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San Giovanni in Fiore, Madeo: "La Regione chiarisca il futuro dello Spoke"

Autore Redazione Web | gio, 03 set 2026 21:02 | Ospedale-Di-San-Giovanni-In-Fiore Rosellina-Madeo

Interrogazione sul futuro della struttura: riflettori puntati su posti letto, personale, strumentazione e organizzazione dei servizi

"La Regione chiarisca subito le intenzioni sullo Spoke di San Giovanni in Fiore e sul nascituro ospedale di comunità. Come questa Maggioranza ci ha ormai abituati, i verbi restano declinati al futuro mentre al presente restano i soli dieci posti nel reparto di Medicina, quando avrebbero dovuto essere 20, e la scelta del tutto discutibile di collocare la sezione di fisioterapia a ridosso del reparto di Oncologia, contravvenendo ad ogni principio di profilassi verso i pazienti più fragili e alla tutela della privacy. A seguito dell’incontro di ieri con la cittadinanza, ho depositato un’interrogazione per sapere, senza mezze misure e giri di parole, quale futuro Asp e Regione intendano dare all’assistenza sanitaria della città e di tutto il comprensorio circostante"; così in una nota Rosellina Madeo.

"Quello di San Giovanni in Fiore è un ospedale di area disagiata che deve fronteggiare le esigenze di una grande fetta di aree interne i cui collegamenti non consentono spostamenti rapidi con i centri di Cosenza e Crotone. Pertanto, nella convinzione che la soluzione migliore sia mantenere lo Spoke e il futuro ospedale di comunità in due luoghi distinti e separati e ognuno con il proprio personale, a fronte oltretutto di un impegno economico di oltre un milione e seicento mila euro, chiediamo con chiarezza come vogliano far convivere, nello stesso stabile, Spoke e ospedale di comunità senza causare disagi logistici e problemi di personale", prosegue la nota.

"Lo Spoke inoltre presenta criticità sul piano della strumentazione, nella fattispecie è necessario sostituire quanto prima una Tac ormai troppo vetusta e la necessità di istituire uno sportello CUP all’interno della struttura stessa. I cittadini delle aree interne hanno il pieno diritto alla salute e la Regione Calabria ha il dovere primario di assicurarne la garanzia senza ricorrere a tagli mascherati o a ridimensionamenti dell’ospedale per acuti", conclude Madeo.

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