Operazione Geocaching: spaccio di droga e rivendita di armi [VIDEO]
CRONACA

SULL'ASSE REGGIO - MONZA BRIANZA

Operazione Geocaching: spaccio di droga e rivendita di armi VIDEO

REGGIO CALABRIA. L’operazione è stata ribattezzata con il nome di un gioco tipico americano: “GEOCACHING”, una sorta di caccia al tesoro molto particolare e difficoltosa, nella quale ci si aiuta con un GPS. Il perché è presto spiegato.

I Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica, aiutati in fase esecutiva dallo Squadrone Eliportato Cacciatori e dalle altre Compagnie delle zone limitrofe, hanno operato su Caulonia, Serra San Bruno, Carate Brianza e Brugherio, quindi sull’asse Reggio-Monza. I militari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Locri, Mario La Rosa, su richiesta della Procura, traendo in arresto 2 uomini e sottoponendone altri 8 alla misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Questi 10 soggetti sono ritenuti responsabili a vario titolo di danneggiamento seguito da incendio, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione, cessione e porto illegale di armi da sparo e munizioni.
I due con la posizione più grave, cioè gli unici finiti direttamente in carcere sono: Ilario SPANO’, 33 anni, nato a Siderno, ma residente a Caulonia e Vittorio CAVALLARO, 38 anni di Locri, ma anch’egli residente a Caulonia, disoccupato e gravato da pregiudizi penali.

Dicevamo che l’operazione è stata convenzionalmente denominata “Geocaching”, prendendo spunto dal nome di un gioco di origini statunitensi in cui i partecipanti mediante un punto GPS devono ritrovare una cassetta al cui interno appongono un proprio segno distintivo. Perché questo nome, perché in più circostanze i riscontri sul territorio da parte dei carabinieri sono stati compiuti mediante la localizzazione effettuata tramite i GPS installati sulle autovetture ambientalizzate che hanno permesso, anche nelle zone più impervie dell’hinterland reggino, l’individuazione dei nascondigli ed il rinvenimento di droga e armi occultate nei più reconditi anfratti della provincia di Reggio.

Le indagini, durate circa un anno e coordinate dal Sostituto Procuratore di Locri, Rosanna Squeglia, hanno visto complessivamente indagate 20 persone ed hanno avuto origine da una mirata attività informativa che ha portato all’osservazione di una carrozzeria a Caulonia Marina, luogo d’incontro della maggior parte degli indagati, che lì si incontravano per la gestione dei vari traffici illeciti. Le conseguenti intercettazioni, telefoniche ed ambientali, nonché i servizi di osservazione e pedinamento hanno permesso di documentare una sistematica e costante attività di spaccio di cocaina, hashish e marijuana, accertando complessivamente 70 episodi di spaccio nelle zone dell’alto jonio reggino; così come le varie operazioni di detenzione, cessione e porto illegale di armi da sparo e munizioni, da utilizzare anche per l’esercizio illecito della caccia da parte di soggetti privi di licenza.

8 dunque le persone denunciate a vario titolo e obbligate al quotidiano controllo da parte degli ufficiali giudiziari. Gli altri 2, invece, Cavallaro e Spanò, al termine delle formalità di rito, sono stati arrestati, portati in carcere e associati uno alla Casa Circondariale di Locri e l’altro di Monza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
13-09-2017 12:26

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