Il 21 marzo e l'equinozio di primavera
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Astronomia, poesia, libertÓ, memorie, natura e religione

Il 21 marzo e l'equinozio di primavera

In pieno periodo di quaresima, l’astronomia e la religione cristiana tornano ad intrecciarsi in vista della Santa Pasqua. L’evento astronomico legato alla giornata del 21 marzo, l’equinozio di primavera, segna un punto cruciale nel calcolo della data della festa mobile che è la Pasqua in cui si celebra la Resurrezione di Gesù Cristo morto in Croce.
La data del giorno della Pasqua Cristiana, designato di anno in anno dal moto della Luna intorno alla Terra ed al Sole, è infatti profondamente legata al mutamento delle stagioni ed al movimento della Luna intorno alla Terra rispetto al Sole. Ancorchè noto che tale festa religiosa per eccellenza si celebri rigorosamente di Domenica, è altrettanto assodato che ciò non avvenga mai nella stessa data. Eppure, invece, di anno in anno il tratto ricorrente non è soltanto il settimo giorno della settimana, il giorno della Resurrezione settimanale e del riposo, ma anche il riferimento ad un plenilunio. Non si tratta di un plenilunio qualsiasi ma del primo plenilunio di primavera, ossia il primo successivo all’equinozio di primavera. Quest’anno la prima domenica successiva al primo plenilunio primaverile, che avrà luogo l’11 aprile, sarà il 16 aprile, giorno di Pasqua secondo il calendario Gregoriano (gli Ortodossi seguono il calendario Giuliano).
Dunque sollevando lo sguardo al cielo notturno proprio della settimana della Passione e della intensa liturgia della Santa Pasqua, sarà possibile incantarsi di fronte ad una luna piena, la prima della stagione, non a caso, del risveglio della natura e del Creato: la Primavera. Un fenomeno legato al moto di rivoluzione della Luna intorno alla Terra che ha cadenza mensile ma la cui eccezionalità è dovuta al fatto che è il primo dopo l’equinozio di Primavera, evento astronomico fissato al 21 marzo di ogni anno.
Ogni 21 marzo racchiude in sé tutti i semi di una nuova primavera con una forte carica simbolica come quella ascritta alla giornata della memoria e dell’impegno per le vittime di mafia promossa da Libera ma non solo. Semi in attesa nuovi versi da scrivere come di nuove barriere da abbattere per eliminare ogni forma di discriminazione, per sensibilizzare comunità e istituzioni a riconoscere dignità alla persona senza distinzione alcuna e a riconoscere nella differenza e nell’alterità una preziosa risorsa.

Affidare alla poesia le vibrazioni dell’anima, imprigionata e piegata o coraggiosa e ribelle al pregiudizio altrui. Perché la poesia accoglie anche la paura e la trasforma in un incontenibile respiro universale. La Poesia lascia liberi di essere; essa custodisce e non tradisce la dignità di ciascuna esistenza. Essa contribuisce al dialogo tra i popoli alla costruzione della Pace. La poesia è rinascita e il suo verso può guidare la parola, segnare la direzione e restituire, all’umano, l’umanità. Nel primo giorno di primavera proclamato dall’Unesco nel 1999 come Giornata Internazionale della Poesia e dalle Nazioni Unite come la Giornata Internazionale per l’Eliminazione delle Discriminazione Razziale, osino volare alto voci orfane di pregiudizio e figlie di libertà.

La Trentesima sessione di Parigi dell’Unesco del 1999 ha rivendicato per la poesia un luogo di condivisione e per il poeta un ruolo di ricettacolo di arti e filosofia. Anima delle diversità linguistiche, presidio delle lingue in pericolo di scomparsa, il poeta diventa il protagonista privilegiato della ricostruzione del dialogo tra il verso, il teatro, la musica, la danza l’arte e la cultura imbevuta di valori come la nonviolenza, l’uguaglianza, la libertà e la pace.

Tornando all’astronomia, dopo l’inverno, la durata del giorno e della notte tornano, infatti, ad equivalere e si fa ingresso nelle primavera mentre cambia di un’ora avanti il tempo legale, le giornate si allungano ed, in termini astronomici, l’equatore celeste e l’Eclittica (percorso apparente del Sole in un anno sullo sfondo celeste dove sono collocate le costellazioni dello Zodiaco) si intersecano. Ciò avviene due volte l’anno in occasione dei due Equinozi (Primavera 21 marzo con il Sole nei Pesci e Autunno 23 settembre con il Sole nella Vergine) che segnano le stagioni in cui giorno e notte hanno uguale durata.
Tale fenomeno astronomico si rapporta, infatti, alla vita dell’uomo attraverso l’alternarsi delle stagioni e dell’uguaglianza del giorno e della notte dal momento che in prossimità di entrambi questi eventi la lancetta dell’orologio sarà spostata un’ora indietro, anticipando rispetto all’estate di un’ora l’arrivo della notte, nel caso dell’equinozio di Autunno, ed un’ora avanti per allungare di un’ora di luce il giorno rispetto all’inverno, in vista dell’equinozio di Primavera.
Ma le stagioni sono quattro. L’inizio delle altre due stagioni, Inverno ed Estate, coincide con gli eventi astronomici dei Solstizi - in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione (latitudine) massima o minima - del 21 dicembre, il cosiddetto giorno più corto dell’anno ed esordio dell’Inverno, e del 21 giugno, il cosiddetto giorno più lungo dell’anno ed esordio dell’Estate.

Anna Foti
20-03-2017 16:51
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