Prestazione opaca degli amaranto che la spuntano solo nel secondo tempo dopo l'ingresso di Barillà
Al temine di un inguardabile primo tempo e di una prestazione complessivamente deludente, la Reggina batte 2-0 il Paternò ma il sapore, come era prevedibile, continua ad essere decisamente amaro. Un risultato che tiene ancora in vita gli amaranto, ma le speranze di abbandonare l'inferno della Serie D sono ormai quasi nulle.
Pronti, via e dopo un primo tentativo di incursione da parte degli amaranto, al 12' il Paternò sfiora il colpaccio: Lucca prova dalla distanza e il pallone, dopo una deviazione di Lagonigro, sbatte sulla traversa e finisce in angolo. Al 20' gli uomini di mister Torrisi ci provano tre volte in pochi minuti con Salandria, Palumbo e Ragusa, ma i tentativi non sortiscono l'effetto sperato. Poco dopo ne approfitta in contropiede il Paternò che costringe Lagonigro agli straordinari. Il pubblico del Granillo non gradisce la prestazione degli amaranto nel primo tempo, soprattutto quando Ragusa non concretizza, poco prima della fine della frazione, una buona opportunità. Si conclude così un primo tempo da dimenticare per la Reggina.
Nella seconda parte dell'incontro, mister Torrisi prova a correre ai ripari: fuori Edera per Di Grazia. Ma la sostituzione non sortisce nell'immediato l'effetto sperato. Anzi, si porta avanti il Paternò che, ancora una volta con Lucca, sfiora il vantaggio. Passano quattro minuti e la Reggina trova la rete, ma è solo un'illusione: il direttore di gara spegne l'esultanza di Ferraro per fuorigioco. Il match si incattivisce anche per le evidenti difficoltà degli amaranto e così iniziano a fiondare le ammonizioni ad entrambe le squadre. Al 61' mister Torrisi gioca la carta Barillà. Proprio il calciatore amaranto sfiora la porta di testa al 70'. È il preludio al gol che arriva un minuto dopo con Di Grazia, abile a respingere in rete un tiro di Ragusa. Il vantaggio galvanizza la Reggina che otto minuti più tardi trova il raddoppio su calcio di rigore di Ragusa.
Non c'è più tempo per il match. Resta solo il tempo di rimpiangere tutte le occasioni sprecate nel corso del campionato.