Offese in spiaggia ad un bambino disabile, arriva la replica del Garante di Bovalino alla nota del Codacons
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La nota di Maria Rita Canova

Offese in spiaggia ad un bambino disabile, arriva la replica del Garante di Bovalino alla nota del Codacons

Arriva immediata la replica del Garante per l'infanzia, l'adolescenza e le persone disabili del Comune di Bovalino Maria Rita Canova: Di Lieto scrive: “il silenzio, infine, di chi ricopre incarichi istituzionali, che interviene solo per imporre la sordina, con la “scusa” di non danneggiare l’immagine del territorio, sottovalutando la gravità di ciò che accade. Questa maledetta immagine da difendere, troppo spesso finisce per essere la giustificazione più efficace per difendere la propria poltrona, evitando di farsi scomodi nemici”.
In merito a quanto scritto, mi trovo nella condizione di dover smentire ogni singola parola in quanto come già ampiamente comunicato anche a mezzo stampa, io non suggerisco, né tantomeno impongo silenzio, ma parlo di delicatezza e discrezione, nel rispetto della parte più debole coinvolte, il bambino. Di seguito quanto ho scritto e inviato alla stampa in risposta alle delucidazioni richieste dal capogruppo di minoranza Alessandra Polimeno e inviato alla stampa scrivo:
Ho potuto conoscere in modo approfondito e specifico lo spiacevole episodio, ancor prima della sua solerte segnalazione, in quanto presente sul luogo dell’accaduto. Mi sono tempestivamente adoperata per comprendere e contestualizzare l’accaduto, riuscendo a dialogare con entrambe le parti. Quanto appreso, tuttavia, merita discrezione e delicatezza, soprattutto se si considerano i soggetti coinvolti. Converrà con me che, non sia questa la modalità e la sede più opportuna per affrontare argomenti che impongono, per il ruolo che ricopro, assoluta tutela e riservatezza, o per lo meno questo è il modo con cui intendo operare. È fondamentale che episodi come questo siano segnalati e per tale ragione è importante la collaborazione di tutti, associazioni e cittadini, ma è altrettanto fondamentale utilizzare canali di comunicazione adeguati”.
Di Lieto prosegue scrivendo: “Abbiamo appreso che il Garante della Persona disabile del Comune di Bovalino fosse presente all’accaduto e che, tuttavia, abbia esortato ad abbassare i toni”.
Anche questa parte risulta inesatta, in quanto non ho mai asserito nulla di tutto ciò, quello che io ho scritto in merito si riferisce alla smisurata aggressività scatenatasi prevedibilmente sui social dopo la diffusione attraverso questi canali della notizia: “I social, infatti, troppo spesso scatenano nociva e smisurata aggressività rendendo più difficoltoso il compito di sensibilizzazione che noi Garanti siamo tenuti a portare avanti.
Il signor Francesco Di Lieto scrive: “Innanzitutto il Garante tiene a precisare che i fatti sono avvenuti ad Ardore e non certo a Bovalino e che i protagonisti non appartengono certo alla comunità Bovalinese. Salvato l’onore… “
Nella lettera da me diffusa io ho scritto esattamente questo: “Per onestà, intellettuale e professionale, e per fornire un’informazione il più possibile puntuale, devo specificare che quanto accaduto, primo non ricade nel comune di Bovalino, ma di Ardore Marina, in secondo luogo le persone interessate non appartengono alla comunità bovalinese. Con questo non voglio deresponsabilizzarmi o prendere le distanze dall’accaduto, né come Garante, né come professionista e come madre, per questo non badando a confini e limiti ho voluto ascoltare, mediare e mettere in comunicazione le parti coinvolte, ponendomi come obiettivo principe la tutela dei diritti del bambino diversamente abile.”
Non si evince da nessuna di queste parole che la mia priorità sia stata quella di specificare il luogo dell’accaduto e la provenienza delle parti coinvolte, e ancora di più che tutto ciò abbia limitato il mio intervento!
Sarebbe opportuno leggere attentamente prima di accusare o denigrare professionalmente e personalmente, l’operato di chi in questo momento rappresenta un’istituzione e che non siede su nessuna poltrona, ma svolge questo compito gratuitamente. Per queste ragioni ribadisco che tutto ciò che era in mio potere e dovere è stato fatto.
Inoltre è oltremodo assurdo scambiare la professionalità, il garbo, l’attenzione, il rispetto e la riservatezza, per il soggetto coinvolto, un bambino autistico, per “omertà istituzionale”. Lo dico e lo ribadisco, l’utilizzo dei social per la denuncia fine a se stessa, a cui segue il linciaggio virtuale, non è sensibilizzazione, e non è il modo in cui io intendo lavorare.
Di Lieto conclude infine dicendo: Per questo motivo chiediamo pubblicamente al Garante della Persona disabile del Comune di Bovalino di fornire i dati di questo “signore”, con il quale ha amabilmente dialogato, per far sentire forte l’indignazione della Calabria dinnanzi a queste miserie umane”. Con tali parole il Signor Di Lieto mi chiede pubblicamente di violare l’articolo 8 del REGOLAMENTO PER IL GARANTE DELLA PERSONA DISABILE, dedicato alle norme in materia di protezione dei dati (Il garante è tenuto al rispetto del Codice in materia di protezione dei dati personali di cui al Decreto legislativo 30/06/2003 n.196 e ss. Mm. e nonché di tutta la normativa in materia di privacy e tutela di dati sensibili). Inoltre chiedo che venga specificato da quale parte del mio elaborato si evincono i toni della discussione con “il signore”, definiti amabili.
Maria Rita Canova
Garante per i Diritti delle Persona Disabile Del Comune di Bovalino
21-08-2019 18:26

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