Dopo 19 anni di promesse, il nuovo ospedale apre i primi ambulatori
"Ci sono stati otto incendi". È da questo dato che Roberto Occhiuto sceglie di partire per raccontare, in un video pubblicato sui suoi canali social, il giorno dell'apertura del nuovo Ospedale della Sibaritide. Un passaggio che il presidente della Regione Calabria inserisce dentro una storia lunga quasi vent'anni, fatta – nelle sue parole – di promesse, annunci e di un'opera rimasta per troppo tempo soltanto sulla carta.
Oggi, invece, qualcosa è cambiato. Il nuovo presidio di contrada Insiti ha iniziato ad accogliere le prime attività sanitarie con l'apertura dei primi 22 ambulatori. Il trasferimento dagli ospedali di Corigliano e Rossano procederà gradualmente nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
Nel video Occhiuto insiste proprio sulla distanza tra ciò che l'ospedale è stato per anni e ciò che è diventato adesso.
"Era un ospedale sulla carta, solo annunciato, promesso", è il senso del racconto del presidente, che ricorda come il progetto fosse stato annunciato circa diciannove anni fa. Una lunga attesa durante la quale, secondo Occhiuto, si era creato quello che lui definisce il “cucuzzolo degli annunci”: il simbolo di un'opera continuamente promessa ma mai realmente consegnata ai cittadini.
Adesso, invece, il presidente parla dall'interno della struttura e sottolinea il cambio di prospettiva: "Abbiamo appena abbattuto il cucuzzolo degli annunci".
Non significa, però, che l'intero ospedale sia già pienamente operativo. L'apertura è stata organizzata per fasi.
"Abbiamo aperto gli ambulatori gradualmente" - spiega Occhiuto, indicando nelle prossime settimane il periodo nel quale proseguirà il trasferimento delle altre attività. Il cronoprogramma illustrato dal presidente prevede il progressivo spostamento dei reparti fino al completamento del trasferimento, con l'obiettivo indicato per la primavera del 2027.
Ma nel racconto affidato al video c'è anche il capitolo più delicato: quello degli incendi che hanno interessato il cantiere.
Occhiuto parla di otto incendi dolosi e si interroga sul perché di una sequenza di episodi che, secondo quanto riferito dallo stesso presidente, avrebbe accompagnato la realizzazione dell'opera.
"Sembrava impossibile - è il concetto al centro del suo intervento: impossibile portare a termine un'opera pubblica attesa da così tanto tempo e sulla quale si erano accumulati anni di annunci -. Forse c'era qualcuno che aveva interesse a dimostrare che le opere pubbliche non si possono concludere in Calabria".
Si tratta di una valutazione espressa da Occhiuto, senza indicare nel suo intervento persone specifiche come responsabili degli incendi. Gli episodi sono stati oggetto dell'attenzione delle forze dell'ordine. Ed è proprio qui che arriva la frase con cui Occhiuto chiude il ragionamento: "Hanno perso e ha vinto lo Stato".
Occhiuto definisce l'ospedale "bellissimo", sottolineandone la modernità e presentandolo come un'opera finalmente concreta. Gli ambulatori rappresentano soltanto il primo passo: le altre attività saranno trasferite progressivamente, fino ad arrivare alla piena operatività della struttura.
Diciannove anni dopo le prime promesse, la Sibaritide ha dunque il suo nuovo presidio che muove i primi passi operativi. Il percorso non è ancora concluso, ma la struttura ha iniziato ad aprire le proprie porte. E Occhiuto affida proprio a questa immagine la conclusione del suo messaggio: dopo gli annunci, i ritardi e gli incendi, "ha vinto lo Stato".