Da Reggio Calabria a Roma per una visita medica: quattro ore di attesa per appena sei minuti di consulto

Autore Grazia Candido | sab, 31 ott 2026 07:41 | Emigrazione-Sanitaria Testimonianza Ospedale Reggio-Roma

La testimonianza di una cittadina riaccende l'attenzione sulle difficoltà di chi è costretto a spostarsi fuori regione per ricevere prestazioni sanitarie

Partire da Reggio Calabria per raggiungere Roma, affrontare un viaggio, sostenere spese di trasporto, eventuale soggiorno e il costo di una visita medica privata, con la speranza di ottenere una prestazione specialistica in tempi ragionevoli. È quanto accaduto a una signora reggina che ha deciso di raccontare la propria esperienza, non per puntare il dito contro una struttura sanitaria, ma per portare all'attenzione un problema che riguarda tanti cittadini: l'emigrazione sanitaria.

La signora aveva prenotato la visita presso un noto ospedale della Capitale con circa un mese di anticipo. Una prestazione a pagamento, dunque, per la quale aveva organizzato il viaggio e affrontato un impegno economico e personale tutt'altro che indifferente. Eppure, già prima dell'appuntamento, si sono verificati diversi cambiamenti nell'orario della visita. Una volta arrivata in struttura, poi, è iniziata una lunga attesa. La paziente ha dovuto aspettare circa quattro ore prima di poter essere ricevuta dal primario del reparto.

Dopo tanta attesa, la visita si è conclusa in appena sei minuti. Sei minuti dopo un viaggio da Reggio Calabria, dopo settimane di attesa dalla prenotazione e dopo aver sostenuto il costo di una prestazione specialistica.

"Non voglio assolutamente parlare male dell'ospedale nel quale mi sono recata – è il senso della testimonianza della signora –. So bene che le difficoltà organizzative possono verificarsi ovunque e che ogni struttura sanitaria ha le proprie problematiche. Ma credo sia giusto raccontare quello che è successo, perché episodi del genere fanno riflettere".

Il punto, infatti, non è mettere sotto accusa una struttura romana o mettere in discussione la professionalità dei medici. Il problema è più ampio e riguarda il rapporto tra le aspettative dei pazienti, i tempi di attesa e la qualità del servizio ricevuto, anche quando si sceglie una prestazione a pagamento.

Ma la domanda più importante è un'altra: perché un cittadino di Reggio Calabria deve essere costretto ad arrivare fino a Roma per una visita specialistica?

È questa la riflessione che dovrebbe accompagnare la testimonianza. Perché dietro ogni viaggio sanitario ci sono persone, famiglie, sacrifici economici, giornate di lavoro perse e, soprattutto, preoccupazioni legate alla propria salute.

Non sempre spostarsi fuori regione significa trovare una risposta più rapida o un servizio privo di criticità. L'esperienza raccontata dimostra che anche altrove possono verificarsi lunghe attese e disagi. E allora forse è arrivato il momento di concentrare maggiormente l'attenzione su ciò che potrebbe essere fatto nella nostra città.

Reggio Calabria ha bisogno di una sanità sempre più potenziata, con reparti adeguatamente organizzati, specialisti, tecnologie, servizi diagnostici e strutture capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini in tutti i settori.

Non si tratta di pretendere che ogni prestazione possa essere garantita immediatamente o che ogni specializzazione sia presente in ogni struttura. Si tratta, però, di lavorare affinché il territorio possa offrire un numero sempre maggiore di risposte sanitarie qualificate, riducendo la necessità di rivolgersi ad altre regioni.

L'emigrazione sanitaria, infatti, non è soltanto una questione di numeri o di statistiche. È un fenomeno che pesa concretamente sulle tasche delle famiglie e sulla condizione fisica e psicologica dei pazienti. Chi deve affrontare un problema di salute non dovrebbe essere costretto ad aggiungere alla propria preoccupazione anche quella di organizzare un viaggio di centinaia di chilometri.

La testimonianza della signora reggina vuole essere, dunque, uno spunto di riflessione e non una denuncia contro qualcuno perché potenziare la sanità di Reggio Calabria significa non soltanto migliorare i servizi sul territorio, ma anche restituire ai cittadini la possibilità di curarsi vicino casa.

La salute non dovrebbe diventare un viaggio obbligato. E forse la vera sfida è proprio questa: fare in modo che Reggio Calabria possa offrire ai propri cittadini sempre più opportunità di cura senza costringerli a cercare altrove ciò che, quando possibile, dovrebbe essere garantito anche nella propria città.

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