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A Reggio il dialetto diventa cultura da indossare: l'idea di Peppe Piromalli per raccontare la città

Autore Grazia Candido | ven, 30 ott 2026 09:10 | Piromalli Felpe-E-Magliette Dialetto Valorizzazione-Territorio

Un progetto che intreccia ironia, memoria e promozione culturale, con l'obiettivo di far conoscere anche ai turisti il patrimonio linguistico della città

Ci sono parole che appartengono a un territorio più di qualsiasi monumento. Espressioni che raccontano un modo di essere, una filosofia di vita, un'identità che si tramanda da generazioni e che rischia, con il passare del tempo, di perdere spazio soprattutto tra le nuove generazioni. A Reggio Calabria questo patrimonio ha un nome preciso: il dialetto reggino, con il suo linguaggio colorito, la sua ironia e quella capacità tutta meridionale di trasformare una semplice frase in un piccolo racconto.

Da questa consapevolezza nasce l'idea dell'attore e direttore artistico Peppe Piromalli, che, in occasione della nuova stagione teatrale dell'Officina dell'Arte, ha voluto dare forma a un'iniziativa originale: trasformare alcune delle espressioni più caratteristiche dello slang reggino in messaggi da indossare.

T-shirt e felpe diventano così un insolito contenitore di cultura popolare. Le scritte, accompagnate da illustrazioni e colori vivaci, richiamano modi di dire, battute e frasi entrate nell'immaginario collettivo cittadino. Un linguaggio che, per chi vive a Reggio, è immediatamente riconoscibile, ma che può incuriosire anche chi arriva da fuori e desidera conoscere qualcosa in più della città.

Non si tratta soltanto di recuperare parole e modi di dire, ma di riportare al centro un patrimonio immateriale che fa parte della storia e della quotidianità di una comunità. Il dialetto, infatti, non è soltanto uno strumento di comunicazione: è memoria, appartenenza, tradizione e, soprattutto, un modo di raccontare il carattere di un popolo.

L'iniziativa assume anche un significato particolare nel rapporto con il pubblico che frequenta l'Officina dell'Arte. La presenza di numerosi visitatori e turisti in città rappresenta un'occasione per far conoscere, attraverso un linguaggio immediato e informale, non soltanto le peculiarità linguistiche del territorio, ma anche il lavoro di quanti, ogni giorno, si impegnano per mantenere viva la proposta culturale reggina.

In questo senso, il progetto ideato da Piromalli si inserisce in una visione più ampia: promuovere il teatro non esclusivamente come luogo di spettacolo, ma come spazio di incontro, condivisione e diffusione della cultura. Un presidio capace di dialogare con la città, valorizzarne le tradizioni e contribuire a costruire nuove occasioni di partecipazione.

Le immagini raccontano bene lo spirito dell'iniziativa: da una parte la presentazione delle creazioni, dall'altra i capi esposti negli spazi dell'Officina dell'Arte, che attirano la curiosità dei visitatori. Un modo informale e contemporaneo per far dialogare tradizione e creatività, mantenendo vivo quel legame tra cultura popolare e identità territoriale che rappresenta una delle ricchezze di Reggio Calabria.

Perché, in fondo, anche una battuta in dialetto può diventare cultura. E se una felpa riesce a strappare un sorriso, far riaffiorare un ricordo o spingere un turista a chiedere il significato di un'espressione reggina, allora quelle parole avranno già raggiunto un obiettivo importante: continuare a vivere, fuori dai confini della città e ben oltre il palcoscenico.

La cultura, del resto, non passa soltanto attraverso i libri e gli spettacoli: a volte viaggia anche attraverso le parole che indossiamo.

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