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Melito di Porto Salvo, dialisi a rilento per la carenza di OSS: l’odissea dei pazienti tra attese estenuanti e turni slittati

Autore Redazione Web | gio, 22 ott 2026 17:24 | Ospedale Dialisi Melito-Di-Porto-Salvo Oss Pazienti Proteste

Di fronte a questo scenario è partita una mobilitazione per chiedere, con una raccolta firme, l'intervento urgente dei vertici sanitari

Al presidio ospedaliero di Melito di Porto Salvo la terapia salvavita per i pazienti nefropatici si trasforma quotidianamente in una logorante prova di resistenza. Chi si reca nella struttura per sottoporsi alla dialisi si ritrova a fare i conti con ritardi cronici causati dalla grave carenza di Operatori Socio-Sanitari (OSS). La presenza di una sola unità in servizio rende impossibile gestire tempestivamente la preparazione del reparto e la sanificazione dei macchinari tra un ciclo e l'altro, facendo slittare l'intera programmazione giornaliera.

I disagi più pesanti ricadono sui pazienti del turno pomeridiano, costretti a lunghe soste nelle sale d'attesa prima di poter accedere ai trattamenti. «Dovrebbero attaccarci alle tredici e invece a volte iniziamo alle quattordici e trenta o alle quindici. Aspettiamo ore e finiamo per rientrare a casa alle otto o alle nove di sera, dovendo poi prendere il treno per Reggio Calabria», racconta uno dei pazienti ai microfoni di Graziano Tomarchio. L'assenza di organico ausiliario costringe il personale sanitario a compiti extra: «Gli infermieri sono l’anima di questo ospedale e fanno l'impossibile, ma al momento c’è una sola OSS che deve fare tutto. Prima erano gli stessi infermieri a rifare i letti e preparare il materiale per venirci incontro, ma il sovraccarico di lavoro è diventato insostenibile».

Le lunghe ore trascorse nell'incertezza incidono pesantemente anche sul quadro clinico ed emotivo degli utenti, già provati dalla pesantezza della terapia. Al termine del trattamento sono frequenti cali di pressione, vertigini e malori, amplificati dallo stress dell'attesa. Di fronte a questo scenario, tra le corsie è partita una mobilitazione per chiedere l'intervento urgente dei vertici sanitari: «Sto raccogliendo le firme di tutti i dializzati del reparto per far sbloccare la situazione. Ricevere cure adeguate nei tempi previsti è un nostro diritto fondamentale, così come è necessario tutelare gli infermieri da un carico di lavoro che non spetta a loro».

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