Brutto: "Anziani e non autosufficienza, una nuova stagione della sanità territoriale"

Autore Redazione Web | sab, 03 ott 2026 08:12 | Brutto Fragilità Piano Governo-Meloni

Il presidente della Terza Commissione Sanità del Consiglio regionale guarda alla riforma del governo Meloni come a un cambio di passo nell’assistenza 


«Il Governo Meloni compie una scelta importante per milioni di anziani e per le loro famiglie. Il nuovo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza, con oltre un miliardo e mezzo di euro di risorse, segna un cambio di passo nel modo di affrontare l'invecchiamento della popolazione».

È quanto afferma Angelo Brutto, presidente della Terza Commissione Sanità del Consiglio regionale della Calabria, commentando l'approvazione del Piano da parte del Governo.

«Per troppo tempo una persona anziana, soprattutto quando diventa fragile e non autosufficiente, è stata costretta a muoversi tra uffici, documenti e servizi diversi per ottenere l'assistenza di cui aveva bisogno. L'obiettivo del nuovo modello è cambiare questa logica: mettere la persona al centro e costruire intorno a lei un percorso di cura personalizzato».

Un ruolo centrale sarà svolto dai Punti Unici di Accesso, collegati alle Case della Comunità e alla nuova organizzazione della sanità territoriale.

«Il PUA può rappresentare una vera porta di ingresso ai servizi. L'anziano e la sua famiglia devono poter trovare un interlocutore capace di orientarli, valutare i bisogni e costruire un progetto assistenziale individualizzato, con particolare attenzione all'assistenza domiciliare. È una semplificazione concreta che può cambiare la vita quotidiana di tante famiglie».

Per Brutto, la sfida riguarda direttamente anche la Calabria.

«La nostra regione deve essere protagonista di questa trasformazione. Il PNRR e la nuova organizzazione delle Case della Comunità ci offrono l'opportunità di rafforzare la sanità di prossimità e portare i servizi più vicino ai cittadini, soprattutto agli anziani e alle persone fragili. Non parliamo soltanto di una riforma sanitaria – conclude Brutto – ma di una scelta politica e sociale che riguarda la dignità delle persone. Una sanità moderna deve essere capace non solo di curare, ma di accompagnare. Meno burocrazia, più assistenza domiciliare, più integrazione tra servizi sanitari e sociali: è questa la direzione nella quale dobbiamo andare per costruire un sistema più vicino alle persone e più adeguato all'Italia che cambia».


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