Un’impresa unica ed ineguagliabile quella dello slackliner estone che è diventato il primo uomo ad attraversare lo Stretto di Messina “a piedi”
È dei giorni scorsi la spettacolare impresa dell’atleta estone campione di Slackliner Jaan Roose del team Red Bull, che ha attraversato lo Stretto di Messina su un nastro di acciaio di 1,9 centimetri di larghezza sospeso ad oltre 200 metri sul livello del mare, in balia di un vento infido e dispettoso. Ci sono volute quasi tre ore dalla Calabria per raggiungere la sponda siciliana, anche se, a circa 100 metri dall’arrivo, il giovane atleta, già 3 volte campione del mondo della specialità ha perso l’equilibrio ed è caduto non riuscendo ad aggiudicarsi il record mondiale di questa disciplina.
Un’impresa comunque unica ed ineguagliabile, considerato che a tutt’oggi, è l’unico al mondo ad essersi cimentato in una sfida così particolare ed ardita, consentendogli di diventare il primo uomo ad attraversare lo Stretto di Messina “a piedi” .
Al di là della spettacolarizzazione dell’evento, che forse, avrebbe potuto rappresentare una maggiore opportunità di richiamo dell’attenzione mediatica nazionale ed internazionale, con ricadute di immagine ed economiche sul territorio, c’è da chiedersi, cosa abbia indotto il giovane atleta ad affrontare una impresa così ardimentosa.
È stata certamente una ennesima sfida con sé stesso, dentro la quale è possibile leggere il grande coraggio, l’enorme autocontrollo, ma anche la possibilità, peraltro svanita, di essere annoverato negli annali dei Guinnes dei Primati. Ma ad un occhio più attento, emerge un’altra motivazione senza dubbio più pregnante e metaforicamente accattivante: la volontà di superare un ostacolo insormontabile, un traguardo impensabile, di rapportarsi con una impresa unica e difficilissima che prevede inevitabilmente fiducia nelle proprie capacità, ottimismo ed uno sguardo aperto e sicuro verso l’ignoto perché nella nostra vita, nessuno sa cosa ci riserva il futuro, ma affrontare il domani con un atteggiamento possibilista, confidando in sé stessi e mirando ad orizzonti più arditi, è certamente, il modo più bello ed affascinante di vivere la propria esistenza.
Grazie Jaan, la tua immagine di funambolo sospeso nel vuoto che lentamente procede il suo percorso irto e precario, sia un monito per tutti a non arrendersi mai di fronte alle difficoltà del nostro percorso umano, provando con tutte le nostre forze a superarle…
Raffaella Imbrìaco