Il sindaco ed europarlamentare ha convocato una conferenza stampa e assemblea pubblica intitolata "Dall'accoglienza alla persecuzione"
La Mediateca Comunale di Riace Superiore ha ospitato la conferenza stampa e assemblea pubblica intitolata "Dall'accoglienza alla persecuzione", promossa dal sindaco ed europarlamentare Mimmo Lucano. L'iniziativa è nata per fare chiarezza a seguito delle recenti notizie relative a un'esposizione debitoria di circa 4,84 milioni di euro a carico dell'ente, tra debiti fuori bilancio e contenziosi, con gli uffici comunali che avrebbero segnalato l'impossibilità di certificare la tenuta finanziaria per il 2026. Di fronte a questo scenario, Lucano ha voluto respingere pubblicamente quella che giudica una "sistematica distorsione mediatica e istituzionale" del proprio operato amministrativo.
Nel corso del suo intervento, l'amministratore ha spiegato come la vicenda gli faccia rivivere «quel senso di una persecuzione», denunciando le difficoltà incontrate nel percorso per l'approvazione del riequilibrio di bilancio, bloccato dalla mancata surroga di una consigliera dimissionaria necessaria a ripristinare il plenum del Consiglio Comunale. Lucano ha stigmatizzato il rimpallo burocratico tra enti, sottolineando che «ci è stato negato un diritto sacrosanto: la Regione mi rimandava alla Prefettura e la Prefettura alla Regione, finché è stato nominato un commissario ad acta non per la surroga, ma per il riequilibrio». L'atto finale con cui è stata sancita l'assenza delle condizioni per il riequilibrio finanziario rappresenta, secondo il sindaco, «il frutto di una macchinazione».
A supporto della linea difensiva di Lucano è intervenuto anche l'ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, che ha criticato la gestione burocratica della crisi istituzionale. Oliverio ha parlato apertamente di «una omissione da parte degli organi dello Stato, delle istituzioni», ricordando come l'articolo 136 del Testo unico degli enti locali imponga l'intervento degli organi superiori per procedere alla surroga e consentire la regolare operatività dell'assemblea cittadina, ribadendo con forza che «bisognava e bisogna ancora agire così».