Gli uomini dell'arma, diretti dal maresciallo Danilo Allegra, hanno operato in borghese per identificare i soggetti sospettati
I controlli dei Carabinieri di Lazzaro, che ha portato ad identificare e denunciare soggetti deputati a fare uso di sostanze stupefacenti in prossimità di un lido, rappresenta per i giovani un insegnamento di vita. Pagine non scritte capaci di farli riflettere.
E così, sul finire dell’estate, l’area vicina alla struttura balneare ha visto uomini e donne dell’Arma in divisa e in borghese intenti a bloccare i soggetti. E ci sono riusciti.
I fermati, facevano uso di sostanze stupefacenti e approfittando della musica e dei servizi della struttura, si avvicinavano ai ragazzi facendo amicizia con scuse banali. Un pericolo significativo per i giovani che potevano cadere nella rete della dipendenza. Avvicinarsi a loro era facile. Molto facile, soprattutto durante l’estate quando si è alla ricerca di sano divertimento a base di musica e di una semplice bevanda.
Ma i soggetti ora identificati e segnalati, per il loro modo di fare, non erano graditi a nessuno, tantomeno a chi si è reso conto del raggiro che si stava innescando e ha avvertito i Carabinieri di Lazzaro, diretti dal maresciallo Danilo Allegra.
Ed è stato lui, insieme ai militari della Stazione, a fingersi turisti in cerca di relax tra i bagnanti. Così, tra un bagno e l’altro, un po' di sole e una birra, gli occhi dei militari erano sempre fissi su ciò che accadeva intorno. Osservazioni e controlli che hanno permesso di calare presto il sipario su questa sgradita scena. Insieme agli uomini della Compagnia di Melito e ad altri colleghi, scattata l’ora “X”, hanno identificato i soggetti.
La vicenda è al vaglio della Magistratura e le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento.
Una storia che insegna molto ai giovani: mai fidarsi di chi si presenta come amico e ti offre qualcosa. Bisogna stare sempre vigili e con gli occhi aperti, anche perché chi si presenta come agnello potrebbe rivelarsi un lupo.
Vincenzo Malacrinò