Aeroporto "aperto e strategico" ripartire dalle parole dell'ENAC

Autore Floria Tosca | ven, 10 apr 2020 21:15 | 41 viste | Aeroporto Enac
Il "Tito Minniti" non pu
La battaglia che abbiamo tutti intrapreso contro l’epidemia più grave che ognuno di noi, quale che sia l’età, possa ricordare, non può in nessun modo permettere grandi distrazioni. La situazione è davvero difficilmente sostenibile e le forze le dobbiamo mettere a disposizione della barriera difensiva, eretta contro questo mostro invisibile e letale. Ognuno per le parti di competenza. Tuttavia c’è chi, non sappiamo se in buona fede o no, si atteggia e compie atti di captatio benevolentiae alias ricerca di consensi, che mal si addicono alle persone intelligenti, mentre fanno presa sui meno attenti. In questo contesto, stimolano reazioni anche di tipo politico, che se non guastano in tempi normali, secondo la consuetudine, sono inopportune in questo momento. Personalmente intendo la politica come un assoluto servizio all’altro, per dedizione, mai per interesse.
La questione aeroporto è, senza dubbio, di vitale importanza e non può diventare un campo di battaglia per addossare all’altro, responsabilità proprie. Non c’è dubbio che fino ad ora abbiamo fallito. Tutti. La città in primis. Fossi stato il sindaco, ora come allora, avrei davvero chiuso la città, per protesta. Non materialmente, ma avrei costituito una forza cittadina dirompente, al fine di pretendere quella continuità territoriale che farebbe diventare l’aeroporto insopprimibile e pieno di voli, ma avrei cercato di creare, attorno, tutte quelle caratteristiche che hanno tutti gli aeroporti di rango superiore. Centri commerciali, aerostazione di livello, delocalizzazioni, atte a creare più spazi. Per non parlare di quelle attrazioni territoriali che devono far aumentate la richiesta di voli da e per Reggio con la vicina Messina. Reggio aeroporto-porto di Milano, per esempio. Una politica insomma, creativa e non lamentosa certamente non affidata a inutili cartelli che invitano a “scialarsi (verbo incomprensibile ai più). Una pseudopromozione, costosa, che trovi quando sei già arrivato e non quando invece avresti dovuto scegliere la meta. Non si pubblicizza il luogo dove ha già messo piede il visitatore, a che serve? Tutto ciò necessita di una sinergia virtuosa, già consigliata tante volte, che vede tutti all’attacco e non in difesa, e soprattutto non vede parti contrapposte, quando si è con l’acqua alla gola o in procinto di fare la fine dei polli di Renzo. E’ chiaro che, spinta, da una parte dal desiderio di avere più certezze, dall’altra, da penne inadeguate, che spesso distorcono il pensiero di chi firma, anche Confindustria, nell’intento di richiamare ai principi che ho esposto, eche certamente trova concorde l’attento Presidente Vecchio, manifesta un disagio e lo esprime, magari senza tenere conto che, pur essendo in minoranza politica in parlamento, c’è chi riesce a portare una risorsa economica mai vista prima. Una goccia? Si, ma di tante gocce è fatto l’Oceano. Sull’impiego di questa risorsa si può discutere, nei limiti delle regole economiche, ma sul fatto in sé, si dovrebbe solo ragionare in termini positivi. Purtroppo, la cosa più chiara, l’appiglio determinante, ahimè, è sfuggito ai meno attenti, che hanno giudicato la lettera del presidente dell’Enac, non importante o addirittura pleonastica, è l’utilizzo, da parte della massima carica della Agenzia Nazionale, di due termini perentori, inequivocabili, sui quali occorrerà fare una battaglia epocale, approfittando della”. voce dal sen fuggita”. Nello scrivere all’on Cannizzaro, che al momento, rappresenta uno dei pochi soggetti realmente attivi politicamente , il presidente Zaccheo, ha introdotto con chiarezza due parole chiave : APERTO E STRATEGICO. Significa che dopo la pandemia, il Tito Minniti riaprirà e che soprattutto dovrà essere riconosciuta la classificazione di SCALO STRATEGICO. Parole lapidarie che nessuno si potrà rimangiare. E’ su questo che bisogna discutere, battagliare, richiamando, quando sarà, alla responsabilità chi le ha affermate, affinchè queste dichiarazioni importantissime, vitali per Reggio, siano Vangelo, come credo e voglio credere. Bisogna costruire attorno all’aeroporto dello Stretto, una serie di infrastrutture, collegamenti, iniziative culturali, per renderlo appetibile per richiamare le Compagnie. E non prendersela con l’Enac per l’attività volativa: una cosa sono le compagnie aeree, ben altra, l’ente che garantisce la sicurezza dei voli. Solo una grande squadra può vincere questa battaglia vitale, predisponendo un buon terreno di gioco. Composta da gente che ci crede.

Eduardo Lamberti-Castronuovo

9.4.20

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