Si è chiusa la prima fase dell'evento che racconta e connette le città di Reggio Calabria e Messina sul tema delle "mutazioni"
Si è chiusa la prima fase della Biennale dello Stretto al Forte Batteria Siacci. I primi cinque giorni hanno visto un’intensa partecipazione e un confronto costruttivo sul tema delle “mutazioni”. Il direttore scientifico della Biennale, Alfonso Femia, si è detto soddisfatto dell'interesse dimostrato dal pubblico: “La Biennale comincia sempre più a entrare nel paesaggio, nell'immaginario delle persone, nei luoghi, e anche l'idea, la volontà forse, quando c'è bisogno, di aumentare, come dire, lo sforzo per rigenerare questo luogo”.
L'evento proseguirà ad ottobre a Reggio Calabria e Messina, per concludersi il 13 dicembre al Museo Archeologico.
L'ultimo giorno ha visto la presentazione dell'opera “Mare Nostrum” dell'artista Laura Paoletti, tre acquerelli che andranno ad arricchire la collezione di Banca Patrimoni Sella. L'istituto bancario si impegna da tempo nella valorizzazione del patrimonio artistico nazionale e dei territori.
Daniela Magnetti, direttrice artistica di Banca Patrimoni Sella, ha sottolineato l'importanza di questo impegno: “Essere parte attiva significa sostenere l'arte in tutti i modi possibili.Legarsi ad un artista, cercare di farla crescere, cercare di sviluppare dei progetti, inserendola in una collezione”. Ha poi aggiunto riguardo l'opera di Paoletti: “Raccoglie i cinque sensi della Biennale e ce li racconta non solo attraverso gli occhi, non solo attraverso quello che noi vediamo, ma se potessimo annusare la carta di questi acquerelli ci racconterebbe anche il profumo di questa terra”.