Operazione 'Stammer' contro narcotraffico dei clan: chiesti 448 anni carcere
CRONACA

I cartelli calabresi del narcotraffico avrebbero trattato con i colombiani sino ad 8 mila chili di cocaina, arrivata via mare

Operazione 'Stammer' contro narcotraffico dei clan: chiesti 448 anni carcere

Pene per complessivi 448 anni di reclusione sono stati chiesti dal pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Camillo Falvo, per 39 imputati del processo con rito abbreviato nato dall'operazione "Stammer" contro il narcotraffico internazionale di cocaina dal Sud America scattata nel gennaio dello scorso anno.
Le richieste di condanna piu' pesanti, dai 15 ai 20 anni di reclusione, sono state chieste per gli esponenti dei clan Fiare' di San Gregorio d'Ippona, Pititto di Mileto e Ventrici di San Calogero, tutti in provincia di Vibo Valentia. Imputati anche esponenti dei clan di Rosarno (Reggio Calabria), Mesoraca (Crotone) e Lamezia Terme (Catanzaro). I cartelli calabresi del narcotraffico - con basi in mezza Italia - avrebbero trattato con i colombiani sino ad 8 mila chili di cocaina, arrivata via mare ed anche via aerea.

L’operazione antidroga denominata “STAMMER”, condotta, sotto l’egida della Procura di Catanzaro, dalle Fiamme Gialle della Sezione G.O.A. del GICO di Catanzaro, con la cooperazione della National Crime Agency inglese (N.C.A.) e della Polizia Colombiana, e l’indispensabile supporto del II Reparto del Comando Generale e della D.C.S.A. per le numerose attività rogatoriali, ha dimostrato come i trafficanti calabresi ricevevano disponibilità liquide anche da soggetti insospettabili, incensurati, personaggi celati dietro una facciata di liceità, spesso legata ad attività commerciali che vanno dalla ristorazione alle strutture ricettive turistico alberghiere, alle concessionarie di automobili, caseifici, bar e tabacchi, con partecipazioni anche in cantieri navali e aziende agricole, che non disdegnavano di fare affari con le potenti ‘ndrine vibonesi, tramite delle “puntate” per l’acquisto all’ingrosso della cocaina.
Il denaro destinato ai “Cartelli” veniva consegnato dai calabresi direttamente a cittadini colombiani e libanesi da anni residenti in Italia, ai quali veniva affidato il recapito in Sudamerica. L’inchiesta svolta dalle unità specializzate del Nucleo P.T./G.I.C.O. ha, così, consentito di identificare tutti i soggetti coinvolti, ognuno con un ruolo ben preciso: dai finanziatori ai mediatori, dai traduttori a coloro che avevano il compito di ospitare gli emissari dei narcos colombiani, più volte giunti nel nostro Paese ed ospitati per lunghi periodi nel vibonese.
L’intera operazione ha permesso di infliggere all’organizzazione rilevanti perdite economiche, sia sotto il profilo dei capitali investiti che dei mancati guadagni: la droga complessivamente sequestrata, una volta lavorata ed immessa in commercio, avrebbe fruttato all’organizzazione oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro (€. 1.600.000.000) una volta raggiunte le piazze di spaccio.
Attraverso articolazioni investigative in seno al Nucleo P.T./GI.C.O., infatti, si è proceduto a verificare per ciascun soggetto la presenza di sproporzione tra i redditi dichiarati e le possidenze intestate procedendo, al fine di scongiurare la dispersione dei patrimoni, al sequestro dei beni non giustificati. Affari d’oro che i clan avrebbero protetto anche con la forza, come testimoniato dalle armi a disposizione di alcuni dei fermati, personaggi che in più circostanze ostentavano disponibilità di kalashnikov e pistole di diverso calibro.

Clan calabresi assolutamente a loro agio nel contrattare direttamente con i “Cartelli Sudamericani” l’importazione di 8.000 chili di cocaina: partita questa che verrà sequestrata in Colombia, già stoccata e nascosta in una piantagione di banane non distante dal porto di Turbo, mentre in Italia, nel porto di Livorno, le Fiamme Gialle sequestravano il cosiddetto “carico di prova”, consistente in 63 chilogrammi di cocaina pura, occultata all’interno di cartoni contenenti banane.
Nel corso dell’indagine è stato possibile ricostruire un progetto, poi non realizzato, di trasporto di ingenti quantitativi di cocaina a mezzo aereo utilizzando come scalo d’arrivo l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme oltre che l’impiego di motonavi con locali tecnici opportunamente modificati per accogliere il carico, da esfiltrare una volta arrivato a destinazione mediante l’impiego di sommozzatori all’interno di un’area portuale italiana. Il sodalizio criminale, non solo poteva contare sulle descritte entrature nel florido mercato sud americano per l’approvvigionamento della cocaina a prezzi assolutamente concorrenziali, ma era capace di tessere continui collegamenti con le floride “piazze” spagnole ed olandesi.

Lucia Laface
13-03-2018 10:09

NOTIZIE CORRELATE


20-06-2018 - POLITICA

"Bandafalò". Ennesimo rinvio al processo d'appello, continua l'attesa per Giovanni Siclari

Eletto un anno fa resta però sospeso dall'incarico di Sindaco di Villa San Giovanni
16-06-2018 - CRONACA

'Ndrangheta Stragista. Al Processo depone il pentito Palmeri: "servizi deviati chiesero di aderire a stagione stragi"

A Reggio la deposizione dell'ex uomo d'onore della mafia
13-06-2018 - CRONACA

Reggio, condannato l'ex Consigliere Comunale Dominique Giovanni Suraci

Accusato originariamente di associazione mafiosa, ha ottenuto la derubricazione del reato in concorso esterno
17-05-2018 - CRONACA

Galleria Killer A2, chiesto il processo per 13 indagati

L'inchiesta volta a far luce sui due incidenti mortali costati la vita in tutto 5 giovani del reggino
05-05-2018 - CRONACA

Inchiesta 'Jonny': 39 rinvii a giudizio, c'è anche il parroco don Scordio

l'inizio del processo é stato fissato per il prossimo 25 luglio

ULTIME NEWS

CRONACA

Omicidio Vinci, volevano che i vicini cedessero loro il terreno: al rifiuto, la risposta fu l'autobomba DETTAGLI/FOTO

Limbadi (Vibo Valentia). Un'azione messa in atto per fare cedere la famiglia Vinci-Scarpulla alle loro richieste estorsive: è questo, secondo la Dda di Catanzaro, il movente dell'attentato, messo in atto con una bomba collocata sotto la loro automobile ed azionata con un radiocomando a distanza, in cui il 9 aprile scorso a Limbadi fu ucciso Matteo Vinci, di 42 anni, e gravemente ferito il padre Francesco, di 70. Le motivazioni dell'attentato vengono indicate nel provvedimento col quale la Dda di Catanzaro ha disposto il fermo delle sei persone, appartenenti alla famiglia Mancuso-Di Grillo, eseguito dai carabinieri di Vibo Valentia e del Ros, nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Matteo Vinci ed il ferimento del padre: Domenico Di Grillo, di 71 anni, e la moglie, Rosaria Mancuso, di 63; le figlie Rosina e Lucia Di Grillo, di 37 e 29 anni; Vito Barbara, di 28, marito di Lucia Di Grillo, e Salvatore Mancuso, di 46, fratello di Rosaria Mancuso. Oggetto delle richieste estorsive rivolte dai Mancuso-Di Grillo alla famiglia Vinci sarebbe stata la cessione di un terreno limitrofo ad alcuni fondi di loro proprietà. La resistenza da parte della famiglia Vinci nel non volere cedere il terreno, prolungatasi per anni ed accompagnata da varie minacce ed intimidazioni, sarebbe stata la causa scatenante della reazione da parte della famiglia Mancuso-Di Grillo, con la messa in atto dell'attentato compiuto la sera del 9 aprile. I fermi sono scaturiti dalle indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia e del ROS. Gli indagati, oltre all’azione omicidiaria del 9 aprile, devono rispondere anche del tentativo di omicidio perpetrato ai danni di Francesco Vinci il 30 ottobre 2017 a Limbadi, in cui lo stesso era stato vittima, sotto la minaccia di una pistola, di una feroce aggressione con un forcone e un’ascia. Le indagini, svelando gli interessi criminali dei fermati, hanno consentito agli inquirenti di appurare che i tutti i violenti fatti criminali perpetrati rientravano in un feroce piano estorsivo dei MANCUSO ai danni dei VINCI, in atto dal 2014, finalizzato all’acquisizione della vasta proprietà terriera dei VINCI, confinante con quella dei MANCUSO, determinati all’acquisizione ad ogni costo della proprietà tanto da ricorrere per il raggiungimento dello scopo a qualsiasi mezzo tra cui l’eliminazione fisica di tutti coloro che avessero intralciato il loro disegno criminale. Nel complesso le attività svolte hanno consentito, durante la fase investigativa, di procedere all’arresto per detenzione di armi e munizioni di due degli odierni fermati, Domenico DI GRILLO nell’immediatezza dell’attentato omicidiario del 9 aprile scorso, trovato in possesso di un fucile da caccia con 40 proiettili acclusi, e Rosaria MANCUSO con una pistola ed un fucile automatico con oltre 200 proiettili di vario calibro, armi nella effettiva ...
CRONACA

Omicidio Vinci, quando Salvatore Mancuso disse a Klaus Davi: "la 'ndrangheta non morirà mai" VIDEO

Limbadi (Vibo ...
ATTUALITA'

'Ndrangheta. Autobomba di Limbadi, arrestati i vicini di casa di Matteo Vinci NOMI/FOTO/VIDEO

Limbadi (Vibo Valentia). ...
CRONACA

'Ndrangheta, omicidio Vinci: i Carabinieri eseguono 6 fermi contro esponenti cosca Mancuso VIDEO

Limbadi (Vibo ...
CRONACA

Intimidazione a Grotteria. Croci in portone d'ingresso abitazione noto avvocato penalista

Grotteria (Reggio Calabria). Persone non identificate, a Grotteria, nella Locride, hanno tracciato, usando una bomboletta spray di colore nero, due croci sul portone d'ingresso ...
ATTUALITA'

Oggi sul tema delle dipendenze grava un deficit di considerazione istituzionale

di Guido Leone*. Vi drogate?Siete alcolisti o vittime del gioco o di internet? Magari siete anche giovani o giovanissimi? Problemi vostri, anzi affari vostri, ché nemmeno più le ...
CRONACA

Cadavere in decomposizione trovato sul greto di un fiume

San Pietro in Guarano (Cosenza). Un cadavere in avanzato stato di decomposizione è stato trovato sul greto del fiume Crati nel territorio di San Pietro in Guarano. Le condizioni del corpo, ormai in putrefazione, non hanno consentito al ...
ATTUALITA'

Trame.8. Tizian: "politica sostenga progetto del tribunale dei minori di Reggio"

Lamezia Terme (Catanzaro). Dalla riflessione sul terzo scioglimento del consiglio comunale lametino alle ramificazioni della ‘ndrangheta in Emilia scovate grazie alle inchieste di un gruppo ...
ATTUALITA'

Sanità in Calabria, l'ANISAP: "i tagli di Scura rischiano di affossare gli ambulatori, intervenga la magistratura"

Reggio Calabria. "Aggiotaggio? Ci vuole una commissione di inchiesta. Scura con le sue decisioni ha abbassato drasticamente ...
POLITICA

Accoglienza, l'europarlamentare Ferrara in visita a Riace: "un modello da replicare altrove"

Riace (Reggio Calabria). Nella giornata di ieri, l’eurodeputata del MoVimento 5 stelle, Laura Ferrara ha incontrato il sindaco di Riace, Mimmo Lucano. Una visita nel ...
CRONACA

Imbrattato con delle croci il portone dello studio di un avvocato

Reggio Calabria. Ignoti hanno tracciato, usando una bomboletta spray di colore nero, due croci sul portone d'ingresso dello studio legale dell'avvocato penalista e civilista, Domenico Lupis. A denunciare l'atto ...
CRONACA

Il bilancio della Guardia di Finanza, in 17 mesi scoperti ben 247 evasori

Catanzaro. La scoperta di 247 evasori totali, con una base imponibile complessiva di oltre 1,1 miliardi di euro; l'arresto di 45 persone accusate di corruzione, concussione e peculato, con la denuncia di oltre ...

PROGRAMMI IN EVIDENZA

MEDICINA IN DIRETTA
L'appuntamento settimanale con la salute
RTV NEWS PRIMA EDIZIONE
SU IL SIPARIO!
ATLETI
Mobili Catalano
DIRETTA STREAMING
Guarda la diretta

OGGI SU RTV

Ore 22.30

Suonava l'anno
LINK UTILI
Seguici su Facebook
Guardaci su Youtube
Seguici su Twitter
Riceviamo e Pubblichiamo
Segnalazioni, proposte, commenti
  • Degrado di una citta’
  • problema orti
  • Rassicurazioni circa il servizio porta a porta
  • Perdita d’acqua in via sbarre inferiori
  • incivili analfabeti
  • Reggio Calabria impegnata per europa e il lavoro
IL
METEO
Previsioni meteo per la settimana
Richiedi la copia di un video
Compila il form
ADV
viola
Basta vittime 106
Italpress
idomotica