Fermato dalla Guardia di Finanza l'equipaggio il cui comandante è di Bagnara Calabra
Maxisequestro di cocaina in
Sicilia, il più importante mai eseguito in tutta Italia. A bordo di un peschereccio
sono state sequestrate oltre 5,3 tonnellate di cocaina. La droga, destinata al
mercato italiano, avrebbe fruttato oltre 850 milioni di euro.
L'imbarcazione – riporta l’agenzia
di stampa Ansa - è stata bloccata e scortata fino a Porto Empedocle,
nell'Agrigentino, dove ha ormeggiato, dalle motovedette d'altura della Guardia
di Finanza.
Le cinque persone
dell'equipaggio - un italiano, due tunisini, un francese e un albanese - sono
state fermate dalla Dda di Palermo. Erano tutte a bordo del peschereccio
"Ferdinando d'Aragona" del compartimento marittimo di Reggio
Calabria.
L’italiano è un 35enne di Bagnara
Calabra, comandante del motopeschereccio.
L'operazione è stata
condotta dal comando provinciale di Palermo della Guardia di Finanza con
numerosi mezzi aerei e navali del comando operativo aeronavale di Pratica di
Mare (Roma) e del reparto operativo aeronavale di Palermo, in coordinamento con
gli investigatori del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo e
sotto la direzione della Dda Palermo, diretta da Maurizio De Lucia.
Tutto è cominciato martedì
sera. Su segnalazione del II reparto del comando generale della guardia di
finanza - un Atr 72 del comando operativo aeronavale, in servizio di
ricognizione nel canale di Sicilia, impiegato da alcuni giorni nel monitoraggio
di una nave mercantile, ha rilevato l'avvicinamento al cargo battente bandiera
della Repubblica di Palau (isole del Pacifico ndr) di un peschereccio partito
dalle coste calabresi. E' stato quindi predisposto un dispositivo di polizia,
con l'impiego di ulteriori mezzi aerei e navali in forza al gruppo aeronavale
di Messina, al gruppo esplorazione aeromarittima e al reparto operativo
aeronavale di Palermo e con il supporto investigativo degli specialisti del
Gico e del nucleo di polizia economico-finanziario di Palermo.
Durante la notte è stato
accertato che la "nave madre" stazionava ai limiti delle acque
territoriali dove aspettava il peschereccio, verosimilmente per un trasbordo
illecito. Nelle prime ore di ieri sono state registrate anomale operazioni di accumulo
di numerosi pacchi sul ponte della nave "madre" che poi sono stati
scaricati in mare mentre si avvicinava il peschereccio italiano, che nel
frattempo aveva disattivato il sistema di localizzazione Ais, per recuperare il
carico gettato in mare.
I finanzieri sono subito
entrati in azione bloccando il peschereccio che stava facendo rientro verso le
acque territoriali, a bordo del quale, occultato dietro una pannellatura che
celava un ampio locale, è stato scoperto l'enorme quantitativo di stupefacente.
Le unità navali del Corpo hanno inseguito la nave mercantile che nel frattempo
stava cercando, senza successo, di riprendere il largo in direzione della
Turchia. Il peschereccio è stato scortato al porto di Porto Empedocle mentre la
"nave madre", con un equipaggio composto da 15 persone di nazionalità
ucraina, turca e azera è stata scortata da mezzi navali verso il porto di Palermo.
Anche i 15 componenti dell'equipaggio del mercantile sono stati fermati.