Mimmo Bevacqua e il suo quaderno “Dieci anni nelle istituzioni” aprono il dibattito nazionale

Autore Redazione Web | ven, 30 ott 2026 09:55 | Mimmo-Bevacqua Quaderno Istituzioni Dibattito

Dalla presentazione del volume a un confronto di respiro nazionale sui temi del regionalismo, dell’autonomia, dell’uguaglianza dei diritti


Una partecipazione ampia e trasversale, espressione di un territorio che ha voluto raccogliersi attorno a un momento di confronto politico e istituzionale. La presentazione del volume di Mimmo Bevacqua, “Appunti su dieci anni nelle istituzioni. Domande e riflessioni su regionalismo, autonomia e territori” (Rubbettino Editore), si è trasformata in un’occasione di riflessione che ha superato i confini regionali, portando al centro del dibattito questioni decisive per il futuro della Calabria e dell’intero Paese.

Un appuntamento che, partendo dall’esperienza politico-istituzionale decennale dell’ex consigliere regionale e capogruppo del PD, ha offerto l’opportunità di approfondire il rapporto tra Stato e Regioni, il decentramento amministrativo, l’uguaglianza dei diritti e il destino delle comunità locali. Temi che Bevacqua ha voluto porre al centro della discussione, nella convinzione che il futuro della Calabria e dei suoi territori debba essere costruito a partire dalla garanzia dei diritti, dalle opportunità di sviluppo e dalla capacità di non lasciare indietro nessuno.

Regionalismo, autonomia e spopolamento al centro del confronto

L’evento ha offerto una riflessione sulle trasformazioni dello Stato, sulle sfide legate all’autonomia differenziata e sulle prospettive future del governo locale. Tra le priorità emerse con forza nel corso della serata vi è la questione cruciale dello spopolamento delle aree interne e la necessità di garantire nuove e concrete opportunità di sviluppo alle comunità locali. Un confronto che ha riportato al centro il tema dell’uguaglianza dei diritti e della necessità di assicurare a tutti i cittadini, indipendentemente dal territorio in cui vivono, le stesse opportunità e gli stessi livelli di servizi.

La dimensione nazionale dell’iniziativa è stata confermata dalla presenza di autorevoli esponenti del Partito Democratico provenienti da quattro diverse regioni italiane. Ad arricchire il dibattito, introdotto e accompagnato dai diversi interventi istituzionali, sono stati Paolo Calvano, capogruppo PD in Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, collegato da remoto; Carlo Borghetti, consigliere regionale PD della Lombardia; Emanuela Droghei, consigliera regionale PD del Lazio, intervenuta attraverso un contributo video; Rosellina Madeo, consigliera regionale PD della Calabria; Nicola Irto, senatore e segretario regionale del PD Calabria; e Marina Sereni, responsabile nazionale Sanità e Salute del PD. A seguire, i contenuti del libro e le prospettive politiche del percorso raccontato da Bevacqua sono stati ulteriormente approfonditi attraverso l’intervista condotta dal giornalista Francesco Mannarino.

La sala gremita ha visto inoltre la partecipazione di numerose figure di primo piano del panorama politico e amministrativo calabrese, tra cui il sindaco della città capoluogo Franz Caruso, i consiglieri regionali Ernesto Alecci Giuseppe Falcomatà e Francesco De Cicco insieme a tanti ex consiglieri regionali, tra cui Mammoliti e Tassone.

Presenti anche numerosi sindaci, amministratori della provincia di Cosenza, rappresentanti istituzionali, militanti e simpatizzanti del centrosinistra. Una partecipazione che ha testimoniato l’attenzione e l’interesse suscitati dai temi affrontati e la volontà di prendere parte a una discussione che riguarda direttamente il futuro dei territori.

Visibilmente soddisfatto per la partecipazione e per il livello del confronto, Bevacqua ha voluto tracciare il bilancio della serata: «È stata una serata straordinaria, non tanto per la presentazione del libro, quanto per l’opportunità di animare un dibattito su temi che ritengo vitali e fondamentali per il futuro della Calabria e per la tenuta dell’intero Paese. L’uguaglianza dei diritti, il rapporto tra Stato e Regioni, il decentramento amministrativo e il destino delle aree interne sono questioni che riguardano il presente e il futuro delle nostre comunità. Il mio intento era e resta quello di mettere al centro la Calabria e i calabresi, i loro diritti, le loro opportunità e la necessità di costruire un futuro più giusto, senza lasciare indietro nessuno. Da qui bisogna ripartire per il futuro di questa regione e dei nostri territori».


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