ATTUALITA'

La lettera della comunità di Pietrastorta

"Rivogliamo la chiesa aperta, le chiavi del Centro civico e la ripresa delle attività sempre svolte a Pietrastorta"

In data 21 luglio 2020 la Comunità di Pietrastorta ha inviato una lettera all'Arcivescovo della città Mons. Giuseppe Morosini, e per conoscenza alla Sacra Congregazione per il Clero, Città del Vaticano, che per brevità è qui riassunta. Questa lettera, nonostante la gravità della situazione denunciata, finora non ha ottenuto risposte. La conclusione della missiva è eloquente e sufficiente per comprendere la questione: ..."Il nostro desiderio (della Comunità n.d.r.) è quello di riavere un pastore che abbia cura del proprio gregge e che non permetta a niente e a nessuno, neanche alla pandemia, di disperderlo. Rivogliamo la chiesa aperta, le chiavi del Centro civico e la ripresa delle attività sempre svolte a Pietrastorta".
Nella sostanza denunciamo sfiducia nei confronti dell'attuale parroco don Paolo Ielo, il quale fin dal suo insediamento ha operato per bloccare le attività liturgiche e sociali della chiesa locale che avevano tenuto insieme per decenni un folto gruppo di persone con giovamento spirituale ma anche sociale della contrada, unico collante, attesa l'assenza dei servizi comunali. Nella lettera lunga e puntuale, tra l'altro scriviamo: ..."La Comunità...risente di uno stato di abbandono e di assenza di guida spirituale che ci ha profondamente destabilizzato.
Da una piccola comunità laboriosa, solida ed assidua alla frequentazione della messa domenicale...ci siamo lentamente e inesorabilmente dispersi in altre parrocchie che ...ci hanno accolto e rincuorato... Nella prima riunione del Consiglio pastorale, che contava molti membri di Pietrastorta, don Ielo ha criticato l'organizzazione parrocchiale precedente, poi procedendo a rimuovere dagli incarichi alcune persone che ne avevano fatto parte negli anni precedenti... Insieme con i nostri amici e fratelli di Condera abbiamo organizzato l'ingresso ufficiale in parrocchia del nuovo parroco e poi, come comunità di Pietrastorta, abbiamo anche organizzato una festa con crespellata per onorarlo e farlo sentire ben accolto anche nella nostra chiesa di Santa Croce... Proprio per farci conoscere e iniziare insieme un cammino di servizio alla Chiesa, abbiamo più volte richiesto un incontro come comunità, al fine di mettere a disposizione le nostre competenze e le nostre pluriennali esperienze e i nostri progetti per il futuro, già in itinere con il precedente parroco.
Tale richiesta è rimasta ad oggi inevasa... Era stato realizzato il progetto per la costruzione della nuova chiesa e le nostre famiglie avevano già versato 20.827,50 euro, depositati nell'unico conto bancario della parrocchia Condera- Pietrastorta. Chiediamo che i fondi raccolti siano restituiti alla Comunità di Pietrastorta... Il parroco don Ielo non ha preso in considerazione il nostro progetto e senza renderci partecipi ha sospeso la celebrazione della santa messa a Pietrastorta e una volta arrivato il Covid, ha sostenuto che la chiesa non poteva essere riaperta in quanto priva delle distanze di sicurezza... Già dai primi contatti abbiamo percepito un'aria di tensione e di scarsa disponibilità al dialogo". La smobilizzazione è stata attuata progressivamente, diremmo secondo un progetto d'azione. "...ha proibito alle mamme e catechiste di svolgere con i propri figli il catechismo a Pietrastorta...il nutrito gruppo dei ministri straordinari della Comunione che si recava presso le abitazioni dei malati per distribuire la Santa Eucaristia ora non c’è più..niente funerali e non ora per il Covid, ma da quando si è insediato…abolita la tradizionale fiaccolata del 14 settembre alla santa Croce e le nostre belle serate in piazza non ci è stato consentito di farle". La Comunità, fortemente risentita e delusa, si è rivolta alla stampa, perché la Curia ha taciuto e non ha adottato alcuna iniziativa, né l'ha fatto il diretto interessato. Ricordiamo che il sacerdote, meglio se parroco, è chiamato a servire, ad accogliere, ad ascoltare, non ad essere servito, ad unire e non a dividere.
La comunità di Pietrastorta
02-09-2020 12:31

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Poste Italiane rafforza la flotta green e continua a viaggiare a energia pulita. A Reggio Calabria da qualche giorno sono in circolazione i primi 5 motocicli elettrici dei quali si sta dotando l’azienda, mentre nell’intera regione sono complessivamente 25 i motocicli Euro 4 già in uso da qualche mese per rendere ecologica, agevole e sicura la consegna dei pacchi nelle varie città. I nuovi tricicli sono alimentati elettricamente al 100%, hanno una potenza di 4 kW che garantisce una velocità massima di 45km/h, in linea con i limiti imposti dal codice della strada nei centri abitati e sono dotati di un’autonomia energetica di circa 60 km, tale da permettere ai portalettere di consegnare la corrispondenza e i pacchi giornalieri con una sola ricarica. La particolare conformazione del veicolo a tre ruote, inoltre, ne aumenta la stabilità e la sicurezza per il conducente e permette l’installazione di uno speciale baule che aumenta la quantità di pacchi e lettere trasportabili: fino a 270 litri, contro i 76 dei motocicli tradizionali, caratteristica ancora più importante visto il costante aumento dei pacchi da consegnare grazie allo sviluppo importante dell’e-commerce. Il rinnovo della flotta aziendale con l’obiettivo di ridurre del 40% le emissioni inquinanti, è parte del programma di “dieci impegni” per i Comuni Italiani con meno di 5.000 abitanti promosso dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante in occasione dell’incontro con i “Sindaci d’Italia” lo scorso ottobre a Roma, ed è coerente con la presenza capillare di Poste Italiane sul territorio, con l’attenzione che da sempre l’Azienda riserva alle comunità locali e alle aree meno densamente popolate. L’effettiva realizzazione di tali impegni è consultabile sul portale web www.posteitaliane.it/piccoli-comuni. «Ogni giorno abbiamo circa 33.500 mezzi che girano per il paese – ha dichiarato Matteo Del Fante – per cui abbiamo molto a cuore il tema della sostenibilità. Ci siamo dati l’obiettivo di ridurre di circa il 40% le emissioni entro il 2022 passando da circa l’11% di mezzi green ad oltre il 50%. Anche i nostri nuovi Centri di Recapito, come quelli di Bologna e Cazzago Brabbia – ha concluso l’AD di Poste – sono pensati e realizzati in base a standard energetici di altissimo livello». Il piano “green” di Poste Italiane è in linea con l’ESG - il piano d’azione in materia di sostenibilità ambientale e sociale approvato dal Consiglio di Amministrazione ad agosto 2018 - che ha l’obiettivo di garantire la definizione degli indirizzi del Gruppo con ...
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Reggio Calabria. Fata Morgana: confiscato il patrimonio di Giuseppe Chirico, vicino alle cosche Tegano e Condello VIDEO

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo, Dott. Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione alla confisca di un ingente patrimonio, per un valore complessivo di oltre 26 milioni di euro, nonché la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di P.S. nei confronti di Giuseppe Chirico, imprenditore affermatosi nel settore della grande distribuzione alimentare con pratiche illecite e operante in stretti rapporti con le cosche di ’Ndrangheta “Tegano” e “Condello”, influenti nel mandamento “Reggio Calabria città”. Il provvedimento conferma quanto precedentemente disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale reggino – presieduta dalla Dott.ssa Ornella Pastore – su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica – D.D.A., Dott. Stefano Musolino, con cui erano state applicate la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni, nonché quella personale nei confronti del medesimo soggetto. Più in particolare, il Chirico era emerso nel corso delleindagini condotte nell’ambito dell’operazione “Fata Morgana” (i cui sviluppi sono poi confluiti nel più vasto processo “Gotha”), in quanto, con il costante appoggio assicuratogli dalle potenti cosche del quartiere “Gallico”di Reggio Calabria, lo stesso aveva posto in essere tutta una serie di gravi condotte delittuose che gli avevano consentito di imporre e interporre illecitamente le proprie attività commerciali (in particolare quelle della società “So.R.Al. – Società Reggina Alimentari di Chirico Giuseppe & C. S.a.s.”) nel settore della grande distribuzione alimentare, anche all’interno del centro commerciale “Perla dello Stretto” di Villa San Giovanni (RC). Per quanto sopra, il G.I.C.O. e la Compagnia Reggio Calabria erano stati delegati dalla locale D.D.A. all’effettuazione di indagini patrimoniali e di contesto finalizzate a individuare l’intero patrimonio del proposto e del suo nucleo familiare, i cui esiti avevano consentito all’A.G. inquirente di avanzare alla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale reggino una proposta di applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali nei confronti dello stesso. In tal modo, le investigazioni economico-patrimoniali avevano consentito di accertare la sussistenza di una significativa sproporzione tra il profilo reddituale e il profilo patrimoniale del nucleo familiare del soggetto d’interesse anche a cagione della derivazione illecita dei redditi accumulati in qualità di “imprenditore mafioso”ricoperto da quest’ultimo, motivo per cui si era potuto sostenere come l’intero patrimonio accumulato dal Chirico derivasse dalle attività illecite dallo stesso perpetrate sotto il manto di due delle più potenti cosche reggine. Alla luce di tali risultanze, in aderenza alle ipotesi investigative delle Fiamme Gialle e della locale D.D.A., nel corso del 2017, erano state applicate nei confronti del proposto la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di P.S. e la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di un terreno, di un veicolo, di 17 rapporti finanziari e della società “So.R.Al. – Società Reggina Alimentari di Chirico Giuseppe & C. S.a.s.”, incluse la totalità delle partecipazioni sociali e la totalità del complesso aziendale di quest’ultima, comprendente 28 tra terreni e fabbricati, 2 veicoli e 5 rapporti finanziari, per un valore complessivo di oltre 26 milioni di euro. Con l’odierno provvedimento sono intervenute la conferma dell’applicazione del provvedimento personale in questione, nonché la confisca dei beni precedentemente sequestrati, i quali sono stati così acquisiti al patrimonio dello Stato in via definitiva, con conseguente sottrazione degli stessi alla disponibilità di ambienti della criminalità organizzata reggina. Il servizio in parola testimonia ancora una volta l’elevata attenzione mantenuta dai militari in forza al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, che, nel solco delle precise indicazioni dell’Autorità Giudiziaria reggina, continua a essere rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamenteaccumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e della sana imprenditoria, con l’intento di ripristinare adeguati livelli di legalità, ...
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