Giovedì una messa in suo suffragio nella chiesa di Santa Maria d’Itria
Ci sono assenze che il tempo non riesce a colmare e ricordi che continuano a vivere, intatti, nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscere una persona speciale. Il 5 novembre ricorre il settimo anniversario della scomparsa di Antonino Candido, il giovane vigile del fuoco reggino morto tragicamente nella notte tra il 4 e il 5 novembre 2019 a Quargnento, in provincia di Alessandria, durante il drammatico intervento per l'esplosione di una cascina.
Una tragedia che sconvolse l'Italia e che costò la vita a tre vigili del fuoco: Antonino Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo. Tre uomini che hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio servizio, fedeli a quella divisa che rappresenta ogni giorno coraggio, senso del dovere e dedizione verso gli altri.
Per Antonino, affettuosamente chiamato Nino da chi gli voleva bene, il ricordo va ben oltre la figura del vigile del fuoco. Resta il volto di un giovane uomo, i suoi affetti, il legame con la famiglia, gli amici e i colleghi. Resta soprattutto il vuoto lasciato da una vita spezzata troppo presto, quando aveva ancora tanti progetti, sogni e momenti da condividere.
Sette anni sono trascorsi da quella terribile notte, ma per i suoi cari il calendario non cancella il dolore. Lo trasforma, semmai, in una presenza silenziosa che accompagna le giornate, nei ricordi custoditi, negli insegnamenti e nell'affetto di quanti continuano a sentirlo vicino.
Il suo sacrificio rimane anche una testimonianza del valore di un'intera categoria di donne e uomini che, ogni giorno, affrontano situazioni di pericolo per proteggere la vita degli altri. Un impegno che Antonino ha onorato fino all'ultimo.
In occasione del settimo anniversario, la famiglia, i parenti, gli amici e i colleghi dei Vigili del Fuoco si ritroveranno per una celebrazione eucaristica in suo suffragio, insieme ai colleghi Marco e Matteo.
La Santa Messa sarà celebrata giovedì 5 novembre, alle ore 18, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria d'Itria, a Sbarre Centrali, a Reggio Calabria.
Sarà un momento di preghiera, raccoglimento e memoria, per stringersi ancora una volta attorno al ricordo di tre uomini che non sono tornati a casa.
A Nino, il tempo non ha tolto il posto che occupa nel cuore di chi lo ama. Perché ci sono persone che continuano a vivere attraverso l'affetto, gli esempi e i ricordi di chi resta. E il suo nome, insieme a quello di Marco e Matteo, merita di essere ricordato ogni giorno.