Addio caro Peppino!

Autore Floria Tosca | sab, 29 mag 2021 14:29 | 14 viste | Giuseppe Viola Addio Editoriale Lamberti
il commosso ricordo del fondatore di rtv
La notizia mi ha colto fuori Reggio ed è di quelle che ti fanno capire quanto si stia quotidianamente impoverendo la nostra città, un po’ perchè le Leggi della Natura non le possiamo certo cambiare, un po’ perché la nostra impotenza, mista alla assuefazione al nulla, si manifesta con la incapacità a fermare la continua emigrazione dei nostri giovani. Ha smesso di lottare per la vita, nonostante il suo giovanile attaccamento ad essa, il grande reggino Giuseppe Viola. Peppino per me, come per le migliaia di amici che annoverava.

Si è spento dopo aver ingaggiato una partita, non di basket, ma ben più dura. Ha giocato i tempi supplementari con la freschezza di chi è appena sceso in campo. Non avrebbe voluto darla vinta alla peggiore delle nemiche dell’uomo. Ma alla fine si è dovuto arrendere anche Lui, perchè sotto l’austerità dei modi, la signorilità dei comportamenti e la saggezza dell’uomo giusto, c’era – come in noi tutti – la vulnerabilità della condizione umana. La sua forte tempra ha dovuto cedere, cosa che nella vita, non aveva mai fatto. Come tutti coloro che vivono nella legalità, lui addirittura rappresentandola non solo formalmente, immersi nella vita della Città e lavorando sempre pro bono pacis, ha sopportato ogni forma di angheria civica, ma mai, dico mai, ha abbassato il suo livello di forza della ragione e della Legge. Ne è uscito sempre vincitore. Ha perso solo, gioco forza, l’ultima gara.

Conobbi Peppino ai tempi del mio coinvolgimento nella Viola Basket, da Lui stesso chiamato. Aveva una tale carica di entusiasmo per diffondere, attraverso lo sport ed il ricordo di suo fratello, l’amore per la Città, che contagiava chiunque lo incontrasse. Ho trascorso con lui ore e ore, nel salotto di casa. Il suo dire affascinava a tal punto da non farmi rendere conto del tempo che passava. La sua coerenza e l’applicazione delle regole della vita all’agire quotidiano, era talmente coinvolgente da farti rimanere senza parole. Una distanza abissale tra quello che vedo oggi e quello di cui lui era portatore: la totale sovrapposizione tra il Giudice e l’Uomo giusto!
Le lezioni di vita che ne ho tratto, condite dall’unum sentire nel campo della cultura musicale, restano indelebili. Come quella, in un contesto valutativo sui problemi della città, in cui affermò – traendolo da un suo scritto – che uno dei guai del nostro vivere cittadino scaturisce da quella “invidia dell’intelligenza” che regna sovrana e che non ha antidoti né medicamenti di sorta. Alla Città, al mondo dei giovani, alla Giustizia con la G maiuscola, agli amici, ma soprattutto alla famiglia, Peppino ha dato tutto sè stesso. Con dignità ha sopportato i problemi di salute e con modi aristocratici ne ha fatto argomento di confronto anche con la classe medica. Da par suo.
Ora non c’è più. Addolorato lo piango assieme a tutta la Città che lo ha esaltato, amato e compreso anche nei momenti più critici. Mancherà a tutti.

Resta ciò che ha costruito, dando ai giovani una opportunità sportiva senza pari ed agli adulti reggini un motivo in più per essere orgogliosi. Le gesta della Viola Basket , nel passato vieppiù, ma ancora ora, sono talmente sotto gli occhi di tutti da non dover aggiungere altro.
Alla moglie Elisa Cordopatri, che lo ha accompagnato con discrezione e fermezza, al tempo stesso, per gran parte della vita, ai figli Andrea, Piero e Michele, che ne onorano col loro lavoro la memoria e gli insegnamenti, giunga un abbraccio fraterno da parte mia personale, grato come sono di ciò che non mi ha mai lesinato, e di tutti coloro i quali, in un modo o nell’altro amano a dismisura questa nostra Terra, oggi privata di un grande Cittadino esemplare davvero.
Eduardo Lamberti-Castronuovo

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