Il giovane protagonista ha ritrovato la serenità con la famiglia affidataria Gambello
E’ una storia di integrazione, riscatto, accoglienza, ma soprattutto, è la conferma della speranza mai spenta che ha generato un amore infinito. La vita di Souleyman Diakite, protagonista del film “Spiaggia di vetro” diretto dal regista americano Will Geiger, girato nell’area dello Stretto, insegna che se a volte, la vita è dura, crudele, aspra, ci può essere sempre un nuovo inizio.
Souleyman (nel film interpreta brillantemente Moussa) è partito dall’Algeria, paese in cui è nato, alla volta dell’Europa a soli due anni, insieme al fratellino di pochi mesi, accompagnati da una madre coraggiosa che, senza l’aiuto di nessuno, ha dovuto attraversare il Mediterraneo a bordo di un barcone, con tappa obbligata ‘inferno libico’.
La traversata infatti, non è stata semplice, salvati da un naufragio dall’equipaggio di una nave ONG, Souleyman e i suoi cari sono riusciti a toccare terra. Oggi, ha 11 anni, è un cittadino straniero residente in Italia, va a scuola, fa sport, frequenta gli scout come mamma Natia Iacopino e papà Tony Gambello che, pur avendo la possibilità di avere dei figli, hanno scelto di prenderne tre in affido. Anche se Souleyman, il fratello Ibra e Sara sono per la legge “figli in affido”, per i genitori reggini, non è un “pezzo” di carta a determinare il loro progetto d’amore, sono già figli a tutti gli effetti.
“Dal suo arrivo in Europa, ci tengo a precisare che l’Italia spesso rappresenta, per le persone che affrontano questi trasferimenti, solo un corridoio per altri paesi, non una meta, Souleyman ed il fratello minore hanno girato in lungo e in largo lo stivale, ospiti presso varie strutture di accoglienza e case famiglia, per poi approdare a casa nostra, a dicembre del 2020, in piena pandemia – afferma Tony -. Oggi, mio figlio è ben integrato nel contesto in cui vive, a Settembre inizierà le scuole medie, frequenta la parrocchia, è un promettente atleta di Taekwondo (si è aggiudicato il titolo di campione italiano per la sua categoria) ed è stato proprio durante uno dei suoi allenamenti, individuato come potenziale partecipante ad un casting per il film Spiaggia di vetro”.
Natia e Antonio sono due persone semplici, altruiste, buone, lo si capisce dai loro sguardi, da come si dedicano con dedizione ai loro tre figli, provano sempre un grande senso di gratitudine per ciò che hanno potuto vivere e stanno vivendo. La loro famiglia oggi, è il frutto di una conquista, determinazione, passione e condivisione.
“Souleyman ha intrapreso questa avventura con lo spirito positivo e gioviale che lo ha sempre contraddistinto, per lui non è stato un lavoro, anche perché ancora non è un vero attore, ma ci auguriamo possa presto diventarlo – aggiunge papà Tony -. La cosa importante è che si sia divertito, è stato coccolato da tutti, dal regista Will Geiger, dagli attori, dallo staff, dal Casting Director Pasquale Richichi, come una vera star del mondo dello spettacolo. Persone straordinarie, tutti disponibili e molto sensibili. Quando sentiva gridare “azione” entrava nella parte come un coltello nel burro, appena sentiva “stop”, partivano per lui baci, abbracci, merendine e qualche selfie ricordo. Ci dicevano che è molto bravo, che ha talento - aggiunge ancora gonfiando il petto di orgoglio -. E’ un campione nello sport, in cameretta ha appeso le sue medaglie d’oro vinte in questi anni, ma la vittoria più importante per Souleyman, insieme al fratello Ibra e alla sorella Sara, è stata aver fatto breccia nei nostri cuori. Ogni giorno, da queste tre perle rare, come spesso li definiamo, riceviamo un amore smisurato e incondizionato. Le nostre vite sono cambiate e non posso che ringraziare i servizi sociali nella persona della dottoressa Maria Grazia Marcianò, per averci dato questa opportunità umana”.
Tony e Natia sono un esempio di altruismo, due genitori “rari” che, nella loro semplicità, mostrano quotidianamente il volto poco conosciuto dell’affidamento: non un ripiego, ma una scelta d’amore, una famiglia che si forma col cuore. Ancora oggi, ci sono persone che pensano che la vera famiglia sia quella biologica, ma non sempre è così: famiglia è chi ti ama, ti accoglie senza riserve, supera le barriere del sangue. Souleyman, Ibra, Sara e tutti i bimbi affidati o adottati sono il ponte verso un futuro pieno d'amore, i protagonisti di un viaggio meraviglioso che arricchisce la vita di coloro che ne fanno parte.