Reggio Calabria. Il lavoro degli inquirenti sulle carte del Comune
CRONACA

Nei giorni scorsi il blitz dei Carabinieri a Palazzo San Giorgio

Reggio Calabria. Il lavoro degli inquirenti sulle carte del Comune

Reggio Calabria. È probabile nei prossimi giorni ci possa essere una nuova visita dei Carabinieri a Palazzo San Giorgio. Intanto, poco o nulla trapela, sull’esito del blitz dello scorso 8 agosto, quando i militari dell’Arma si sono presentati al Comune per acquisire numerosi documenti, atti e e-mail in entrata e uscita della pec istituzionale. Non la prima volta per la verità, nel corso degli ultimi tre anni, da quando, il 29 ottobre del 2014, si è insediata la nuova amministrazione comunale. Ma la notizia ha destato maggiore clamore, come già detto, proprio in virtù del fatto che solitamente - seppur nei fatti al sesto piano del Cedir non si vada mai in vacanza - in questo periodo che precede il ferragosto, l’attività inquirente subisce un fisiologico rallentamento.
E sembra proprio ci sarà un seguito. Secondo indiscrezioni, la Procura della Repubblica sta lavorando in maniera approfondita sulle carte dell’amministrazione, con un occhio di riguardo proprio a quelle relative agli appalti pubblici, sia del presente ma anche del passato e non dunque per vicende direttamente riconducibili alle recenti denunce affidate ad un lunghissimo post pubblicato sul suo profilo facebook, dell’ex assessore Angela Marcianò, “licenziata” dal Sindaco “a mezzo stampa” lo scorso 23 luglio. Anche se, Marcianò, in questi quasi tre anni trascorsi nell’esecutivo Falcomatà ha dato non poco lavoro ai magistrati reggini, come già emerso dalle inchieste giudiziarie di un anno fa, tra cui “Reghion” o “Mammasantissima” (in particolare sul ruolo del potentissimo ex dirigente del settore Lavori Pubblici Cammera) e come confermato, qualche giorno fa, proprio ai microfoni di Rtv, dal Procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, il quale nel definire Angela Marcianò “interlocutore valido” per gli inquirenti, ha ricordato come l’ex assessore “si sia sempre esposta in prima persona per denunciare illeciti”.
C’è da dire, tuttavia, che tutto il materiale raccolto, sia legato alle vicende attuali, ma anche quelle passate, potrebbe confluire all’interno dello stesso fascicolo, collegato proprio alle inchieste che si sono spinte fin dentro i meandri della burocrazia comunale. A lasciarlo intendere, il fatto inoltre che a guidare l’inchiesta sia il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni, da qualche settimana – da quando cioè al neo aggiunto Giuseppe Lombardo è stato affidato come competenza il territorio della locride – ad occuparsi delle grandi inchieste che riguardano proprio il capoluogo della Città Metropolitana. Gli atti acquisiti, sotto il suo coordinamento, hanno riguardato l’ufficio del Segretario Generale che svolge funzioni di assistenza “giuridico-amministrativa” nei confronti degli organi dell’ente, e proprio per questo attenzionata è tutta l’attività che ruota attorno alla giunta (l’attuale, ma anche le precedenti). E tra le mail certificate finite agli atti, ci sono anche quelle dell’attuale primo cittadino. A
l vaglio di investigatori e inquirenti, anche le posizioni organizzative dell’Ente, anch’esse a far capo alla Segreteria generale, così come tutti gli atti inerenti a consiglio, giunta e commissioni. I Carabinieri avrebbero richiesto infatti documenti inerenti posizioni dei ed in particolare documenti legati ad una delibera di nomina di dirigenti oltre a quella sulla nuova struttura organizzativa. E, presto, potrebbero essere valutate altre posizioni.
15-08-2017 15:00

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