'Ndrangheta. Klaus Davi:
CRONACA

"Mi contattò 10 mesi prima di essere arrestato"

'Ndrangheta. Klaus Davi: "Filocamo con me fece il nome del killer di Nino Gullì"

"Tonino Filocamo mi contattò 10 mesi prima di essere arrestato e mi raccontò la sua versione dell’omicidio di Nino Gullì. Con me fece il nome del killer e infatti pubblicai puntualmente la sua versione in un video in data 29 ottobre 2020. Ovviamente ho conservato prova delle sue dichiarazioni. L'intervista di Filocamo mi è costata una querela dello stesso presunto killer .
Primo articolo sul caso Gullì che indicava Giordano come mandante in data 23 maggio 2020 https://www.facebook.com/klaus.davi.9/posts/929512790795888; video con il nome del Killer pubblcato in data 29 ottobre 2020 https://www.facebook.com/watch/?v=807679393106657 - così in una nota il massmediologo Klaus Davi.

DAVI: IL TESTO INTEGRALE DELL'ARTICOLO CHE GIA' IL 20 MAGGIO 2020 INDICAVA IN FRANCO GIORDANO IL MANDANTE DELL'OMICIO DI NINO GULLI

In data 20 maggio 2020 Klaus Davi pubblica un articolo in cui anticipa il ruolo di Franco Giordano nell’omicidio Gulli. In data 8 agosto 2020 compare un articolo in cui Paolo Pitasi confermava il ruolo di Giordano nella vicenda ma incredibilmente ‘scagionava’ i vertici della cosca Serraino. Una palese fake news pilotata e fatta circolare apposta dal Pitasi per depistare, secondo Davi. Di seguito l’articolo integrale di Klaus Davi.

PUBBLICATO IL 20 MAGGIO 2020
NONOSTANTE LE DISTRAZIONI DELLO STATO, IL CASO DELL'OMICIDIO DI NINO GULLI' APPARE TUTT'ALTRO CHE BANALE
di Klaus Davi

Il giallo del video e i due volontari dell'ambulanza rimproverati dal boss L'omicidio di Nino Gulli' come abbiamo scritto nella prima parte della nostra inchiesta che potete trovare sul nostro profilo ha tante sfaccettature e bizantinismi criminologici che andrebbero studiati in modo scientifico. L'omicidio nella mafia (e lo diciamo con rispetto per chi ha veramente sofferto per questa drammatica perdita) è sempre una forma di linguaggio, di semantica, di messaggio che si vuole rivolgere a chi deve decrittarne il simbolismo e la portata. Chi uccide poco si cura del dolore. Anzi, il dolore arricchisce di contenuti il messaggio stesso, e la drammaticità garantisce che occupi uno spazio nella memoria e funga da avvertimento imperituro, inciso nel tempo. Nel maggio di 12 anni fa Antonino Gulli veniva freddato da un giovane killer assoldato da un componente della cosca Serraino che se ne voleva liberare, legittimato da un 'permesso' arrivato direttamente da Domenico Serraino (poi deceduto) e da Nino Nicolo', una sorta di alter ego criminale dello stesso Nino. Tra i nemici giurati del Gulli figurava tale Franco Giordano che in più occasioni era stato umiliato pubblicamente dal Gulli e che per questo lo detestava. Non ci sono prove che il Giordano abbia avuto alcun ruolo nella decisione della famiglia
Serraino di farlo fuori, ma l'antipatia era nota a tutti. Nondimeno, agli occhi di un osservatore non può passare inosservato un attentato di cui il Giordano fu vittima pochi mesi dopo l'assassino di Nino e che gli costò tre mesi di coma e un arto amputato. Tant'è. Il giovane killer mandato dai Serraino, viene segnalato nelle cronache del tempo come un ragazzo di bassa statura, sovrastato da un cappello a large tese, che spara al Gulli mentre è intento a giocare ai videopoker e lo fredda.
Qualcuno dice che abbia colpito a bruciapelo. Qualcun altro che abbia agito dal cortile antistante i locali della sala slot, sporgendosi all'interno della stanza in cui c'erano collocate le cosiddette 'macchine' da gioco e mirando così all'obiettivo. Nel sottobosco 'ndranghentista qualcuno sussurra che circolino delle foto dell'episodio scattate da una persona che avrebbe assistito alla scena. Non è una notizia che riportiamo perché verificata, ma, a nostro avviso, è degna di cronaca perché viene fatta circolare per mandare un messaggio all'ignoto killer. "Sappi che potremmo parlare" ci sembra la ragionata sintesi.

Qualcuno nella cosca vuole la resa dei conti e il destino del giovane sicario potrebbe essere segnato. Nondimeno, se dovessero arrivarci veramente le foto del giorno della 'Festa di Modena' in cui avvenne il fattaccio, una volta verificatane l'attendibilità, saremmo i primi a pubblicarle. Quindi chi mai dovesse mai esserne in possesso, ce le può anche recapitare anonimamente, ammesso che esistano. Uno dei misteri di questa triste storia riguarda l'ambulanza che trasportò il corpo di Gulli dal centro slot all'ospedale. Nino non fu portato da una normale ambulanza, ma a caricarlo furono due ragazzi della zona che disponevano di un mezzo privato parcheggiato in prossimità del luogo del delitto. Fin qui nulla di male. Mossi dalle urla di disperazione dei presenti, i due scesero in strada, caricarono il quasi cadavere e si diressero all'ospedale. Ma la cosa più inquietante riguarda cosa successe dopo la corsa disperata al GOM dell'autoambulanza. I soccorritori furono chiamati da 'persone di Modena' è 'rimproverati' perché avevano tentato di salvare l'uomo.

Cioè, in soldoni, si erano permessi di fare il proprio lavoro. L'ordine della cosca era quello di farlo morire dissanguato, cosa che però i due evidentemente non fecero, non cogliendo il messaggio che un simile omicidio trasferiva a tutti senza tante necessità di decodifica. E per questo loro senso del dovere furono richiamati da qualcuno. Ma dove avvenne il decesso precisamente? Nella sala giochi o durante il tragitto? Da quello che si può evincere, è più probabile che Nino spirò nell'ambulanza e arrivò morto agli Ospedali Riuniti, Questo omicidio è uno dei tanti 'rimossi' dallo Stato. I motivi possono essere tanti. Mancanza di prove, sovraccarico degli uffici giudiziari, mancata collaborazione dei cittadini. Come nel caso dei parenti del Gulli', sono migliaia le donne e gli uomini di Calabria che attendono un briciolo di giustizia e le istituzioni dovrebbero quantomeno fare il tentativo di dare loro una risposta o comunque un segnale di presenza. In queste ore ricorre l'anniversario della morte di Giovanni Falcone. Noi non abbiamo avuto l'onore di conoscerlo, ma siamo certi che il suo chiodo fisso sarebbe stato quello di restituire un pò di giustizia a questa terra.


06-03-2021 14:48
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