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Ponte sullo Stretto, Villa San Giovanni attacca il decreto IROPI 2026: «Atto superficiale, tutela delle aree protette ignorata»

Autore Giorgia Rieto | sab, 24 ott 2026 17:43 | Villa-San-Giovanni Ponte-Sullo-Stretto

Il sindaco, la giunta e il gruppo consiliare Città in Movimento contestano il nuovo decreto pubblicato dal MASE

Duro affondo dell'amministrazione comunale di Villa San Giovanni contro il decreto IROPI 2026, pubblicato sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e considerato uno degli atti presupposti per il progetto del Ponte sullo Stretto.

In una nota firmata dal sindaco, dalla giunta e dal gruppo consiliare Città in Movimento, il provvedimento viene definito «contenutisticamente inconsistente» e accusato di non fornire alcuna reale motivazione a sostegno della decisione del Governo in merito alla tutela dei siti Natura 2000 dello Stretto di Messina.

«Un decreto che ripete la legge senza spiegare le ragioni»

L'amministrazione punta il dito contro quello che definisce un atto «tautologico», sostenendo che il decreto si limiti a riprodurre il testo della normativa senza spiegare i presupposti che giustificano la dichiarazione di motivi imperativi di rilevante interesse pubblico.

Nel mirino finisce il passaggio con cui la Presidenza del Consiglio dichiara prevalenti gli interessi legati alla salute, alla sicurezza pubblica e alle conseguenze positive per l'ambiente rispetto agli obiettivi di conservazione dei siti protetti, ritenendo che il provvedimento non espliciti le ragioni concrete della scelta.

Secondo il Comune, il decreto del 2025 tentava almeno di argomentare le proprie conclusioni, mentre quello del 2026 rappresenterebbe un ulteriore passo indietro sotto il profilo motivazionale.

Il richiamo alla Corte dei Conti e agli atti mancanti

Nel documento viene richiamata anche la posizione assunta dalla Corte dei Conti nel 2025, che – secondo l'amministrazione – aveva già evidenziato criticità rispetto al rispetto del diritto eurounitario nella gestione delle aree protette interessate dal progetto.

Il Comune evidenzia inoltre come il nuovo decreto faccia riferimento a documenti dei Ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture che, a suo dire, non risulterebbero pubblicati, così come non sarebbe disponibile il formulario aggiornato rispetto a quello allegato nel 2025.

Una circostanza che, secondo Palazzo San Giovanni, renderebbe ancora più difficile un'analisi completa degli atti adottati dal Governo.

«Quattro anni di perdite per la città»

La nota ripercorre anche il lavoro svolto dall'amministrazione negli ultimi anni sul dossier Ponte, rivendicando un approccio definito «tecnico-scientifico» e ricordando le richieste avanzate per ottenere interventi considerati prioritari indipendentemente dalla realizzazione dell'opera.

Tra questi vengono indicati il depuratore, il completamento della rete fognaria, la viabilità alternativa, il potenziamento della pubblica illuminazione, i monitoraggi ambientali e opere complementari quantificate in circa 1,5 miliardi di euro.

Secondo il Comune, però, Villa San Giovanni avrebbe finora subito soltanto conseguenze negative legate all'iter del Ponte.

Nella nota vengono citati l'ecomostro di via Marina, il blocco del rifacimento del lungomare, lo stop al Piano Strutturale Comunale e la mancata realizzazione del progetto di Forte Beleno.

«Continueremo a studiare gli atti»

L'amministrazione conclude assicurando che proseguirà nell'esame di tutta la documentazione relativa al progetto, ribadendo la disponibilità al confronto con chiunque condivida l'obiettivo di tutelare gli interessi della città.

Un messaggio che si inserisce in un confronto destinato a proseguire, mentre il dibattito sul Ponte sullo Stretto continua a intrecciare questioni ambientali, amministrative e di sviluppo del territorio.


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