"Il coraggio di governare" è il titolo dell'opera scritta dal Presidente della Giunta regionale: un vero e proprio manifesto politico
Il Teatro Alfonso Rendano di Cosenza ha fatto da cornice alla presentazione de "Il coraggio di governare", la nuova opera del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, pensata come un vero e proprio manifesto politico per sollecitare un'azione di governo fondata su idee liberali. Nel corso della serata, il governatore ha evidenziato come le riforme e le decisioni complesse intraprese in un territorio difficile come la Calabria possano diventare un punto di riferimento e un modello di gestione per l'intero Paese.
Nel ripercorrere alcune delle scelte più discusse della sua esperienza amministrativa, Occhiuto ha rivendicato con fermezza la bontà delle iniziative intraprese. "Nel mio libro ricordo per esempio le polemiche quando ho preso i medici cubani: è stato un atto di coraggio che poi però ha dato ragione a quei pochissimi che in quel tempo ci credevano insieme a me", ha dichiarato il presidente. Riferendosi poi alle sfide sulla mobilità, ha aggiunto: "Ricordo quando ho sollevato il conflitto di attribuzione contro il Governo per il trasporto a domanda, e ora in Calabria stiamo creando le condizioni perché ci sia Uber mentre non c'è nelle altre città italiane".
Il dibattito si è poi allargato all'evoluzione della politica nazionale e della coalizione di governo. Occhiuto ha invitato a parlare ai giovani senza imbarazzi e con un linguaggio aggiornato, affrontando direttamente temi chiave come i diritti civili e le libertà personali. "Il centrodestra italiano ormai parla liberamente di questioni che riguardano i diritti civili, non penso che ci sia una parte reazionaria o conservatrice", ha affermato, sollecitando la propria parte politica a ritrovare lo slancio innovatore delle origini berlusconiane aprendosi al mondo produttivo e intellettuale piuttosto che fermarsi a un ricordo nostalgico.
Infine, la riflessione si è concentrata sulle politiche giovanili, verso cui le istituzioni dovrebbero adottare la medesima visione prospettica tipica del settore privato. "Ai giovani calabresi, più che dire le cose, dovremmo tentare di fare insieme delle cose per loro. Credo che, per esempio, il reddito di merito vada in questa direzione, una attività che concretamente dimostra che c'è un settore pubblico che guarda ai giovani come ad un investimento, un poco come fanno le grandi imprese", ha concluso Occhiuto.