La possibilitÓ di una vita. Festa in casa Anawim, due giovani egiziani compiono 18 anni
CRONACA

Il taglio della torta nel salone parrocchiale di San Giorgio extra

La possibilitÓ di una vita. Festa in casa Anawim, due giovani egiziani compiono 18 anni

Reggio Calabria. La spensieratezza e l’opportunità di pensare ad una vita diversa in cui sentirsi al sicuro e non sgraditi, in cui assaporare il piacere della condivisione e non il pericolo e l’umiliazione di essere cacciati dalla persino dalla scuola per il solo fatto di essere cristiani. Questa bella storia di accoglienza è tutta made in Reggio Calabria e vede come protagonisti due giovani egiziani Romaryo e di Mena, il primo diciottenne dallo scorso 10 marzo e il secondo in procinto di diventarlo domani domani, arrivati nel giugno scorso al porto di Reggio Calabria. Da minori non accompagnati, sono stati affidati agli operatori di casa Anawim, struttura di accoglienza ad hoc realizzata dalla Caritas in un appartamento confiscato alla ndrangheta a Reggio Calabria nell’ambito del progetto Filoxenia dedicato all’accoglienza e all’integrazione di migranti non maggiorenni giunti in territorio italiano senza genitori. Romaryo e Mena stanno frequentando il corso ad hoc attivato dal ministero presso il liceo “Preti - Frangipane” per imparare la lingua italiana. Lo strumento della lingua risulta fondamentale per una concreta integrazione, ecco perché il percorso attivata a casa Anawim è molto incentrato su questo. Per loro da qui riparte una vita che credevano priva di possibilità. Per loro gli operatori e i volontari hanno voluto organizzare una festa come in Italia si usa per i giovani della loro età. Un’occasione per farli sentire ancora di più casa e ancor più voluti bene. Il salone della chiesa di San Giorgio Extra nella zona Sud di Reggio ha ospitato una cinquantina di persone, operatori, volontari, scout dei gruppi di San Bruno e Duomo, dei giovani e dei giovanissimi dell’Azione Cattolica della chiesa del Sacro Cuore di Reggio Calabria con cui ogni domenica si condividono il pranzo e attività ludiche. Una torta, la musica e una buona compagnia per festeggiare un traguardo che è diventato comune e che costituisce il simbolo di un cammino ogni giorno scandito da innumerevoli attività finalizzate all’integrazione: uscite scout, partite a calcio, proiezioni film in italiano in collaborazione con Paoline onlus.
Avere non l’opportunità di sognare, ancora percepita come un lusso da conquistare, ma essere già felici e grati di avere un presente vivibile e un domani possibile: ecco cosa stanno sperimentando gli abitanti di casa Aanawim tra cui Romaryo e Mena, arrivati al porto di Reggio Calabria nel giugno del 2016. Avevano diciassette anni. Sono fuggiti dall’Egitto in cui da cristiani copti subivano, come le loro famiglie e l’intera comunità di appartenenza, discriminazioni e vessazioni. Sono loro i festeggiati in ragione del compimento del diciottesimo anno di età che per la legge del nostro Stato costituisce momento di passaggio anche per i cittadini stranieri in territorio italiano. Avviata per loro già la procedura di richiesta di asilo politico per vedere riconosciuto lo status di rifugiato in ragione dell’insicurezza in cui versano in quanto cristiani copti in Egitto. Così giovani e già così coscienti del dolore di lasciare la famiglia ed un paese che ha dato loro le origini ma al qualche non vogliono più fare ritorno. Così giovani e già con la memoria gravida di ricordi dolorosi ed ingombranti che desiderano rimuovere per fare spazio alla nuova Vita che qui in Italia, dove hanno trovato Libertà e Speranza, è diventata possibile.
Anna Foti
20-03-2017 15:48

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