Sciopero generale a Reggio Calabria, Or.S.A. e USB: "Basta guerre e armi, alziamo salari e pensioni"

Autore Redazione Web | mer, 28 ott 2026 12:36 | Usb Orsa Sindacato Reggio-Calabria Corteo

Per il 30 ottobre i sindacati annunciano un corteo sul Corso Garibaldi che partirà da Piazza De Nava e raggiungerà Piazza Italia

Venerdì 30 ottobre, giornata di sciopero generale, anche Reggio Calabria scende in piazza. Appuntamento alle ore 9 in piazza De Nava, da dove partirà il corteo che attraverserà il Corso Garibaldi fino a piazza Italia.

"La manifestazione regionale di Cosenza - scrivono Or.S.A. Porti Gioia Tauro e USB Reggio Calabria in una nota congiunta - resta il cuore della mobilitazione calabrese. In queste settimane, però, la rabbia sociale si è fatta sentire ovunque: nei presidi, nelle iniziative spontanee, nella nuova vitalità di studenti e studentesse. Le piazze si moltiplicano rapidamente, a confermare un malcontento popolare che chiede un cambiamento vero: non un semplice cambio di chi governa, ma un cambio radicale di scelte e di politiche".

"Le ragioni le vediamo ogni giorno. Il carburante supera i 2 euro al litro, la spesa e le bollette di luce e gas continuano a salire, mentre salari e pensioni sono fermi da anni. In Calabria tutto questo pesa il doppio: una sanità pubblica smantellata da anni di commissariamenti e tagli, liste d’attesa infinite, pronto soccorso sguarniti, migliaia di persone costrette a curarsi fuori regione. Un sistema di trasporti che isola interi territori. Una generazione di giovani stretta tra guerra, precarietà ed emigrazione forzata".

"Intanto il governo trova decine di miliardi per il riarmo e continua a inseguire progetti inutili come il ponte sullo Stretto. Noi chiediamo che quelle risorse vadano a salari, pensioni, scuole e ospedali. E diciamo no al rischio che il porto di Gioia Tauro venga asservito alle logiche di guerra: deve essere uno strumento di lavoro e sviluppo per il territorio, non uno snodo per le armi".

"Alla protesta di chi lavora il governo risponde con la precettazione firmata dal ministro Salvini, che colpisce trasporti e altri settori proprio nel giorno in cui i portuali di oltre cento porti in tutto il mondo si mobilitano contro la militarizzazione delle banchine. È una scelta autoritaria che non ferma il conflitto, lo alimenta. Esprimiamo piena solidarietà a lavoratrici e lavoratori che sceglieranno di scioperare comunque, consapevoli dei rischi, per difendere un diritto garantito dalla Costituzione".

"Il 30 ottobre saremo in piazza con studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici, precari, disoccupati, pensionati, comitati e associazioni. Con tutte e tutti quelli che dicono basta con le guerre e basta con le armi. Abbassate i prezzi, i mutui, le tariffe e le armi. Alzate i salari, le pensioni e i diritti. Il 30 ottobre blocchiamo tutto", conclude la nota.

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