La tavola rotonda, condotta dal filosofo Gianfranco Cordì, si è svolta in riva allo Stretto nei locali della Chiesa degli Artisti
I locali della Chiesa degli Artisti di Reggio Calabria hanno ospitato la tavola rotonda promossa dal Comitato Scientifico del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, dedicata al tema "La condizione è ancora postmoderna? Il dibattito filosofico attuale". A distanza di quasi cinquant'anni dal 1979, anno in cui Jean-François Lyotard teorizzò l'ingresso dell'umanità nell'epoca postmoderna, il dibattito si è concentrato sulla validità e sulle trasformazioni di questa corrente nel panorama culturale contemporaneo.
Nel corso del suo intervento, il filosofo Gianfranco Cordì ha riflettuto sulla persistenza dei tratti caratteristici del postmodernismo nella società di oggi. "Gli elementi postmoderni rimangono", ha affermato Cordì, richiamando la riflessione di Gianni Vattimo sull'addio alla verità. "Adesso si parla di post-verità, quindi non solo abbiamo dato addio alla verità, ma ne abbiamo edificata un'altra che al suo posto si fa credere nonostante non sia la verità. Quindi forse siamo nel post-postmoderno".
L'analisi ha poi approfondito il confronto con le nuove tendenze del pensiero filosofico che cercano di superare la visione dominata dall'iper-realtà e dai simulacri teorizzata da Jean Baudrillard. Cordì ha ricordato come, a partire dal 2010, con il Nuovo Realismo promosso da Maurizio Ferraris e da altri pensatori, si sia sviluppata una netta contrapposizione al postmodernismo. Questa corrente ha capovolto il celebre aforisma nietzschiano secondo cui esistono solo interpretazioni e non fatti, sostenendo al contrario che "ci sono i fatti, non ci sono le interpretazioni" e riaffermando così la centralità della realtà nel dibattito filosofico odierno.