Sanità. Budget ai privati: nessun taglio per il Governo che riporta però dati non reali
POLITICA

Ancora da definire quelli per il 2019 il limiti di budget rimangono

Sanità. Budget ai privati: nessun taglio per il Governo che riporta però dati non reali

Roma. "Il commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro della regione Calabria, relativamente all'anno 2019, non ha proceduto a una riduzione della spesa complessiva per l'acquisto di prestazioni sanitarie da privato, né, tanto meno, nella misura del 50 per cento. Lo stesso commissario ad acta ha specificato, infatti, che la spesa complessiva per l'acquisto di prestazioni sanitarie per l'assistenza ospedaliera per acuti e post acuti e per la specialistica ambulatoriale da privato, che ammontava ad euro 258.117.320, per l'anno 2018, permane invariata per l'anno 2019". Così il sottosegretario all'Interno, Stefano Candiani, ha risposto in Aula alla Camera all'interrogazione a presentare la quale, come primo firmatario, è stato il deputato reggino di Forza Italia Francesco Cannizzaro. Al centro dell’interrogazione, c’era l'acquisto di prestazioni da soggetti privati accreditati, anche alla luce delle misure adottate nell'ambito del piano di rientro dai disavanzi sanitari della regione Calabria.
“Più in particolare, riguardo all'acquisto da privato di prestazioni di assistenza ospedaliera (per acuti e post acuti) – ancora nella risposta del Governo, affidata al sottosegretario Candiani – per l'anno 2019 il finanziamento ammonta ad euro 188.398.618,33, a fronte degli euro 189.168.595,83 del 2018 precedente, con un decremento netto di 769.977 euro, pari a meno dello 0,4 per cento. Va detto, però, che al citato ammontare andranno aggiunti 2 milioni e 300 mila euro accantonati per funzioni non tariffabili, da ripartire a consuntivo; il che porterà, dunque, a un aumento e non a un decremento delle somme disponibili a tal fine”.
Quanto all'acquisto da privato di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, comprensive delle prestazioni APA-PAC, il finanziamento per l'anno 2019 è stato incrementato fino ad euro 67.418.681,68, a fronte degli euro 60.918.681,68 del 2018, con un incremento quindi netto pari ad euro 6 milioni e mezzo, ovvero una percentuale di più del 10,7 per cento”.
"I DATI SUI BUDGET RIPORTATI DAL GOVERNO NON SONO REALI E SUFFICIENTI". Questa la risposta del deputato azzurro Felice Maurizio D'Ettore a cui era stato affidato il compito di illustrarre l'interrogazione: "Presidente, ringrazio il sottosegretario e mi dichiarerei parzialmente soddisfatto per la conclusione del sottosegretario, ma, in realtà, non tutti i dati riportati sono reali, perché ancora, poi, bisogna definire quelli per il 2019 e, quindi, bisogna capire cosa avviene, ma non solo; mi limito solo a ricordare che la sollecitazione per l'atto regionale sulle liste d'attesa e sulle priorità assistenziali è fondamentale, altrimenti tutto rimane lettera morta e non si riesce a capire quale sia il comportamento esatto da adottare da parte delle strutture private. Quindi, i limiti di budget rimangono e sono comunque insufficienti.
Prendo atto che il sottosegretario nella sua risposta finale, che è più politica e meno burocratica rispetto alla redazione della risposta ministeriale, tiene presente che esiste il problema e che bisogna farvi fronte in tempi rapidi. Anche da questo punto di vista, il gruppo di Forza Italia, come sempre, in particolare a nome dell'onorevole Cannizzaro, è più che disponibile a dare il proprio contributo per trovare le soluzioni migliori.
10-05-2019 22:57

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Locri. Operazione Riscatto: misure cautelari nei confronti di 15 affiliati alla cosca di 'ndrangheta Cordì NOMI/VIDEO

Nella notte i militari dei Comandi Provinciali Carabinieri e Guardia di Finanza, con il supporto in fase esecutiva dei Carabinieri dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria”, hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’ufficio G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria a seguito di richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal dott. Giovanni BOMBARDIERI, nei confronti di 15 persone. L’esecuzione dell’odierna misura costituisce il seguito delle operazioni “Riscatto” dei Carabinieri e “Mille e una notte” della Guardia di Finanza, eseguite il 2 agosto u.s. a conclusione delle indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Giuseppe LOMBARDO e dai Sostituti Procuratori Giovanni CALAMITA e Diego CAPECE MINUTOLO, che avevano permesso di ricostruire l’attuale operatività di gruppi criminali facenti capo alla storica cosca locrese dei “CORDÌ”, ai cui partecipi vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, illecita concorrenza con minaccia o violenza, trasferimento fraudolento di valori, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, con l’aggravante di aver agito per favorire gli interessi della ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale nota come cosca “CORDÌ”. In particolare, nell’ambito dell’attività “Riscatto” condotta dai Carabinieri, oltre alle persone destinatarie[1] del provvedimento di fermo eseguito il 2 agosto – tutti raggiunti anche dall’odierna misura cautelare – sono stati arrestati: RIPEPI Giuseppe, nato a Locri il 24.12.1976, residente a Locri; ZUCCO Bruno, nato a Portigliola il 08.07.1968, detenuto,mentre un terzo uomo colpito dalla misura è ancora attivamente ricercato per trasferimento fraudolento di valori. In particolare: RIPEPI Giuseppe è gravemente indiziato quale partecipe dell’associazione, incaricato di prestare ausilio continuativo alle famiglie degli associati, di svolgere il compito di autista a favore di CORDÌ Domenico, cl. 79, di mantenere il costante raccordo informativo con gli altri affiliati anche e soprattutto al fine di eludere o impedire le investigazioni finalizzate a ricostruire le attività delittuose poste in essere dagli appartenenti alla cosca CORDÌ; ZUCCO Bruno dovrà invece rispondere del reato di associazione finalizzata al compimento di estorsioni e tentata estorsione ai danni di imprenditore locale. I Carabinieri hanno inoltre proceduto al sequestro preventivo dell’attività commerciale denominata “ONORANZE FUNEBRI E ADDOBBI FLOREALI F.LLI ALÌ DI GIANFRANCO ALÌ” di Locri, comprensivo dell’intero compendio aziendale. Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di accertare come ALÌ Gianfranco e ALBATOAEI Vasile Iulian (entrambi raggiunti dal fermo del 2 agosto e dalla misura odierna), ciascuno nelle rispettive funzioni, abbiano acquisito, nel corso di numerosi anni, una posizione dominante nell’ambito del settore di servizi funebri ed attività commerciali connesse all’area cimiteriale di Locri, soprattutto grazie al prezioso supporto offerto dai familiari ALÌ Giorgio e ALÌ Cosimo, quest’ultimo intraneo alla cosca CORDÌ. I militari della Guardia di Finanza, oltre ai soggetti destinatari[2] del provvedimento di fermo eseguito il 2 agosto nell’ambito dell’operazione “Mille e una Notte”, hanno arrestato: CORDÌ Vincenzo, nato a Locri il 18.10.1957 ed ivi residente in contrada Calvi nr. 1 (ordinanza di custodia cautelare in carcere); MODAFFERI Fabio, nato a Melito di Porto Salvo il 04.01.1978 e residente a Locri (ordinanza custodia cautelare agli arresti domiciliari). Le indagini, anche di natura tecnica, avviate dalla Guardia di Finanza, hanno permesso di ricostruire la struttura della locale della ‘ndrangheta di Locri, riconducibile alla famiglia CORDI’ e di svelare un consistente controllo criminale del territorio esercitato mediante la propria forza intimidatrice da una fitta rete di associati ed affiliati. Come emerso dall’attività tecnica di intercettazione, il CORDÌ Vincenzo rappresenta una figura carismatica in ambito locale; egli esercita il proprio potere mafioso seguendo i dettami della vecchia generazione dei boss calabresi e, attraverso il cd. controllo del territorio, garantisce ogni forma di protezione e viene spesso chiamato in causa per la “risoluzione di controversie” sia di natura personale, sia in ordine a ogni tipo di interesse di natura economica. La disponibilità di armi in capo alla cosca, peraltro, è stata delineato dall’attività investigativa: il 31 dicembre 2016 sono stati avvistati Vincenzo CORDÌ ed i suoi figli Domenico (cl.1991) ed Antonio (cl. 1997) i quali, in occasione dei festeggiamenti per l’inizio del nuovo anno, erano intenti a maneggiare armi da fuoco ed esplodere colpi all’indirizzo dei cassonetti dei rifiuti urbani e dei pali della pubblica illuminazione posizionati nei pressi della loro abitazione. Altro filone rilevante è quello che ha condotto all’arresto di Fabio MODAFFERI. Quest’ultimo, sfruttando la vicinanza alla locale criminalità organizzata e l’assoggettamento psicologico che essa genera, il tutto condensato da gravi minacce, prestava importanti cifre in denaro contante a soggetti versanti in condizioni di difficoltà economica, pretendendo da questi rate mensili di restituzione del premio capitale, gravate da interessi fissati nel tasso del 30% mensili. [1] ALÌ Gianfranco, nato a Locri il 01.08.1982, ivi residente, ALBATOAEI Vasile Iulian (alias “Giuliano”), nato in Romania il 18.07.1986, residente a Locri, BRUSAFERRI Guido, nato a Lodi (MI) il 18.3.1965, residente a Locri, CORDÌ Domenico, nato a Locri il 7.2.1979, ivi residente, DIENI Salvatore, nato a Locri l’8.8.1971, ivi residente, MICALE Emmanuel, nato a Locri il 3.7.1985, ivi residente, e ZUCCO Gerardo, a Locri il 15.11.1970, ivi residente. [2] ALÌ Cosimo, nato a Locri il 29.3.1957, ivi residente, CORDÌ Domenico, nato a Locri il 6.5.1991, ivi residente, e CORDÌ Antonio, nato a Locri il ...
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