29enne ferito a Reggio Calabria. Chi ha sparato pare lo abbia fatto per uccidere
CRONACA

Proseguono le indagini dei Carabinieri della Compagnia cittadina volte a risalire ai responsabili del ferimento del giovane

29enne ferito a Reggio Calabria. Chi ha sparato pare lo abbia fatto per uccidere

Reggio Calabria. Bisognerà aspettare che i medici diano l’ok per poterci parlare, prima di capire forse qualcosa in più sul grave episodio che lo ha visto protagonista. E' ancora in terapia intensiva, anche se non è in pericolo di vita, agli Ospedali Riuniti, dove da ieri si trova ricoverato, il 29enne, a quanto pare impiegato delle Poste, vittima di un agguato tesogli da ignoti, proprio mentre, lasciata la sua abitazione, si accingeva, forse, ad andare al lavoro.
In attesa il giovane possa rilasciare qualche dichiarazione utile ai fini delle indagini volte a risalire al responsabile o ai responsabili del gesto, i Carabinieri della Compagnia cittadina, agli ordini del Maggiore Mariano Giordano, continuano a battere tutte le piste possibili, rispetto a un caso ancora dai contorni poco chiari.
C’è da capire, innanzitutto, il contesto in cui è maturato. Il 29enne, infatti, non risulta al momento avere avuto in passato guai con la giustizia o che frequentasse ambienti o personaggi legati alla criminalità organizzata.
Certo è, sembra non reggere l’ipotesi secondo cui chi ha sparato lo abbia fatto non con l’intento di uccidere. Lo escludono gli stessi investigatori dell’Arma. E del resto, sparare da distanza ravvicinata e a bruciapelo tra i 4 e i 6 colpi di pistola (tanti quelli che sarebbero stati esplosi), lascia proprio presupporre che la mano che lo ha fatto sia stata armata con il chiaro intento di uccidere. E del resto il ragazzo ha riportato ferite, non solo alle gambe, ma anche a un braccio, quindi ad un’altezza dove è facile raggiungere parti vitali.
Una dinamica su cui, tuttavia, gli investigatori stanno ancora lavorando, così come nel tentativo di risalire all’identità degli autori. Indagini che non si starebbero concentrando solo sulla sfera privata della vittima la cui eventuale testimonianza, a questo punto, appare fondamentale.
Francesco Chindemi
18-05-2017 18:17

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