Le 'chiavi della gestione' delle strutture psichiatriche torneranno all'ASP: preannunciata l'occupazione ad oltranza della sede dell'Ente
ATTUALITA'

Palpabile lo stato unanime di tensione e di riprovazione  nei confronti della pubblica amministrazione che ha caratterizzato  il dibattito

Le 'chiavi della gestione' delle strutture psichiatriche torneranno all'ASP: preannunciata l'occupazione ad oltranza della sede dell'Ente

Per affrontare la gravissima questione delle residenzialità psichiatriche si sono riunite le cooperative sociali che gestiscono le strutture nella provincia di Reggio Calabria ed una rappresentanza degli operatori impegnati all’interno delle stesse. Palpabile lo stato unanime di tensione e di riprovazione nei confronti della pubblica amministrazione che ha caratterizzato il dibattito, rea di aver determinato lo status kafkiano in cui versano i 180 degenti psichiatrici - a cui sono stati lesi diritti e dignità - e i 200 operatori del settore, mortificati anche nel loro diritto basilare alla retribuzione per un lavoro così difficile ed importante.
La roulette dei direttori generali e dei commissari avvicendatisi alla guida dell’Ente pubblico ha prodotto risultati nefasti. Le promesse e persino gli impegni formalmente assunti sono stati disattesi. In questo Carosello consumato sulla pelle dei più deboli la Regione Calabria, nell’ambito di un tavolo tecnico, seppur con ingiustificabile ritardo, aveva determinato nel 2015 un percorso che avrebbe dovuto consentire l’accreditamento delle strutture, da parte delle cooperative, entro il 2016. Ma anche tale percorso è stato incredibilmente accantonato dall’ente pubblico, nonostante le cooperative avessero fatto fronte ai gravi sforzi necessari per allinearsi al percorso dettato dall’Ente, così come i lavoratori, costretti a riqualificarsi a proprie spese per profili professionali inferiori a quelli già riconosciuti.
Una “bomba ad orologeria” incombe sulle strutture psichiatriche : la conduzione è da tempo sul baratro del collasso. I gravosi ritardi nei pagamenti, il blocco dei ricoveri, atto di inciviltà sanitaria e sociale che dura da cinque anni, l’inadeguatezza degli organici stabiliti dall’Ente pubblico costituiscono gli elementi principali che certificano il fallimento della pubblica amministrazione.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito come la cooperazione sociale ha il fine primario di adoperarsi per la promozione umana e per rendere un servizio diretto al benessere degli utenti, ma se l’Ente Pubblico che lo affida non mette il soggetto gestore nella condizione di operare in maniera adeguata, queste non possono far altro che declinare la propria responsabilità .
E’ bene evidenziare come il processo di normalizzazione delle strutture non richiederebbe passaggi complessi, bensì un unico atto di volontà da parte degli organi commissariali che: sancisca l’approvazione definitiva dell’assegnazione dei posti letto ( rete territoriale), sblocchi nelle immediatezze i ricoveri, stabilisca parametri occupazionali coerenti con le finalità riabilitative delle strutture, consenta sin nelle immediatezze alle cooperative e comunque entro un tempo adeguato, per chi non fosse pronto, di pervenire all’accreditamento provvisorio.
In mancanza dell’emanazione di tale atto - entro un tempo massimo di 15 giorni - le cooperative si troveranno costrette a restituire “le chiavi della gestione” delle strutture psichiatriche all’ASP di Reggio Calabria, mantenendo doverosamente un atteggiamento vigile sul destino degli utenti, non consentendo deportazioni e richiamando l’Ente pubblico alla tutela doverosa ed adeguata dei lavoratori impegnati nel servizio. A tal proposito non si è potuto fare a meno di stigmatizzare il modo in cui l’Ente pubblico ha gestito la vicenda relativa alla struttura in precedenza gestita dalla cooperativa Coossel, dove sembrerebbe continuino ad operare infermieri dell’ASP e, senza contratto alcuno, operatori ex dipendenti della cooperativa. Incredibile, certo, ma vero?.
L’insipienza istituzionale, così grave e complessiva, rappresenta altresì a parere dei presenti all’incontro, una condizione di abbandono di incapace, dal momento che essa crea una situazione di impossibilità gestionale per le cooperative, sostanzialmente indotte dall’ASP al fallimento.
Pertanto, in una siffatta condizione, le cooperative unitamente ai lavoratori proclamano lo stato di agitazione permanente e preannunciano una serie di iniziative finalizzate a smuovere l’immobilità dell’ASP e della Regione, che saranno a breve organizzate, richiedendo la partecipazione dei sindacati e dei rappresentanti delle associazioni dei familiari, ed illustrate nel dettaglio nella conferenza stampa che sarà appositamente indetta.
Come misura immediata si è stabilita l’occupazione permanente dei locali della direzione generale dell’ASP di Reggio Calabria. Ci si fermerà solo dopo che l’Ente porrà rimedio ad ogni inadempienza.



Firmato:
Le cooperative che gestiscono il servizio di residenzialità psichiatrica
Giovanni Canzoniere
Doride Versace
Angela Vinci
Lorenzo Sibio
Graziella Fuduli
Giovanna Chirico
Gaetano Nucera
I rappresentanti dei lavoratori presenti all’incontro
Filippo Lucisano
Vincenzo Barbaro






08-05-2019 14:19

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