La parrocchia di San Giorgio Martire Extra Moenia ha celebrato la Festa dei Popoli, riunendo persone di diverse nazionalità e tradizioni
Culture, tradizioni, sapori e storie diverse che si incontrano, superando ogni barriera. La parrocchia di San Giorgio Martire Extra Moenia ha celebrato la Festa dei Popoli, un appuntamento dedicato alla fratellanza, all’accoglienza e alla valorizzazione delle diversità, trasformando la comunità in un luogo di incontro tra persone provenienti da diverse parti del mondo.
A guidare questo momento di condivisione è stato don Michele D’Agostino, parroco di San Giorgio Martire Extra Moenia, che attraverso il proprio impegno pastorale continua a promuovere occasioni di dialogo e partecipazione, capaci di coinvolgere persone di differenti nazionalità e anche appartenenti a diverse tradizioni religiose.
Un’iniziativa che dimostra come una comunità possa diventare una vera casa per tutti, senza distinzione di provenienza, cultura o appartenenza.
«Uno in Cristo, uniti nella missione»Ai microfoni di ReggioTV, don Michele D’Agostino ha spiegato il significato profondo della giornata, racchiuso nel motto scelto per l’iniziativa: «Uno in Cristo, uniti nella missione».
«Ogni anno viviamo questa Festa dei Popoli, che coinvolge tutti coloro che sono nel nostro territorio. Ognuno ha portato la specialità del proprio Paese, un gesto bellissimo di unione. Siamo tutti fratelli», ha dichiarato il parroco.
Parole semplici, ma cariche di significato, che raccontano lo spirito di una manifestazione nella quale il cibo diventa un linguaggio universale, capace di avvicinare le persone e favorire la conoscenza reciproca.
Ogni partecipante ha avuto l’opportunità di condividere un pezzo della propria terra, portando con sé sapori, usanze e tradizioni che raccontano storie di vita e di appartenenza. Un modo concreto per conoscersi, abbattere le distanze e scoprire quanto la diversità possa rappresentare una ricchezza per tutti.
Don Michele, una comunità che abbraccia il mondoLa Festa dei Popoli rappresenta anche il volto di una Chiesa capace di aprirsi alla società e di accogliere persone con percorsi di vita differenti. In questo contesto, l’impegno di don Michele D’Agostino assume un valore particolare: creare occasioni nelle quali nessuno si senta estraneo e ciascuno possa trovare spazio, ascolto e rispetto.
Riunire persone di diverse nazionalità e tradizioni religiose significa costruire ponti, favorire il dialogo e mettere al centro ciò che accomuna gli esseri umani, anziché ciò che li distingue.
Il messaggio del parroco va oltre la celebrazione religiosa e si traduce in un invito rivolto all’intera comunità: vivere insieme, conoscersi e riconoscersi reciprocamente come persone, con le proprie storie, le proprie radici e le proprie convinzioni.
È proprio attraverso iniziative come questa che una parrocchia può diventare un punto di riferimento non soltanto spirituale, ma anche umano e sociale, contribuendo a rendere il territorio più accogliente e solidale.
Le diversità diventano una ricchezzaLa Festa dei Popoli non è soltanto un momento conviviale, ma un’occasione per testimoniare concretamente i valori dell’integrazione e della pace. Le specialità gastronomiche portate dai partecipanti, le tradizioni condivise e gli incontri tra persone provenienti da Paesi diversi hanno dato forma a una giornata nella quale le differenze non hanno rappresentato una distanza, ma un motivo per stare insieme.
In un tempo in cui il dialogo tra culture e religioni assume un'importanza sempre maggiore, l’esperienza vissuta a San Giorgio Extra offre un esempio di partecipazione e apertura, ricordando che la convivenza si costruisce attraverso gesti quotidiani, ascolto e rispetto reciproco.
Il messaggio di don Michele D’Agostino resta il cuore della giornata: «Siamo tutti fratelli». Un principio che, attraverso la Festa dei Popoli, ha trovato espressione concreta in una comunità capace di incontrarsi, condividere e riconoscere nell’altro una persona da accogliere.
Una festa che celebra le differenze e, allo stesso tempo, ricorda a tutti il valore universale della fraternità.