I Bronzi di Riace protagonisti a Treviri: archeologia, scienza e didattica al centro di un simposio internazionale

Autore Giorgia Rieto | mer, 28 ott 2026 11:25 | Bronzi-Di-Riace Archeologia

All’Universität Trier una giornata di studio dedicata ai celebri guerrieri

I Bronzi di Riace continuano a raccontare la Calabria al mondo. Questa volta lo fanno dalla Germania, negli spazi del Centro Studi sull’Italia dell’Universität Trier, dove si è svolto il simposio italo-tedesco di antichistica “I Bronzi di Riace: nuove prospettive tra mito e realtà”. Una giornata di approfondimento che ha riunito studiosi e ricercatori attorno a uno dei patrimoni archeologici più celebri d’Italia, affrontandolo attraverso prospettive che spaziano dall’archeologia alla filologia classica, dall’archeometallurgia alla didattica.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di confronto interdisciplinare per andare oltre il valore iconico delle due statue e approfondirne la storia, le tecniche di realizzazione e la fortuna nell’immaginario contemporaneo, fino alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie per lo studio e la divulgazione del patrimonio culturale.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del professor Benjamin Weyers, vicepresidente per la ricerca dell’Universität Trier, del professor Torsten Mattern, responsabile del settore di Archeologia, e della professoressa Mara Borelli, direttrice dell’Italienzentrum dell’ateneo, che ha curato l’organizzazione del simposio.

Dalla cultura classica alle tecniche di fusione

Il programma scientifico ha proposto diversi percorsi di lettura dei Bronzi. Il professor Diego De Brasi dell’Universität Trier ha approfondito il pensiero di Platone e l’ideale della kalokagathia, il concetto greco che unisce bellezza e virtù.

A seguire, il dottor Davide Bagnardi dell’Università per Stranieri di Perugia ha esaminato il rapporto tra l’antichità delle statue e la loro fortuna nella cultura moderna e popolare. Le immagini presentate durante l’intervento hanno accompagnato il pubblico in un viaggio tra riferimenti classici, documentazione storica e rappresentazioni contemporanee.

Uno sguardo più tecnico è stato offerto dal professor Wolf-Rüdiger Teegen dell’Università di Monaco, che ha affrontato il tema dell’archeometallurgia e delle malattie. Attraverso immagini dei reperti, delle fasi di lavorazione e dei processi di fusione, la relazione ha illustrato come l’analisi dei metalli possa contribuire a ricostruire le conoscenze tecnologiche dell’antichità e le condizioni di lavoro degli artigiani.

Particolare attenzione è stata dedicata alla composizione delle leghe, alle tecniche di lavorazione e ai possibili rischi per la salute connessi alle attività metallurgiche. Un approccio che dimostra come la ricerca scientifica possa offrire nuove chiavi di lettura anche per opere già ampiamente studiate.

Nel corso della mattinata, i partecipanti hanno inoltre visitato la collezione archeologica dell’Università di Treviri, approfondendo ulteriormente il contatto diretto con i materiali e le testimonianze del mondo antico.

Il racconto dei Bronzi tra ricerca e nuove tecnologie

Nel pomeriggio, l’attenzione si è concentrata sulla narrazione storico-archeologica e sulla documentazione visiva con la sessione “Il racconto dei Bronzi di Riace”, affidata al professor Daniele Castrizio dell’Università di Messina e al dottor Saverio Autellitano, fotografo 3D dei Bronzi.

L’incontro ha permesso di esplorare le possibilità offerte dall’integrazione tra ricerca archeologica, immagini e riproduzioni tridimensionali. Strumenti che possono arricchire l’osservazione delle statue, favorire nuove modalità di studio e rendere il patrimonio più accessibile a un pubblico ampio e internazionale.

Un contributo importante per comprendere come la conoscenza dei Bronzi possa evolversi attraverso il dialogo tra competenze differenti, mantenendo saldo il legame con le fonti storiche e con la ricerca scientifica.

La giornata si è conclusa con un laboratorio dedicato all’utilizzo dei Bronzi di Riace nell’insegnamento della lingua italiana, rivolto agli studenti dei livelli B1/B2 e C1/C2. Le professoresse Cristina Belloni, Mara Borelli e Maria Cavallo hanno illustrato le potenzialità del patrimonio archeologico come strumento didattico, capace di unire apprendimento linguistico, conoscenza della cultura italiana e lettura critica delle fonti e delle immagini.

La Calabria protagonista anche attraverso le sue eccellenze

Tra i presenti al simposio anche Silvestro Parise, Consultore della Regione Calabria in Germania e presidente dell’associazione Kalabria Italiae Mundi e.V., la cui partecipazione ha contribuito a rafforzare il collegamento tra il Centro Studi sull’Italia e la Calabria in Europa.

Parise ha svolto un ruolo di raccordo tra i partecipanti e ha coordinato il momento conviviale della pausa pranzo, organizzato all’insegna delle eccellenze enogastronomiche calabresi. Un’occasione per affiancare alla valorizzazione del patrimonio storico e archeologico quella delle tradizioni e dei prodotti della regione.

Il catering è stato realizzato dal maestro pizzaiolo e chef Francesco Morrone, professionista calabrese del ristorante-pizzeria Rizelli in Lussemburgo. Le preparazioni sono state accompagnate da prodotti donati dalla Bottega “La Calabrisella” di Silvia Lettieri, di Cirò Marina.

A completare la proposta, una selezione di vini della cantina calabrese Tenuta Iuzzolini, anch’essa di Cirò Marina, che ha portato in Germania alcune delle espressioni più rappresentative della produzione enologica del territorio.

Parise ha espresso il proprio ringraziamento al Centro Studi sull’Italia per l’opportunità offerta e per l’apertura dimostrata verso la Calabria e le sue molteplici realtà, non sempre adeguatamente conosciute oltre i confini regionali.

Un patrimonio che parla al mondo

Il simposio è stato promosso nell’ambito delle attività dell’Italienzentrum dell’Universität Trier, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda, del Freundeskreis der Klassischen Archäologie an der Universität Trier e.V. e dell’Ascoli-Piceno-Trier Gesellschaft e.V.

L’iniziativa ha confermato il valore del dialogo internazionale nella ricerca e nella promozione culturale, offrendo ai Bronzi di Riace una nuova occasione per essere studiati, raccontati e condivisi attraverso linguaggi e prospettive differenti.

Dall’archeologia alla scienza, dalla didattica alla gastronomia, la giornata ha mostrato come un simbolo della Calabria possa diventare punto d’incontro tra università, istituzioni e comunità italiane all’estero.

L’invito finale è rivolto a tutti gli appassionati dei Bronzi di Riace e a quanti, in ogni parte del mondo, custodiscono un legame con la Calabria: continuare a conoscere, raccontare e condividere un patrimonio che, partendo dalla propria terra, parla al mondo intero.


Aggiornamenti e notizie