Bovalino, il Gruppo SiAmo denuncia abusi negli affidamenti diretti
Il Comune di Bovalino è al centro di una discussione sulla gestione degli affidamenti pubblici, sollevata dal Gruppo Consiliare SiAmo Bovalino, che denuncia un’abitudine consolidata di affidamenti diretti a un solo operatore economico, anche per importi modesti, senza rispettare le procedure di gara competitive e trasparenti. Secondo il gruppo, questa pratica, pur legittima dal punto di vista formale, è sostanzialmente distorsiva e contraria ai principi di buona amministrazione.
Negli ultimi anni, durante l'amministrazione "targata Agave", il Comune ha ripetutamente fatto ricorso a affidamenti diretti per lavori e servizi, spesso sotto le soglie che impongono procedure più trasparenti. Nonostante l’amministrazione continui a giustificarsi, cercando di attribuire ogni decisione agli uffici, i consiglieri di SiAmo Bovalino ritengono che la questione non sia di mera competenza tecnica, ma di una mancanza di indirizzo politico chiaro e coerente. Questo comportamento, secondo loro, solleva legittime perplessità sull'uso delle risorse pubbliche e sulla gestione degli appalti.
"La legge consente gli affidamenti diretti, ma solo entro precise soglie – affermano dal gruppo consiliare. – Tuttavia, l'emergenza sanitaria e il PNRR hanno allargato le maglie delle procedure, ma questo non deve diventare una prassi sistematica. La flessibilità normativa pensata per situazioni straordinarie è stata trasformata in un'abitudine consolidata che mina la trasparenza e la concorrenza."
Le denunce sollevate dal gruppo SiAmo Bovalino mettono in luce anche un dato significativo: nei rari casi in cui il Comune ha bandito gare aperte, i ribassi offerti dalle imprese hanno superato il 30%, mentre negli affidamenti diretti i ribassi sono stati quasi inesistenti. Questo squilibrio, se proiettato sugli ultimi sette anni di gestione, potrebbe corrispondere a decine, se non centinaia, di migliaia di euro sottratti a servizi e opere pubbliche.
La preoccupazione del gruppo è che, pur rimanendo nei limiti della legalità formale, queste pratiche possano svuotare il senso della legge stessa e ridurre la pubblica amministrazione a un terreno opaco, dominato da relazioni privilegiate e risultati mediocri. "Chi amministra ha il dovere di rispettare la legge, ma anche di interpretarla con responsabilità e trasparenza", affermano.
Dal punto di vista costituzionale, il Gruppo Consiliare SiAmo Bovalino ritiene che l’affidamento diretto, se usato come regola, comprometta il principio di buon andamento sancito dall’articolo 97 della Costituzione, che impone che l’amministrazione pubblica operi nell’interesse della collettività con efficienza, imparzialità e concorrenza. La mancanza di gare competitive, dunque, altererebbe quel fragile equilibrio tra legalità formale e legittimità sostanziale delle azioni amministrative.
Infine, il gruppo sottolinea che l’efficienza di una pubblica amministrazione si misura nella sua capacità di garantire il miglior risultato possibile al miglior costo sostenibile, nel rispetto dell’interesse pubblico. In questo caso, l’abuso degli affidamenti diretti sembrerebbe sacrificare proprio questo obiettivo, a favore di logiche meno trasparenti e lontane dai principi costituzionali.
Il dibattito sugli affidamenti pubblici a Bovalino solleva interrogativi sulla gestione delle risorse e sul rispetto dei principi fondamentali di buona amministrazione, rimanendo al centro dell'attenzione politica locale.