di fare rete intorno alle famiglie delle persone con demenza. Abbiamo bisogno di una comunità che sappia riconoscere i bisogni, rispondere alle difficoltà e non lasciare nessuno solo. E lo possiamo fare perché ne abbiamo capacità di pensiero e di azione mettendo in campo tutti insieme le nostre attitudini personali e professionali, a favore della fragilità umana".

Nel corso della serata è stato ricordato anche il percorso che la Calabria sta portando avanti nell'ambito dell'accoglienza e dell'umanizzazione della cura, con un modello che sta ricevendo attenzione e riconoscimenti ben oltre i confini regionali.

Il modello CasaPaese, nato a Cicala, continua a crescere e a mettere radici in nuovi territori, dimostrando come sia possibile ripensare l'assistenza alle persone con demenza partendo dalla dignità, dalla quotidianità e dal senso di appartenenza a una comunità.

Da Palmi a Casali del Manco, passando per San Pietro in Amantea, sono state annunciate le tappe di una rete in espansione, che vedrà nascere nuove sedi di CasaPaese e porterà in diversi territori della regione sollievo alle famiglie, cura umanizzata e nuove possibilità di vita per le persone con demenza.

Un percorso che conferma quanto sia importante costruire risposte capaci di unire i servizi alla comunità, superando la logica di un'assistenza vissuta come un fatto esclusivamente privato.

A guidare e accompagnare la serata, moderata dalla giornalista Alessia Burdino, è stata una forte sinergia tra il mondo associativo, commerciale, professionale e del Terzo settore, che ha risposto con una partecipazione corale alla nascita del Patto.

Particolarmente significativi sono stati i saluti e gli interventi di Maria Marrapodi, presidente del Rotary E-Club Al Mantiàh Calabria. Angela De Grazia, presidente dell'Inner Wheel Amantea, ha invece annunciato ai presenti le date dei primi appuntamenti che coinvolgeranno le scuole, le chiese e gli ambulatori medici di Amantea, dando così concretezza alle prime azioni del progetto.

Un passaggio importante è stato rappresentato dall'intervento di Antonio Morelli, segretario del Rotary E-Club Al Mantiàh, che ha sottolineato il valore del senso di appartenenza e il dovere morale di fare rete. Un impegno che deve tradursi nella capacità delle istituzioni e del volontariato di lavorare insieme, diventando uno scudo protettivo per le persone più fragili.

All'incontro era presente anche la dottoressa Antonietta Converso, presidente della sottocommissione distrettuale “Teniamoli in mente – Alzheimer e dintorni”, iniziativa promossa inizialmente dal Rotary Club Cosenza Nord. Fin da subito, le presidenti Marrapodi, De Grazia e Sodano hanno espresso la propria disponibilità a costruire una collaborazione territoriale, nella convinzione che unire le esperienze e le progettualità già attive possa rafforzare ulteriormente la rete di sostegno alle persone con demenza e ai loro familiari.

Numerosi sono state le testimonianze e gli interventi da parte di neurologi e psichiatri che hanno arricchito la serata di spunti molto importanti.

Le conclusioni sono state affidate a Vincenzina Colistra, assistente del Governatore, che ha evidenziato come il Patto rappresenti un modello di riscatto sociale per l'intera collettività: un'occasione per trasformare la sensibilità verso la fragilità in partecipazione, responsabilità e azioni condivise.


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