Rimini. Le ginnaste reggine della Restart si confermano nella top ten italiana
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alle fasi finali del campionato tricolore Fgi

Rimini. Le ginnaste reggine della Restart si confermano nella top ten italiana

Il processo di crescita delle ginnaste Restart si estende sempre più anche a livello nazionale. A Rimini, alle fasi finali del campionato tricolore Fgi, le giovani atlete reggine si sono fatte onore al cospetto delle migliori rappresentanti italiane, ottenendo piazzamenti lusinghieri in tutte le categorie e numerose qualificazioni alle finali.
Due i cicli di gare svoltisi in Romagna, con le ragazze dello Stretto (18 ginnaste in totale fra i 5 e i 17 anni) che hanno partecipato a nove campionati differenti, scendendo in pedana ogni giorno per tutta la durata della competizione. Nel primo ciclo il team agonistico “allieve” composto da Giada Arco, Martina Camera, Giulia Grimi, Elsa Labate, Arianna Merenda, Sofia Mereu, Chantal Serpa e Gaia Suraci ha gareggiato in cinque campionati (campionato d’insieme LA, serie D LA ed LB, campionati individuali LA, LB ed LC) centrando ben 3 qualificazioni alle finali. Degni di menzione, in particolare, il 3° posto in qualifica e il 4° in finale di Sofia Mereu alla palla nell’individuale LC allieve 1, dove il primo posto è sfuggito per un piccolo errore durante l’esercizio. Non da meno il risultato della squadra d’insieme allieve (Camera, Merenda e Serpa), piazzatasi al 4° posto in qualificazione e all’11° in finale su un totale di 59 squadre. Giulia Grimi al corpo Libero (campionato individuale LB allieve 4) ha ottenuto un sorprendete 13° posto su 172 concorrenti, sfiorando la finale con un minimo scarto dalla decima. Ancora piazzamenti importanti nel campionato di serie D LB allieve, in cui la squadra composta da Arco, Labate e Mereu ha entusiasmato, centrando la finale con un 18° posto in qualificazione su 119 squadre. Buone, nel complesso, le prestazioni di tutte le atlete alle gare individuali: tra i vari piazzamenti spiccano il 20° posto alla fune di Martina Camera (individuale LB) e il 25° alla palla di Giada Arco (individuale LC). Sorprendente la tenuta di gara di Gaia Suraci, alla sua prima assoluta ai campionati nazionali FGI.
Nel secondo ciclo di gare ad emergere è stata Martina Guida, ginnasta senior del team agonistico reggino, classificatasi tra le migliori 10 nel campionato individuale LC grazie al nono posto in qualificazione e l’ottavo in finale.
Anche le altre atlete junior e senior si sono ben disimpegnate: Noemi Bevilacqua, Chiara De Girolamo, Giulia Fascí e Alice Malara hanno gareggiato nelle competizioni dal più alto livello agonistico e tecnico (individuale LB, LC e LD e insieme LC). 15° posto per Fascì sia alla fune che al nastro, 16° per Malara alla palla, entrambe ad un soffio dalla finale. De Girolamo al cerchio e Bevilacqua alla palla (individuale LB) non hanno neanch’esse sfigurato al cospetto di circa 200 ginnaste. Nel campionato d’insieme LC, invece, la finale è stata mancata solo per pochi decimi a causa di due gravi falli tecnici.
Come non evidenziare, infine, il debutto in campo nazionale delle piccolissime Giada Squillaci, Elisabetta Cogliandro, Simona Surace, Mariarosaria Morabito e Ludovica Cambareri. Le “baby” Restart (tutte di età compresa fra i 5 e i 7 anni) hanno concorso a Gymgiocando, aggiudicandosi il premio di squadra più coreografica.
Ad accompagnare la spedizione Restart in terra romagnola c’erano la direttrice tecnica Marilena D’Arrigo e le istruttrici Ylenia Albanese, Francesca Spanti e Valeria Cannizzaro. “Le nostre ginnaste – ha detto D’Arrigo – anche a livello nazionale stanno facendo progressi incredibili. Sono in costante crescita e questo ci fa ben sperare per il futuro. Siamo contente e orgogliose del percorso che hanno fatto per arrivare a questo livello e certe che ancora il meglio per noi e per loro deve ancora arrivare”.
14-07-2019 22:03

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Locri. Operazione Riscatto: misure cautelari nei confronti di 15 affiliati alla cosca di 'ndrangheta Cordì NOMI/VIDEO

Nella notte i militari dei Comandi Provinciali Carabinieri e Guardia di Finanza, con il supporto in fase esecutiva dei Carabinieri dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria”, hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’ufficio G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria a seguito di richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal dott. Giovanni BOMBARDIERI, nei confronti di 15 persone. L’esecuzione dell’odierna misura costituisce il seguito delle operazioni “Riscatto” dei Carabinieri e “Mille e una notte” della Guardia di Finanza, eseguite il 2 agosto u.s. a conclusione delle indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Giuseppe LOMBARDO e dai Sostituti Procuratori Giovanni CALAMITA e Diego CAPECE MINUTOLO, che avevano permesso di ricostruire l’attuale operatività di gruppi criminali facenti capo alla storica cosca locrese dei “CORDÌ”, ai cui partecipi vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, illecita concorrenza con minaccia o violenza, trasferimento fraudolento di valori, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, con l’aggravante di aver agito per favorire gli interessi della ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale nota come cosca “CORDÌ”. In particolare, nell’ambito dell’attività “Riscatto” condotta dai Carabinieri, oltre alle persone destinatarie[1] del provvedimento di fermo eseguito il 2 agosto – tutti raggiunti anche dall’odierna misura cautelare – sono stati arrestati: RIPEPI Giuseppe, nato a Locri il 24.12.1976, residente a Locri; ZUCCO Bruno, nato a Portigliola il 08.07.1968, detenuto,mentre un terzo uomo colpito dalla misura è ancora attivamente ricercato per trasferimento fraudolento di valori. In particolare: RIPEPI Giuseppe è gravemente indiziato quale partecipe dell’associazione, incaricato di prestare ausilio continuativo alle famiglie degli associati, di svolgere il compito di autista a favore di CORDÌ Domenico, cl. 79, di mantenere il costante raccordo informativo con gli altri affiliati anche e soprattutto al fine di eludere o impedire le investigazioni finalizzate a ricostruire le attività delittuose poste in essere dagli appartenenti alla cosca CORDÌ; ZUCCO Bruno dovrà invece rispondere del reato di associazione finalizzata al compimento di estorsioni e tentata estorsione ai danni di imprenditore locale. I Carabinieri hanno inoltre proceduto al sequestro preventivo dell’attività commerciale denominata “ONORANZE FUNEBRI E ADDOBBI FLOREALI F.LLI ALÌ DI GIANFRANCO ALÌ” di Locri, comprensivo dell’intero compendio aziendale. Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di accertare come ALÌ Gianfranco e ALBATOAEI Vasile Iulian (entrambi raggiunti dal fermo del 2 agosto e dalla misura odierna), ciascuno nelle rispettive funzioni, abbiano acquisito, nel corso di numerosi anni, una posizione dominante nell’ambito del settore di servizi funebri ed attività commerciali connesse all’area cimiteriale di Locri, soprattutto grazie al prezioso supporto offerto dai familiari ALÌ Giorgio e ALÌ Cosimo, quest’ultimo intraneo alla cosca CORDÌ. I militari della Guardia di Finanza, oltre ai soggetti destinatari[2] del provvedimento di fermo eseguito il 2 agosto nell’ambito dell’operazione “Mille e una Notte”, hanno arrestato: CORDÌ Vincenzo, nato a Locri il 18.10.1957 ed ivi residente in contrada Calvi nr. 1 (ordinanza di custodia cautelare in carcere); MODAFFERI Fabio, nato a Melito di Porto Salvo il 04.01.1978 e residente a Locri (ordinanza custodia cautelare agli arresti domiciliari). Le indagini, anche di natura tecnica, avviate dalla Guardia di Finanza, hanno permesso di ricostruire la struttura della locale della ‘ndrangheta di Locri, riconducibile alla famiglia CORDI’ e di svelare un consistente controllo criminale del territorio esercitato mediante la propria forza intimidatrice da una fitta rete di associati ed affiliati. Come emerso dall’attività tecnica di intercettazione, il CORDÌ Vincenzo rappresenta una figura carismatica in ambito locale; egli esercita il proprio potere mafioso seguendo i dettami della vecchia generazione dei boss calabresi e, attraverso il cd. controllo del territorio, garantisce ogni forma di protezione e viene spesso chiamato in causa per la “risoluzione di controversie” sia di natura personale, sia in ordine a ogni tipo di interesse di natura economica. La disponibilità di armi in capo alla cosca, peraltro, è stata delineato dall’attività investigativa: il 31 dicembre 2016 sono stati avvistati Vincenzo CORDÌ ed i suoi figli Domenico (cl.1991) ed Antonio (cl. 1997) i quali, in occasione dei festeggiamenti per l’inizio del nuovo anno, erano intenti a maneggiare armi da fuoco ed esplodere colpi all’indirizzo dei cassonetti dei rifiuti urbani e dei pali della pubblica illuminazione posizionati nei pressi della loro abitazione. Altro filone rilevante è quello che ha condotto all’arresto di Fabio MODAFFERI. Quest’ultimo, sfruttando la vicinanza alla locale criminalità organizzata e l’assoggettamento psicologico che essa genera, il tutto condensato da gravi minacce, prestava importanti cifre in denaro contante a soggetti versanti in condizioni di difficoltà economica, pretendendo da questi rate mensili di restituzione del premio capitale, gravate da interessi fissati nel tasso del 30% mensili. [1] ALÌ Gianfranco, nato a Locri il 01.08.1982, ivi residente, ALBATOAEI Vasile Iulian (alias “Giuliano”), nato in Romania il 18.07.1986, residente a Locri, BRUSAFERRI Guido, nato a Lodi (MI) il 18.3.1965, residente a Locri, CORDÌ Domenico, nato a Locri il 7.2.1979, ivi residente, DIENI Salvatore, nato a Locri l’8.8.1971, ivi residente, MICALE Emmanuel, nato a Locri il 3.7.1985, ivi residente, e ZUCCO Gerardo, a Locri il 15.11.1970, ivi residente. [2] ALÌ Cosimo, nato a Locri il 29.3.1957, ivi residente, CORDÌ Domenico, nato a Locri il 6.5.1991, ivi residente, e CORDÌ Antonio, nato a Locri il ...
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