Tra emozione e orgoglio, il mister celebra il riconoscimento del Comune di Reggio Calabria
Un riconoscimento che non è solo un premio, ma un
abbraccio collettivo. Una carezza che diventa responsabilità. E un sogno
d’infanzia che, finalmente, tocca il cielo con un dito.
È con il cuore in tumulto, tra lacrime trattenute e sorrisi liberatori, che il
mister e founder della Domotek Volley, già campione di Coppa Italia e
Supercoppa, ha ricevuto il San Giorgio d’Oro, la più alta onorificenza
conferita dal Comune di Reggio Calabria. Un momento che resterà scolpito nella
memoria di chi, da piccolo, correva per le strade della città sognando un
giorno di diventare “un simbolo, un’identità reggina”.
“Sicuramente è un onore importante – ha confessato a caldo, con la voce ancora
vibrante – e per me, che vivo la regginità dalla mattina alla sera, c’è
un’emozione fortissima. Io vivo nel gestire le emozioni negative e positive, e
oggi è stata dura. Ma la mia felicità è veramente oltremodo esagerata”. Parole
che sanno di verità autentica, lontane dai cliché. Perché chi costruisce ogni
giorno, in palestra e fuori, sa che i traguardi si sudano, si sognano e
talvolta si soffrono.
Il neo-insignito non nasconde l’animo del bambino di ieri, che non ha mai
smesso di guardare l’orizzonte con occhi pieni di speranza. “Io sognavo
veramente da piccolino di poter essere elogiato a tal punto da dover diventare
un’identità regina, un simbolo di Reggio. Questo oltremodo mi responsabilizza
per cercare di fare meglio e di più. È chiaro: sono salito attualmente sul gradino
più alto dei miei sogni”. Un gradino che, però, nella logica dello sport e
della vita, non è un punto d’arrivo, ma un trampolino.
Con la saggezza di chi conosce il campo e le sue leggi, il fondatore e capo
allenatore della Domotek ha subito trasformato l’orgoglio in impegno futuro:
“Come succede nella pallavolo, adesso mi tocca ritornare giù, ritornare dietro.
Perché nella pallavolo si fa la rincorsa per cercare di saltare di più e
meglio. È quello che la città merita: tempo, pazienza, costanza. Reggio merita
soddisfazioni costanti nel tempo e sempre maggiori”. E proprio parlando del
futuro, il pensiero corre a un’arena che aspetta solo di esplodere di passione.
Il Palacalafiore è il cuore pulsante del progetto. E il sogno, ormai diventato
missione, è chiaro: “Penso che il tuo nuovo sogno sarà quello di riempire tutti
i seggiolini del PalaCalafiore per il prossimo impegno? È una promessa che ho
fatto a me stesso, alla mia famiglia, a mio figlio, alla società quando siamo
nati. E soprattutto a una persona come Pasquale Vazzana e mi dispiace che lui
non possa essere qua a gioire con noi. Portare Reggio Calabria dove non è mai
stata”. Parole che sanno di riscatto collettivo, di rivalsa gentile ma tenace.
Il messaggio si fa carico di una consapevolezza amara ma vera: “Servirà tempo,
servirà pazienza. Le strade che portano al successo non hanno scorciatoie. Noi
ne abbiamo già fatte fin troppe, e lavoreremo duramente per portare Reggio
Calabria dove merita”. E poi il ringraziamento, intimo e corale insieme: “La
mia famiglia la ringrazio in primis, perché mi ha dato l’opportunità di
crescere nelle strade di Reggio Calabria, che conosco tutte sin da piccolo.
Sono passati tanti anni, ma i miei sogni sono sempre gli stessi.
Ringrazio il sindaco facente funzione Mimmo Battaglia, l’amministrazione
comunale per intero, e non per ultima la dirigenza, lo staff, i giocatori. In
tre anni hanno bruciato ogni tappa per portare me su questo palco e Reggio
Calabria ai vertici nazionali”.
L’occasione è anche per lanciare un appello accorato in vista del rush finale
di stagione: “C’è ancora la possibilità di un salto di categoria. Mi spiace il
termine, ma c’è una battaglia da fare, una guerra su due fronti: quella sabato
in casa loro in Piemonte a Valenza e quella qui in casa nostra. Abbiamo bisogno
del nostro settimo uomo in campo: il pubblico di Reggio Calabria”. Il messaggio
conclusivo è una vera e propria dichiarazione d’amore sportiva: “Le vittorie,
le coppe si vincono durante la settimana in ogni singolo allenamento.”.
Il San Giorgio d’Oro è stato conferito al fondatore e Coach della Domotek
Volley “attraverso il suo lavoro nella Reggina, restituendo dignità e orgoglio
al territorio e rafforzando il legame tra squadra e comunità”. Un
riconoscimento che, a sentire le sue parole, è solo l’inizio. Perché Reggio, si
sa, quando crede in qualcosa, può davvero volare alto. E stavolta, il volo è
appena decollato.