Manovra, UIL Scuola Calabria: "Quasi 300 posti in meno nelle scuole calabresi"

Autore Redazione Web | lun, 02 nov 2026 07:50 | Uil-Scuola Scrivano Sud Posti

Il calo demografico non può diventare il pretesto per impoverire il Sud


Il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede, all’articolo 66, la riduzione di 4.925 posti di docente e 2.049 posti di personale ATA a partire dall’anno scolastico 2027/2028: 6.974 posti in meno, che si aggiungono ai 5.660 docenti già tagliati dal 2025/2026 e ai 2.174 ATA in meno dal 2026/2027. In tre anni il sistema scolastico perderebbe complessivamente 14.808 posti, per un risparmio che a regime supera i 250 milioni di euro l’anno.

La UIL Scuola nazionale, con il Segretario generale della UIL Pierpaolo Bombardieri e il Segretario generale della UIL Scuola Giuseppe D’Aprile, ha chiesto al Governo e al Parlamento di cancellare questi tagli. La UIL Scuola Calabria ha calcolato quale potrebbe essere la ricaduta sulla nostra regione.

«La Calabria pesa oggi circa il 4,2 per cento dei posti comuni docenti a livello nazionale: 25.764 su oltre 614 mila», spiega Luca Scrivano, Segretario generale della UIL Scuola Calabria. «Applicando questa proporzione, il nuovo taglio porterebbe via alle scuole calabresi circa 206 posti di docente e 86 di personale ATA: quasi 300 posti già dal settembre 2027. Se sommiamo i tagli degli ultimi tre anni, la Calabria rischia di perdere oltre 600 posti. Ed è una stima prudente, perché la riduzione segue il calo degli iscritti, e nelle regioni del Sud, come la nostra, il calo demografico è più marcato che altrove».

Nessuna provincia sarebbe risparmiata. Secondo la stessa proporzione, i posti di docente in meno sarebbero circa 73 nella provincia di Cosenza, 56 in quella di Reggio Calabria, 38 a Catanzaro, 20 a Crotone e 19 a Vibo Valentia.

«Dietro questi numeri ci sono classi accorpate, plessi a rischio nelle aree interne, pluriclassi che si allargano e comunità che perdono un presidio dello Stato», sottolinea Scrivano.

Il nodo riguarda in modo particolare il personale ATA.

«Le nostre segreterie e i nostri collaboratori scolastici lavorano già sotto organico», ricorda il Segretario regionale. «Quest’anno, a fronte di 403 posti ATA vacanti in Calabria, sono state autorizzate solo 137 immissioni in ruolo: appena un terzo. Tagliare ancora significa scaricare sul personale rimasto carichi di lavoro insostenibili, in edifici spesso distribuiti su più plessi e su territori difficili da raggiungere».

Per la UIL Scuola Calabria la denatalità va letta come un’occasione, non come un risparmio. «Meno alunni dovrebbero significare classi meno numerose, più tempo pieno in una regione che ne ha ancora troppo poco, più sostegno di qualità e più attenzione alla dispersione scolastica», afferma Scrivano. «È la strada che chiedono le famiglie ed è la sola che può trattenere i giovani nel Mezzogiorno. Togliere risorse alla scuola calabrese vuol dire accettare che il Sud continui a svuotarsi».

La UIL Scuola Calabria chiede quindi ai parlamentari calabresi di ogni schieramento di sostenere in Parlamento la soppressione dell’articolo 66 e di impegnarsi perché le risorse vengano destinate alla stabilizzazione del personale precario, alla copertura di tutti i posti vacanti, docenti e ATA, e al rafforzamento degli organici nelle aree interne.

«La scuola è l’unica istituzione presente in ogni comune della Calabria», conclude Scrivano. «Difenderla non è una battaglia di categoria: è una battaglia per il futuro di questa terra».


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