POLITICA

Ci sarebbe stato il momentaneo dietrofront sulla sfiducia all'assessore: non tutta la maggioranza sarebbe d'accordo

"Caso" Marcianò. Palazzo San Giorgio smentisce l'oggetto dei colloqui, ma a giornata politica già ormai definita

Reggio Calabria. "Si smentisce il contenuto riportato da alcune testate on line, circa la natura e l’oggetto dei colloqui avvenuti nel corso della giornata odierna a Palazzo San Giorgio tra il Sindaco Giuseppe Falcomatà e i consiglieri comunali appartenenti ai gruppi rappresentati in consiglio comunale. Confronto da dover correttamente ricondurre e annoverare all’interno del consueto rapporto dialettico proprio degli esponenti politici dell’Ente". Una nota che può voler dire tutto e niente quella giunta nella tarda serata proprio da Palazzo San Giorgio e al termine di una, in effetti, lunga giornata, caratterizzata da diversi incontri, come ci confermano autorevoli esponenti politici appartenenti alla maggioranza che sostiene l'attuale amministrazione comunale.
Il Sindaco - come già da noi anticipato - ha incontrato in mattinata i capigruppo. Fatta salva la parentesi della riunione di Giunta in tarda mattinata, in cui si è preso atto dell'assenza dell'Assessore ai Lavori pubblici e del dirigente di settore, al momento della discussione sulla delibera relativa alla palestra di Ravagnese, gli incontri con la maggioranza sarebbero proseguiti per concludersi solo in tarda serata.
Il primo confronto è stato con il PD, a cui hanno fatto seguito successive riunioni con i restanti gruppi. Il confronto si sarebbe incentrato sulla necessità di rafforzare l'azione amministrativa, anche analizzando l'operato di alcuni settori vitali dell'ente, quale lo è ad esempio proprio quello ai lavori pubblici, guidato dalla Marcianò.
Il Sindaco avrebbe chiesto anche un parere agli esponenti della sua maggioranza circa la decisione da assumere in merito all'eventuale ritiro delle deleghe alla stessa Marcianò. Resta tuttavia il mistero del documento di "sfiducia" all'assessore ai lavori pubblici, con deleghe anche ad altri importanti ambiti (come le politiche della casa e la legalità), che molti dei 24 consiglieri di centrosinistra si sarebbero rifiutati di sottoscrivere non appena diffusasi la notizia dell'eventuale "cacciata" dalla Giunta della componente del Direttivo Nazionale del PD.
Pur avendo il "caso" Marcianò, assorbito in pratica l'intera discussione, qualcuno avrebbe suggerito al Sindaco di non farla così sfacciata, facendo passare la cosa sul piano più squisitamente personale, estendendo la verifica al lavoro svolto anche dagli altri assessorati. Fino alla nota di smentita, ma quando ormai la giornata politica era in pratica già bella e definita. In attesa di un eventuale colpo di teatro che potrebbe giungere anche a breve.Intanto non si può che prendere solo atto di quando diramato da Palazzo di Città, dove ufficialmente ci sarebbe stato un "confronto da dover ricondurre e annoverare all’interno del consueto rapporto dialettico proprio degli esponenti politici dell’Ente". Affermazione, come detto, che può voler dire tutto e niente...sicuramente non a smentire il fatto che a predominare nella discussione sia stato proprio il "caso" Marcianò, se di caso vogliamo parlare.
Francesco Chindemi
18-07-2017 00:22

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