245° Anniversario di fondazione della Guardia di Finanza. Un anno e mezzo di attività al servizio del paese in cifre [VIDEO]
CRONACA

Il bilancio del Comando provinciale di Reggio Calabria

245° Anniversario di fondazione della Guardia di Finanza. Un anno e mezzo di attività al servizio del paese in cifre VIDEO

Reggio Calabria. Accertata una base imponibile non dichiarata per oltre 850 milioni di euro. scoperti 100 evasori totali, completamente sconosciuti al fisco.
Appalti “truccati” per oltre 66 milioni di euro. accertati danni erariali per circa 85 milioni di euro.
Sequestrate oltre 6,7 tonnellate di stupefacenti.
Sottratti alla ‘ndrangheta 1,41 miliardi di euro tra sequestri e confische.
Cifre, queste, che danno il senso dell’intensificazione delle attività della GdF contro i gravi fenomeni di illegalità economico-finanziaria.
A contrasto di tali fenomeni sono stati condotti 1133 tra verifiche e controlli fiscali che hanno consentito di constatare una base imponibile sottratta a tassazione per oltre 850 milioni di euro ed iva evasa per circa 54 milioni di euro.
Interventi mirati, indirizzati nei confronti di target accuratamente selezionati grazie ad attività di intelligence, al controllo economico del territorio e ad analisi di rischio, ulteriormente migliorata, quest'ultima, in ragione della potenziata interazione tra le banche dati a disposizione e all'introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria.
Una strategia di controllo che permette quindi di intervenire, a colpo sicuro, nei confronti dei responsabili delle grandi frodi fiscali e di chi, a scapito dei contribuenti onesti, non rispetta le regole alterando i meccanismi di leale concorrenza e di sano sviluppo del mercato.
Sono 100 gli evasori totali che hanno sottratto al fisco un imponibile di oltre 755 milioni di euro ed evaso IVA per circa 37 milioni di euro.
In materia di fiscalità internazionale è stata constatata una base imponibile non dichiarata per circa 625 milioni di euro.
313 sono i soggetti denunciati per reati fiscali, quali emissione o utilizzo di fatture false, dichiarazione fraudolenta, occultamento di documentazione contabile.
I sequestri di disponibilità patrimoniali e finanziarie ammontano a circa 105 milioni di euro, cui si aggiungono le ulteriori proposte di sequestro già avanzate, per oltre 272 milioni di euro. Tali misure sono finalizzate ad assicurare all'Erario l'effettivo recupero delle risorse indebitamente sottratte dai responsabili.
Nel contrasto allo sfruttamento della manodopera “irregolare” o "in nero", 122 datori di lavoro sono stati verbalizzati per aver illecitamente impiegato 482 lavoratori in "nero" o “irregolari”.
Nel settore dei giochi e delle scommesse illegali, i 134 controlli eseguiti hanno consentito di rilevare 43 violazioni e sottoporre a sequestro 20 punti clandestini di raccolta scommesse, 40 apparecchi e congegni da divertimento ed intrattenimento. Accertata una base imponibile UNICA non dichiarata per oltre 1 miliardo di euro ed un’imposta UNICA evasa per 50,7 milioni di euro.
Fortemente intensificate, infine, anche le indagini contro il commercio internazionale della fauna e della flora in via di estinzione, tutelate dalla Convenzione di Washington (c.d. C.l.T.ES.).



CONTRASTO AGLI ILLECITI NEL SETTORE
DELLA TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA




L'azione dei Finanzieri del Comando Provinciale Reggio Calabria contro gli illeciti in materia di spesa pubblica è stata finalizzata a individuare quelle condotte che, pregiudicando la legalità e la correttezza nella Pubblica Amministrazione, minano il puntuale utilizzo delle risorse, favorendo sprechi e malversazioni. Il settore è strategico per il Paese: solo un equo impiego degli investimenti e dei fondi pubblici può, infatti, sostenere la competitività e una piena ripresa del tessuto economico nazionale.
È per questa ragione che il Corpo continua a rafforzare il proprio dispositivo di vigilanza, che si sviluppa lungo una duplice direttrice: il potenziamento delle unità operative territoriali dedicate allo specifico settore di servizio (da gennaio 2019 sono state infatti istituite 4 nuove Compagnie nell’ambito del Comando Provinciale) e l'intensificazione delle collaborazioni con le Autorità e gli Enti di gestione, con particolare riferimento ai settori della spesa previdenziale, sanitaria, dei fondi europei destinati alla realizzazione di progetti, dove il corretto impiego delle risorse, oltre a contribuire a contenere l'esborso complessivo dello Stato, come nel caso di trattamenti pensionistici e di invalidità non spettanti, si traduce in un miglioramento della qualità della spesa, con positive ricadute in termini di sviluppo del Paese.
È in questo senso che vanno letti i risultati conseguiti nel settore nel periodo gennaio 2018-maggio 2019.
Sono 819 gli interventi svolti a tutela dei principali flussi di spesa pubblica, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale.
Le frodi scoperte dai Reparti in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a oltre 29 milioni di euro, mentre si attestano intorno ai 27 milioni di euro quelle nel comparto della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, con un numero di persone denunciate complessivamente pari a 2.747.
Sul versante dei danni erariali sono state segnalate condotte illecite alla Magistratura contabile per circa 85 milioni di euro, a carico di 68 soggetti.
I controlli svolti in materia di prestazioni sociali agevolate e di indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari hanno fatto emergere tassi di irregolarità pari, rispettivamente, al 56,6% e al 100%: nel caso dei ticket sanitari è stata sviluppata una specifica analisi di rischio in grado di evidenziare, ab origine, i nominativi di beneficiari caratterizzati da elevati indici di anomalia.
Passando al settore degli appalti, il valore delle procedure contrattuali risultate irregolari è stato pari a circa 66 milioni di euro; contestualmente, l'ammontare complessivo delle gare sottoposte a controllo si è attestato a circa 131 milioni di euro. Le persone denunciate per reati in materia di appalti, corruzione e altri reati contro la Pubblica amministrazione sono state 123.
Un sicuro indice dell'efficienza dell'azione investigativa è rappresentato dai dati sui sequestri. Le determinazioni dell'Autorità giudiziaria, che ha accolto le proposte di sequestro avanzate dai Reparti del Corpo, rappresentano infatti la concreta misura della possibilità per lo Stato di vedere ristorati i danni causati dai fenomeni di illegalità, frode, malaffare e cattiva gestione scoperti dalla Guardia di Finanza.
Gli oltre 21 milioni di euro sottoposti a sequestro in tutto il comparto della tutela della spesa pubblica danno il senso dell'efficacia delle misure intraprese e consentono, almeno in parte, di ristorare lo Stato dai fenomeni di malaffare e di cattiva amministrazione scoperti dalla Guardia di Finanza.




LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ED ECONOMICO-FINANZIARIA




E’ ormai un dato acquisito che la criminalità organizzata reggina, di gran lunga la più numerosa nel panorama regionale, operi in maniera unitaria sui più importanti processi decisionali del territorio e risulti fondata non più solo sulla forza di intimidazione delle armi, ma anche su un più cogente ruolo economico.
Il sempre più ampio interesse rivolto all’economia legale ha così determinato la progressiva acquisizione del controllo di ampi settori dell'economia, dall’esercizio dell’attività di impresa al commercio, dall'agricoltura al mercato dei beni e servizi.
L’enorme disponibilità di ricchezza (acquisita grazie al malaffare e, soprattutto, attraverso i redditizi traffici di droga) ha spinto le cosche ad investire direttamente nei trasporti, nelle cave, nella lavorazione del calcestruzzo, originando lo sviluppo delle cd “imprese a partecipazione mafiosa”, finanziate peraltro - in modo diretto ed indiretto - con capitali illeciti immessi nel circuito legale, al termine di complesse operazioni di riciclaggio.
Ma la ‘ndrangheta reggina è anche “contraente pubblico”: il mercato delle commesse pubbliche rappresenta, infatti, una fonte privilegiata di approvvigionamento di profitti illeciti per le cosche, così come di costante attualità è l’interesse dei clan verso l’acquisizione di lavori nell’ambito della realizzazione di servizi ed opere pubbliche.
L’infiltrazione ed il condizionamento dell’economia legale avviene inoltre anche attraverso l’imposizione dell’acquisto di beni e servizi da ditte o soggetti contigui alle consorterie, nonché dettando l’assunzione di accoliti e/o di individui vicini ai sodalizi insistenti sul territorio.
L’infiltrazione della ‘ndrangheta nel tessuto economico riesce così a minare l’ordine pubblico economico ed i diritti fondamentali della libertà d’iniziativa economica privata e la tutela del risparmio. Impedisce lo sviluppo della libera concorrenza, svilisce ed azzera la realizzazione del libero mercato, annichilisce ogni possibilità di sviluppo economico, di creazione di posti di lavoro ed ostacola ogni prospettiva di accrescimento del benessere generale.
È allora necessario intervenire, sul piano repressivo, nell’arginare il potere delle cosche: non solo sul versante personale e soggettivo delle strutture criminali, ma anche e soprattutto sul lato della loro espressione economica e finanziaria.
L’impegno della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con riferimento ai risultati conseguiti in applicazione della normativa antimafia, nel periodo gennaio 2018-maggio 2019, si è materializzato nell’approfondimento e nella segnalazione alla competente Autorità Giudiziaria di 990 posizione soggettive legate a reati di criminalità organizzata: nei confronti di 99, sono state disposte misure cautelari o di prevenzione personale.
Ammonta, invece, a circa 1,2 miliardi di euro il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all'Autorità Giudiziaria per il sequestro, mentre i provvedimenti di sequestro e confisca operati hanno raggiunto, rispettivamente, la quota di 1,23 miliardi e 180 milioni di euro.
Tali misure ricomprendono l'esecuzione di sequestri di prevenzione, ai sensi del Codice Antimafia, per oltre 381 milioni di euro e confische in via definitiva di beni per 180 milioni di euro, conseguenti allo svolgimento di 21 accertamenti nei confronti di soggetti connotati da c.d. "pericolosità economico-finanziaria", ovvero coloro che per condotta e tenore di vita, possa ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni genere di attività delittuosa, in particolare di natura tributaria, societaria, fallimentare, ecc.

Al contempo, è avvertita l'esigenza di ricorrere in maniera sistematica e crescente alle alternative misure di prevenzione, individuate dal Codice Antimafia nell'amministrazione e nel controllo giudiziario di aziende infiltrate o condizionate dalla criminalità organizzata, tese al recupero delle condizioni di legalità ed al reinserimento nel mercato economico di queste realtà imprenditoriali.
Infine, continua incessantemente la collaborazione istituzionale con le Autorità Prefettizie, quale fulcro del sistema di prevenzione antimafia in ambito provinciale.
Complessivamente sono stati eseguiti quasi 700 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.
L'azione volta alla prevenzione e repressione del riciclaggio dei capitali illeciti per impedirne l'introduzione nel tessuto economico-finanziario sano del Paese, nonché per intercettare possibili pratiche di finanziamento del terrorismo, si è fondata e continuerà sempre più a basarsi in futuro, sul piano repressivo, nell'esecuzione di mirate indagini di polizia giudiziaria e sul piano preventivo, nell'approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai soggetti obbligati ai sensi della normativa antiriciclaggio.
Tali attività si sono concretizzate con la la denuncia all'Autorità Giudiziaria di 33 persone per i reati di riciclaggio e autoriciclaggio, 15 delle quali sono state arrestate. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato intorno ai 18 milioni di euro, mentre sono stati effettuati sequestri su ordine della magistratura per circa 50 milioni di euro.
Sul fronte della prevenzione, il Reparti hanno proceduto all'analisi di 273 segnalazioni di operazioni sospette.
Per il contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento al terrorismo la Guardia di Finanza si muove lungo tre importanti direttrici, tese a valorizzare rispettivamente le informazioni acquisite nell'ambito delle attività preventive, delle indagini di polizia giudiziaria e nel corso del controllo economico del territorio.
In questo contesto assume grande rilievo il monitoraggio dei movimenti transfrontalieri di valuta, che può offrire utili spunti investigativi per l'avvio di più penetranti approfondimenti.
Sempre al fine di garantire la tutela della trasparenza e della legalità del sistema economico­imprenditoriale, ulteriore priorità del Corpo continuerà ad essere quella di reprimere i reati fallimentari, societari e bancari, nonché i fenomeni usurari e di abusivismo bancario e finanziario, per salvaguardare i risparmiatori da offerte di soluzioni d'investimento non sicure.
Con particolare riguardo al campo dei reati fallimentari, sono stati sequestrati beni per un valore pari ad oltre 13 milioni di euro, su un totale di patrimoni risultati distratti di circa 25 milioni di euro.
Nell’ambito dei reati societari, le attività svolte hanno consentito di denunciare 11 responsabili (di cui 4 tratti in arresto) e sequestrare beni per 12 milioni di euro.
In tema di sicurezza prodotti, di contrasto alla contraffazione e al falso made in ltaly e di lotta all'illecito sfruttamento economico delle opere protette dal diritto d'autore, i Reparti operativi hanno eseguito 79 interventi, sequestrando 353.770 prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione "made in ltaly" o non sicuri.




CONTROLLO DEL TERRITORIO E CONTRASTO AI TRAFFICI ILLECITI




Il controllo del territorio, del mare e dello spazio aereo sovrastante per il contrasto ai traffici illeciti, è assicurato da un dispositivo d'intervento unitario, che integra tra loro le componenti territoriali, investigative, aeronavali e speciali del Corpo.
Ciò garantisce una sempre più penetrante ed incisiva azione di contrasto dei traffici di droga, uno dei principali settori illegali tramite i quali la ‘ndrangheta costituisce ed accumula i propri ingenti ed illeciti patrimoni: nel 2018 e nei primi cinque mesi del 2019, sono state infatti sequestrate complessivamente oltre 6,7 tonnellate di stupefacenti (di cui oltre 1 tonnellata di cocaina) e denunciati 74 soggetti (di questi 16 agli arresti).
25-06-2019 10:46

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Operazione Canadian 'Ndrangheta Connection: in Canada si decidevano le strategie della 'ndrangheta NOMI/VIDEO

Alle prime ore della mattinata odierna, al culmine di complesse ed articolate indagini, condotte dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, sotto le direttive della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura Distrettuale della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI, con il coordinamento del Procuratore Aggiunto Giuseppe LOMBARDO e dei Sostituti Procuratori Giovanni CALAMITA e Simona FERRAIUOLO, gli investigatori della Polizia di Stato hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria - ricorrendone il pericolo di fuga - nei confronti dei seguenti 12 soggetti, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei delitti di associazione mafiosa transnazionale ed armata, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolenti di valori, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale, aggravati dalle modalità mafiose: ARCHINA’ Michelangelo, nato a Toronto (Canada) il 6 ottobre 1976; CERISANO Domenico, nato a Siderno (RC) il 14 dicembre 1967; FILIPPONE Francesco, nato a Siderno (RC) il 22 marzo 1981; FUTIA Cosimo, detto “Shuster”, nato a Siderno (RC) il 13 agosto 1977; GREGORACI Giuseppe, detto “Pino”, nato a Siderno (RC) il 24 marzo 1968; MACRI’ Giuseppe, nato a Siderno (RC) il 2 agosto 1954; MUIA’ Armando, nato a Siderno (RC) il 19 settembre 1956; MUIA’ Giuseppe, nato a Siderno (RC) il 9 gennaio 1944; MUIA’ Vincenzo, nato a Siderno (RC) il 14 agosto 1972; MUIA’ Vincenzo, nato a Siderno (RC) il 10 dicembre1968; MUIA’ Vincenzo, detto “il fontaniere”, nato a Siderno (RC) il 4 ottobre 1969; MUIA’ Vincenzo, nato a Siderno (RC) il 6 novembre 1969; Le attività investigative - condotte con l’ausilio di sofisticate tecniche di intercettazioni telefoniche ed ambientali - hanno portato alla luce le attuali dinamiche criminali che caratterizzano la ‘ndrina MUIA’ e altre ‘ndrine federate alla potente cosca di ‘ndrangheta COMMISSO operante a Siderno (RC) e in Canada, dove è nota come Siderno Group of Crime. Nell’ambito dell’inchiesta, ha assunto particolare rilievo l’attività di cooperazione internazionale della Polizia di Stato e della York Regional Police di Aurora (Ontario - Canada), grazie alla quale è stato possibile documentare, con il coordinamento dei magistrati della D.D.A. di Reggio Calabria – attraverso mirati servizi di osservazione effettuati da investigatori canadesi e italiani nel grande Stato nordamericano e scambi di informazioni - aspetti importanti dell’operatività delle ‘ndrine di Siderno (RC) nella “Greater Toronto Area”, dove lo scorso 12 luglio, a conclusione di indagini parallele a quelle svolte a Reggio Calabria, la Polizia Canadese ha arrestato 10 soggetti, tra i quali FIGLIOMENI Angelo classe 1962 inteso u briganti, elemento di spicco della ‘ndrangheta di Siderno (RC), per associazione a delinquere, riciclaggio, usura, gioco d’azzardo. Ed infatti particolare rilievo ed efficacia investigativa hanno avuto le risultanze delle due indagini, canadese ed italiana, che, avviate autonomamente, in maniera completamente distinta dalle diverse Autorità Giudiziarie, ciascuno nei territori di propria competenza, hanno, successivamente, trovato punti di collegamento e convergenze tali da spingere gli investigatori stranieri ad inviare spontaneamente alcune loro risultanze di indagine e ad avviare contatti con gli investigatori italiani. In Calabria, in particolare, le indagini hanno avuto origine dall’omicidio di MUIÀ Carmelo detto “Mino”[1] - assassinato a Siderno (RC) a colpi d’arma da fuoco il 18 gennaio 2018. Costui era ritenuto il luogotenente del boss COMMISSO Giuseppe alias il Mastro ed era collocato al vertice dell’omonima ‘ndrina di contrada Ferraro di Siderno. Naturalmente occorre prendere le mosse da tutti i pronunciamenti giudiziari che negli anni passati fino ad epoca recente hanno ricostruito puntualmente gli equilibri di ‘ndrangheta nell’Area sidernese ed i collegamenti della “ Società di Siderno” con le proiezioni in Canada ed in particolare nella zona dell’Ontario. Dopo l’omicidio, al fine di comprendere le causali che lo avevano determinato, il fratello dell’ucciso, MUIA’ Vincenzo, effettuava una serie di serrati confronti con soggetti vicini agli ambienti della ‘ndrangheta, maturando il convincimento che l’agguato fosse da ricondurre ad una grave azione di rivalsa messa in atto dal rivale SALERNO Vincenzo[2], appartenente all’omonima famiglia che, in passato, spinta da ambizioni autonomistiche, si era scissa dalla cosca madre dei COMMISSO. Prospettiva che egli considerava in termini concreti, richiamando in alcune conversazioni intercettate le ragioni di un aspro conflitto armato - a cui i MUIA’ stessi avrebbero preso parte - durante il quale furono uccisi anche SALERNO Salvatore[3] ed Agostino[4], fratelli di Vincenzo. Nel corso di un summit tenutosi a Siderno (RC) nella primavera del 2018 MUIA’ Vincenzo chiamava a raccolta un nutrito manipolo di fedelissimi, ai cui affidare l’esecuzione di un piano volto ad arginare eventuali mire violente contro la propria famiglia. Nel contempo, assunto ormai il comando della ‘ndrina di contrada Ferraro, anche attraverso la direzione delle attività commerciali fittiziamente gestite dal fratello, egli avviava un deciso riarmo del gruppo, sollecitando i titolari di una rivendita a rifornirlo di munizioni e provando alcune micidiali armi da guerra. In tale contesto, nello scorso mese di aprile, MUIÀ Vincenzo - animato dalla volontà di conoscere le reali motivazioni che avevano portato all’omicidio del fratello - e il sodale GREGORACI Giuseppe si recavano a Toronto, dove incontravano i fratelli FIGLIOMENI Cosimo[5] e FIGLIOMENI Angelo[6] detti “i briganti”, entrambi latitanti in Canada in relazione all’operazione della D.D.A. reggina “Acero-Krupi- Connection”. Gli accertamenti ed approfondimenti investigativi svolti durante la permanenza in Canada dei due fermati hanno consentito di verificare una serie di contatti con i fratelli FIGLIOMENI finalizzati ad ottenere una risposta certa sulle ragioni e le responsabilità dell’omicidio di MUIA’ Carmelo, che costoro gli avrebbero effettivamente dato, con una serie però di indicazioni insufficienti per attribuire la piena responsabilità del delitto. Da quanto emerso è stato possibile tracciare, in linea con le acquisizioni di altri procedimenti definiti della D.D.A. reggina, l’operatività di strutture a carattere intermedio con funzioni di coordinamento e supervisione, quali la “commissione” o “camera di controllo” di Toronto, istituita ed operante nell’ambito del Crimine di Siderno, come articolazione intermedia di ‘ndrangheta distaccata dal mandamento ionico reggino nella macro area ruotante attorno alla Regione dell’Ontario in Canada, ma indissolubilmente legata, in una sorta di “blockchain criminale”, alla provincia di Reggio Calabria. Nel corso dell’inchiesta, si è avuto modo di cogliere come la ‘ndrangheta sidernese, che da moltissimi anni è insediata in Canada, ha bisogno di ricorrere a strutture di comando sovranazionale al fine di governare al meglio assetti complessi in ambiti territoriali molto distanti dalla casa madre. Dai colloqui captati è stato, poi, possibile ricostruire la composizione del “crimine di Siderno” - da intendersi quale massima espressione della ‘ndrangheta operante in Canada, a cui è riservata una competenza che in alcuni casi, come quello in esame, può estendersi al verificarsi di fatti riconducibili alle realtà locali della Locride - cui attualmente sembrano partecipare anche COMMISSO Francesco[7], alias “u scelto”, latitante in Canada in relazione alle operazioni “La falsa politica” e “Acero Krupy Connection; FIGLIOMENI Cosimo, sopra citato; Tali risultanze - di grandissimo rilievo in quanto allargano l’orizzonte delle attuali conoscenze sull’articolata struttura della ‘ndrangheta anche in ambito sovranazionale - permettono di accertare, per la prima volta, che l’articolazione territoriale operante in Canada, riferibile al locale di Siderno, è attualmente governata da un organismo (“il Crimine di Siderno”) composto da una pluralità di soggetti (sopra indicati) che, allo scopo di preservare la sua operatività rispetto alle problematiche connesse alla notoria pressione investigativa operata nei confronti della ‘ndrangheta in territorio italiano, è abilitato a riunirsi ed assumere decisioni anche in territorio estero. Sostanzialmente può ritenersi che l’organismo decisionale operante in territorio estero è direttamente riferibile alla struttura territoriale operante in Siderno (la Società di Siderno) e, tramite questa, alle strutture di vertice che governano gli ampi assetti organizzativi, in Italia ed all’estero, dell’intera ‘ndrangheta. Tale conclusione trova conforto negli esiti della presente indagine, ed in particolare in tale ottica deve essere interpretato (peraltro per come dallo stesso affermato) il viaggio in Canada del MUIA’ Vincenzo: esiti, pertanto, che confermano la competenza del predetto organismo canadese in relazione a vicende di rilevanza criminale riferibili al più ampio governo dell’area territoriale di Siderno, le cui notorie e stabili proiezioni estere non sono più solo gestite nella zona di origine ma trovano una nuova, e più efficiente, delocalizzazione operativa in territorio canadese: che si tratti di organismo dalle ampie competenze, delegate dalla casa madre senza rigidi vincoli territoriali, lo si ricava dal fatto che è chiamato ad occuparsi tanto di fatti di grande rilievo (quale l’omicidio di un capo ‘ndrina quale Carmelo MUIÀ) che di vicende apparentemente più banali, quali le mancanze, a cui segue il rimprovero orale verso COMMISSO Francesco inteso “Ciccio di Grazia”, elemento di rilievo del clan COMMISSO, latitante in Canada (operazione “Acero-Krupi-Connection”) a cui si contesta una eccessiva vicinanza, in quel territorio, ad altre cosche di ‘ndrangheta distinte da dalla locale di Siderno. Quindi, le risultanze investigative consentono in altri termini di affermare che l’organo di governo della locale di Siderno non opera più solo in territorio calabrese (trasmettendo ordini all’estero) ma lo fa direttamente in territorio canadese, all’evidente fine di rendere sempre più efficiente la sua struttura ed efficace l’azione di comando. La presenza e l’operatività della ‘ndrangheta in Canada è confermata anche da una recente ed innovativa sentenza emessa dalla Corte Superiore di Giustizia dell’Ontario il 28febbraio 2019, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Project Ophenix”, condotta dalla Combined Forces Special Enforcement Unit (CSFEU) di Toronto, con la quale, appunto, la ’ndrangheta è stata riconosciuta, per la prima volta, come un’organizzazione criminale pienamente operante in quel territorio. La citata indagine, svolta grazie al prezioso contributo di un Police Agent infiltrato, che nel 2014 registrò numerosi incontri con importanti esponenti della criminalità italo-canadese, ha permesso di raccogliere validi elementi probatori a carico di URSINO Giuseppe, nato a Gioiosa Ionica (RC) il 12 aprile 1953, il quale è stato condannato a 12 anni e mezzo di carcere per traffico internazionale di stupefacenti e associazione a delinquere. MUIÀ Vincenzo (fratello di Carmelo) è gravemente indiziato anche dei seguenti delitti: trasferimento fraudolenti di valori, aggravato dall’art. 416 bis.1. c.p., (aggravante mafiosa) in concorso con MAMONE Antonio (non destinatario del Decreto di Fermo), in relazione alla macelleria “Mondo Carni S.r.l.s.” formalmente intestata al MAMONE, di fatto riconducibile ai MUIÀ; detenzione illecitadi una pistola cal. 9 lunga, una pistola cal. 9x21, una pistola cal. 9 corta, aggravata dall’art. 416 bis.1. c.p. (aggravante mafiosa); detenzione di un’arma semiautomatica (mitraglietta) con esplosione di munizioni a colpo singolo e a raffica, aggravata dall’art. 416 bis.1. c.p. (aggravante mafiosa), in concorso con FUTIA Cosimo detto “Shuster” (destinatario del Decreto di Fermo anche per questo reato); detenzione e porto illegale in luogo pubblico, al fine di occultarle, di più armi comuni da sparo, tra le quali una pistola cal. 9 ed il relativo munizionamento, con l’aggravante di cui all’art. 416 bis.1. c.p (aggravante mafiosa), in concorso con ARCHINÀ Michelangelo (destinatario del Decreto di Fermo solo in relazione a questo reato); usura aggravata dal metodo mafioso, per aver in concorso con il fratello Carmelo prestato la somma di euro 75.000 per la costruzione di un bruciatore, facendosi promettere e consegnare interessi usurari pari ad euro 2.500 al mese; favoreggiamento personale - aggravato dall’art. 416 bis.1. c.p. (aggravante mafiosa) - perché, successivamente all’omicidio di MUIÀ Carmelo, sottraevano dalla scena del crimine e nascondevano un telefono cellulare dell’ucciso, allo scopo di tutelare la memoria della vittima, di nascondere i contatti tra la vittima e gli altri associati alla cosca COMMISSO, svolgere in autonomia le indagini utili al fine di eludere le investigazioni dell’A.G. e scoprire i colpevoli dell’omicidio, per potersi vendicare prima di un eventuale arresto degli stessi.Delitto commesso in concorso con la moglie di MUIÀ Carmelo, GRAVINA Marilena (non destinataria del Decreto di Fermo).FUTIA Cosimo detto “Shuster”, è gravemente indiziato dei delitti di cui al punto 3), in concorso con MUIÀ Vincenzo, nonché di aver detenuto e cedutocinque bombe a mano con “spoletta” e un fucile Benelli M1, al fine di agevolare l’associazione mafiosa. GREGORACI Giuseppe è gravemente indiziato del delitto di associazione mafiosa ed esercizio abusivo del credito, perché in concorso con FIGLIOMENI Cosimo “u brigante”, svolgevano abusivamente nei confronti del pubblico una o più attività finanziarie senza essere iscritti negli elenchi previsti dalle leggi che disciplinano la materia ed, in particolare, perché erogavano prestiti di danaro, in maniera stabile, ad un numero indeterminato di persone, con l’aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p.. L’inchiesta reggina, come detto, tiene conto anche degli esiti di un’efficace attività di cooperazione internazionale tra investigatori della Polizia di Stato (Squadra Mobile di Reggio Calabria e Servizio Centrale Operativo di Roma) e canadesi (York Regional Police di Aurora), operanti sotto le direttive dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, d’intesa con il York Region Attorney's General, al fine di monitorare le proiezioni e le dinamiche criminali della cosche della ’ndrangheta tradizionalmente attive nello Stato del Nord America. Sul versante canadese, lo scorso 12 luglio, nella Greater Toronto Area (Vaughan e Woodbridge) - dove sono stati inviati in missione investigatori del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Reggio Calabria - la York Regional Police ha arrestato 10 soggetti, indagati per associazione per delinquere, riciclaggio, usura, gioco d’azzardo, a conclusione di autonome e separate indagini incentrate sugli interessi illeciti dei fratelli Cosimo ed Angelo FIGLIOMENI, considerati esponenti di vertice della ’ndrangheta reggina in Canada nonché componenti della cosiddetta Camera di Controllo di Toronto. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo emesso dalle Autorità canadesi, figurano FIGLIOMENI Angelo, inteso il brigante e i suoi principali referenti per il riciclaggio del danaro provento delle attività delittuose, OLIVETI Salvatore e ZANNUTTI Emilio.Contestualmente agli arresti, è stato eseguito il sequestro di beni mobili ed immobili, tra cui alcune di auto di lusso e ingenti somme di danaro, per un valore complessivo di circa 23 milioni di dollari. Le attività di indagine condotte dalle Autorità italiane e canadesi fanno ritenere che le cosche di‘ndrangheta di Siderno (RC) con le loro propaggini oltreoceano, stiano realizzando diversificate attività illecite nella Greater Toronto Area, forti dello stretto legame che unisce tra la Camera di Controllo canadese al Criminedi Siderno. L’operazione “Canadian ‘ndrangheta connection” rappresenta un ulteriore ed importantissimo tassello nell’azione di contrasto al crimine organizzato di matrice calabrese che, ormai da diverso tempo, ha posto le sue radici in vari Stati ed in particolare nella ricca Regione dell’Ontario. [1] Nato a Siderno (RC) il 9 luglio 1972. [2] Nato a Siderno (RC) il 9 giugno 1974, coniugato con COMMISSO Rosa Maria, nata a Siderno (RC) il 25 ottobre 1976, figlia di COMMISSO Giuseppe. [3] Ucciso il 22 ottobre 2006. [4] Ucciso il 30 novembre 2006. [5] Nato a Siderno il 6 febbraio 1965. [6]Nato a Siderno il 30 settembre 1962. [7] Nato a Siderno (RC) il 3 ...
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