Carlo Calenda a Crotone: «Le Regioni hanno distrutto il Mezzogiorno d’Italia»

Autore Giorgia Rieto | sab, 24 ott 2026 16:40 | Calenda Crotone Libro

Il leader di Azione ai microfoni di ReggioTV parla di Europa, politica estera, sanità calabrese e futuro del Sud

Europa, libertà, politica internazionale e soprattutto Mezzogiorno. Sono alcuni dei temi affrontati da Carlo Calenda a Crotone, dove ha presentato il suo ultimo libro, Difendere la libertà. L’ora dell’Europa. Ai microfoni di ReggioTV, il leader di Azione ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla situazione politica italiana, soffermandosi anche sulle difficoltà della Calabria e sulle potenzialità di un territorio che, secondo il suo racconto, continua a esprimere energie e competenze spesso poco valorizzate.

«Se Meloni viene scelta per un ruolo importante, sono contento»

Tra gli argomenti affrontati, anche il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale e la posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla guerra in Ucraina.

«Io sono italiano. Se la mia presidente del Consiglio, che è di un altro schieramento, viene scelta per un ruolo importante di politica estera, sono contento. Meloni sull’Ucraina ha una posizione chiara, sarà un’ottima mediatrice», ha dichiarato Calenda.

Parole con cui il leader di Azione ha sottolineato la necessità di distinguere il confronto politico interno dagli interessi nazionali, soprattutto quando si tratta di questioni internazionali e del ruolo dell’Italia in Europa.

Il riferimento alla guerra in Ucraina e alla possibilità di una mediazione si inserisce nel quadro più ampio delle riflessioni contenute nel libro, dedicato alla libertà, al futuro dell’Europa e alle sfide geopolitiche che attendono il continente.

«In Calabria vedo un sistema sanitario a pezzi»

Nel corso dell’intervista, Calenda ha rivolto l’attenzione anche alla situazione calabrese, esprimendo un giudizio critico sulle condizioni della sanità regionale e, più in generale, sull’organizzazione dei servizi pubblici.

«In Calabria vedo un sistema sanitario a pezzi», ha affermato, indicando nella crisi dei servizi una delle questioni centrali per il futuro della regione.

Il leader di Azione ha poi allargato il discorso al ruolo delle Regioni e al rapporto tra autonomia amministrativa e sviluppo del Mezzogiorno, arrivando a una posizione netta: «Le Regioni hanno distrutto il Mezzogiorno d’Italia, andrebbero abolite».

Una dichiarazione destinata ad alimentare il dibattito sul modello istituzionale italiano, sulle responsabilità nella gestione dei servizi e sulla capacità delle amministrazioni di garantire ai cittadini del Sud diritti e opportunità comparabili a quelli del resto del Paese.

La sorpresa al Castello di Crotone: «Questa per me è speranza»

Accanto alle critiche, nel racconto di Calenda trova spazio anche un’esperienza personale che lo ha colpito durante la visita in Calabria.

Il leader di Azione ha raccontato di essere stato al Castello di Vibo Valentia e al Castello di Crotone, soffermandosi sull’incontro con Andrea, un giovane che gli ha illustrato la storia del luogo con passione e competenza.

«C’era Andrea, un ragazzo incredibile, che mi ha raccontato in maniera incredibile la storia della terra. Questa per me è speranza», ha raccontato.

Un episodio che ha rappresentato per Calenda un motivo di fiducia nelle potenzialità del territorio. La preparazione e l’entusiasmo del giovane, capaci di trasformare una visita culturale in un’esperienza coinvolgente, diventano il simbolo di quelle risorse umane che il Mezzogiorno può mettere in campo.

Il Sud tra problemi strutturali e risorse da valorizzare

Il passaggio dedicato ad Andrea offre una prospettiva diversa rispetto alla denuncia delle criticità regionali. Da un lato, la questione della sanità e dei servizi pubblici; dall’altro, le persone che, attraverso il proprio lavoro e la propria passione, contribuiscono a raccontare e valorizzare il patrimonio culturale calabrese.

È proprio in questa contrapposizione che si sviluppa il messaggio di Calenda: la Calabria presenta problemi strutturali che richiedono risposte, ma possiede anche risorse umane e culturali capaci di rappresentare un punto di partenza per il futuro.


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