La denuncia alla nostra redazione
Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata di una mamma giunta alla nostra redazione in merito alla disorganizzazione in occasione dell'accensione dell'albero di Natale a Piazza Duomo.
“Salve, dopo quello che ho visto e vissuto ieri sera ho deciso di raccontare le cose come sono andate...Allora, bello, bellissimo tutto...l'albero costato un salasso...le luminarie in tutta Reggio...la voglia di fare festa ma, un grosso “ma” un'organizzazione pessima...per essere gentile.
Sono una delle mamme che aveva il bambino sotto l'albero...nel coro che ha cantato "L'anno che verrà" o meglio, sono una delle mamme che ha passato due abbondanti ore tra ansia e stress cercando con un cordone creato da altre mamme e maestre di non fare ammassare tutti sui bambini. Sicurezza per i bambini zero, sapete cosa vuol dire zero...
Caro sindaco, ma mettere due transenne all'interno delle quali far stare in sicurezza i bambini con le maestre era così difficile? Oppure fare stare proprio i bambini sul palco? Oppure creare una scalinata sotto il palco solo per i bambini? Ce ne sono tante di possibilità (sicuramente più economiche dell'albero) per mettere in sicurezza tutti i bimbi. Ci siamo massacrate, mamme e maestre per tenere la folla che sempre più, in continuazione spingeva verso di loro. Per non parlare del momento in cui si è acceso l'albero e un gruppo di genitori invasati ha rotto di prepotenza il cordone che abbiamo fatto a fatica ed è entrato in mezzo ai bambini per prendere ognuno il proprio creando scompiglio e facendo disperdere gli altri, un delirio!
Ah e ciliegina sulla torta. i nostri bambini che hanno messo pazienza e impegno (con le insegnanti a scuola e i genitori a casa) per imparare e provare la canzone... hanno dovuto cantare senza base, perché un complesso musicale (se a questo punto così si può chiamare) non aveva la base della loro canzone...Ma stiamo scherzando! Una vergogna!
Gli unici a meritare un vero applauso per la serata di ieri sono i nostri bambini che con pazienza ,e con le maestre che cercavano di intrattenerli facendogli battere le mani ecc... Hanno cantato a cappella e sono stati buoni due ore ad aspettare chi non arrivava mai. E adesso se volete censuratemi pure, ma questa è la pura realtà di una serata organizzata anzi non organizzata ma improvvisata. Ah per ultimo, non c'era l'ombra di una misura di sicurezza. Ma a voi importa solo che se ne parli.
Per quanto riguarda i giornalisti invece, prima di fare articoli con scritte "tripudio per ecc... ecc..." fate un giro a raccogliere la realtà dei fatti dalla bocca di chi era lì in prima fila”.
A.F.