ADMO Pro Pellaro, profilo basso e grandi ambizioni: così rinasce il calcio a sud di Reggio

Autore Giorgia Rieto | gio, 27 ago 2026 17:18 | Admo-Pro-Pellaro Reggio-Calabria Eccellenza

Un progetto che ha scelto, almeno per il momento, di lasciare parlare soprattutto il campo

È nata in punta di piedi, senza proclami e senza la necessità di alzare la voce. Ma, giorno dopo giorno, l’ADMO Pro Pellaro 1919 sta iniziando a raccontare qualcosa di più di una semplice nuova esperienza calcistica. È il progetto nato dalla fusione con il Bocale ADMO, una realtà chiamata a rappresentare nel campionato di Eccellenza calabrese, la massima categoria regionale, un territorio che comprende Pellaro, Bocale e un’area più ampia del versante sud di Reggio Calabria.

Un progetto che ha scelto, almeno per il momento, di lasciare parlare soprattutto il campo. E proprio dal campo stanno arrivando i primi segnali di una società che sembra avere le idee piuttosto chiare: costruire calcio, valorizzare il territorio e creare una realtà capace di restituire entusiasmo a una zona che ha sempre avuto un rapporto particolare con questo sport.

Tra le prime scelte c’è quella di affidare la panchina a Max Ginobili, argentino ormai adottato dalla Calabria. Un allenatore che ha scelto di mettersi in gioco in un progetto ambizioso, portando con sé preparazione, esperienza e soprattutto una caratteristica che sembra rappresentare bene la filosofia della nuova società: l’umiltà. Ginobili vive il calcio con passione, studia, lavora e cerca di trasmettere ai propri giocatori l’idea che ogni risultato debba essere costruito quotidianamente, attraverso il lavoro.

Anche la scelta del ritiro racconta una precisa filosofia societaria. L’ADMO Pro Pellaro ha deciso di restare legata al proprio territorio e di svolgere la preparazione a Cucullaro, nel cuore dell’Aspromonte. Una scelta sportiva, ma anche un modo per valorizzare un patrimonio naturale e turistico che può diventare parte integrante della vita di una società calcistica.

Sul terreno di gioco, intanto, sono arrivati giocatori di spessore. Uno dei nomi più significativi è quello di Francesco Salandria, calciatore che ha conosciuto palcoscenici importanti e che, dopo una carriera ad alti livelli, ha scelto di sposare il progetto senza particolari esitazioni. Insieme a lui, una rosa composta da elementi che hanno maturato esperienze significative, anche oltre i confini italiani, e che possono mettere la propria esperienza al servizio di un gruppo nel quale trovano spazio anche giovani e calciatori desiderosi di affermarsi.

L’obiettivo, però, non sembra essere soltanto quello di costruire una squadra competitiva. L’ADMO Pro Pellaro nasce con l’idea di fare calcio e, contemporaneamente, di far crescere il calcio. Giovani, settore sportivo, formazione e appartenenza al territorio rappresentano alcuni dei punti centrali di un progetto che vuole contribuire a far tornare Reggio Calabria a respirare un’aria calcistica importante.

In attesa di poter disporre di un impianto proprio, con Pellaro e Bocale che rappresentano il naturale punto di riferimento della società, il club ha scelto Ciccarello come centro per la propria attività. Una struttura che la società sostiene economicamente direttamente, investendo risorse proprie per permettere ai propri tesserati di allenarsi su un terreno considerato adeguato e con standard il più possibile vicini a quelli del calcio professionistico.

E proprio l’attenzione ai dettagli sembra essere uno degli aspetti che caratterizzano maggiormente questa nuova esperienza. L’ADMO Pro Pellaro ha scelto una linea professionale non soltanto nelle grandi decisioni, ma anche nelle piccole cose. Lo staff comprende figure che si occupano della preparazione atletica, dell’alimentazione e degli aspetti fisici e psicologici degli atleti. Professionalità reggine come il professor Lofaro ed Errigo, insieme al confermatissimo Cloro, lavorano quotidianamente per mettere i calciatori nelle migliori condizioni possibili.

Una struttura nella quale la presidenza, affidata a Cogliandro e Cuzzola, ha scelto di affidarsi ai professionisti del settore, lasciando loro la responsabilità della gestione delle diverse aree. Anche in questo caso, senza particolari clamori: profilo basso, lavoro quotidiano e la consapevolezza di avere costruito una squadra competitiva e composta da professionisti.

Lo stesso discorso vale per la comunicazione, affidata a Rieto e Geria, professionisti che da diversi anni operano all’interno del mondo del club e che continuano a occuparsi dell’immagine e della comunicazione della società.

Ma una società sportiva, soprattutto quando nasce con un forte legame territoriale, non può limitarsi ai novanta minuti della domenica. L’ADMO Pro Pellaro ha infatti mantenuto una particolare attenzione anche al sociale, attraverso iniziative rivolte ai più giovani e agli adulti. Fondamentale la figura di Pollifroni. In diverse occasioni il club ha scelto di esserci senza necessariamente cercare visibilità, dimostrando come anche una società calcistica possa diventare un punto di riferimento per la propria comunità.

È forse questo il senso più profondo dell’esperienza ADMO Pro Pellaro. Non nasce per dare fastidio a qualcuno, né per alimentare contrapposizioni. Nasce semplicemente per fare calcio. Per riportare entusiasmo, per dare ai ragazzi un luogo nel quale crescere, per valorizzare Pellaro, Bocale e il territorio reggino e per provare a ricostruire quella cultura calcistica che in passato ha rappresentato una parte importante dell’identità della città.

Il campo, naturalmente, sarà il giudice più severo. L’Eccellenza è un campionato difficile e competitivo e soltanto il lavoro permetterà di capire dove potrà arrivare questa nuova realtà.

Ma una cosa è già evidente: dietro il nome ADMO Pro Pellaro c’è una società che ha scelto di investire nel proprio territorio, mettendo risorse, professionalità e passione. Adesso, però, la partita non riguarda soltanto il club.

La risposta dovrà arrivare anche dalla popolazione, chiamata a riavvicinarsi al calcio, a sostenere una squadra che porta il nome di Pellaro e Bocale sui campi dell’Eccellenza calabrese. E dovrà arrivare dalle istituzioni, alle quali spetta il compito di stare accanto a chi decide di investire concretamente nel territorio, nello sport e soprattutto nei giovani.

Perché il calcio, prima ancora di essere risultati e classifiche, è appartenenza. E l’ADMO Pro Pellaro sembra aver scelto di ripartire proprio da lì: dalla propria terra.


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