Il numero delle ore settimanali, garantite dagli sforzi compiuti dal comune e dagli assistenti sociali, non sono sufficienti
Sabina Radu ha 39 anni ed ha scelto l'Italia per dare forza al suo futuro. Tanti progetti e tante idee per lei, per suo figlio e per Sergio Carrozza, divenuto nel tempo suo marito. La coppia risiede a Taurianova, dove Sergio lavora come infermiere nel vicino ospedale di Polistena. Una vita semplice sconvolta come un fulmine a ciel sereno dalla malattia che colpisce cinque anni fa Sabina. La diagnosi è terribile, si tratta della sla (sclerosi laterale amiotrofica). "Mia moglie - afferma Sergio - ha bisogno di assistenza h24 e di personale qualificato. Nonostante abbia ottenuto il massimo delle ore settimanali che prevedono un tale supporto, ovvero 36, purtroppo non sono sufficienti. Mi dispiace per il comune e gli assistenti sociali, i quali stanno facendo il massimo per garantire tale servizio retribuito attingendo da alcune risorse economiche, ma non basta!".
Sabina non si arrende, sebbene sia consapevole quanto sia invasiva la patologia che l'ha colpita. La donna, oggi a letto e costretta a comunicare attraverso un puntatore oculare, insieme al marito lancia un appello con destinataria, soprattutto la Regione, al fine di creare un fondo per gli ammalati di sla. A ciò si aggiunge un'ulteriore richiesta, quella di aumentare a due ore giornaliere l'assistenza domiciliare, già garantita dai servizi sociali del comune di Taurianova. "Chiedo - continua Carrozza - al Presidente Occhiuto di creare un fondo esclusivo per le persone che soffrono di sla. Spendo dalle 2.000,00 alle 2.500,00 euro per garantire le cure ai mia moglie, oltre agli integratori e varie cose, anche queste necessarie".
Attraverso la tecnologia é struggente la richiesta di Sabina la quale preferisce morire a casa piuttosto che andare in una delle tante strutture.