Un importante riconoscimento internazionale premia
ancora una volta la qualità della ricerca medica calabrese: i professori
Carmine Zoccali e Francesca Mallamaci, rispettivamente già Direttore e
già Direttrice della UOC di Nefrologia, Dialisi e Trapianti del Grande
Ospedale Metropolitano (GOM) di Reggio Calabria, sono stati inseriti
nella classifica 2025 dei “Best Scientists in Medicine”, stilata dal
portale internazionale Research.com.
La loro
inclusione nella prestigiosa lista testimonia l’eccellenza scientifica
raggiunta dai due medici, entrambi autori di centinaia di pubblicazioni
nei settori della nefrologia, dell’ipertensione arteriosa, della dialisi
e del trapianto renale. Questo riconoscimento colloca la Calabria tra
le regioni italiane con rappresentanze autorevoli nella ricerca medica a
livello globale.
«Questo risultato – dichiarano
Zoccali e Mallamaci – è prima di tutto frutto della nostra comune
dedizione alla ricerca, ricerca clinica che si traduce sempre in una
migliore qualità delle cure. È anche il risultato di un lavoro che
unisce ricerca scientifica di alto livello, impegno clinico quotidiano e
attenzione costante verso i pazienti. Il nostro Centro, che due anni fa
ha celebrato i 50 anni della Nefrologia a Reggio Calabria, è cresciuto
nel tempo grazie a uno straordinario team e al sostegno delle
istituzioni sanitarie locali e nazionali».
A
sottolineare ulteriormente il valore scientifico della prof Mallamaci,
nel giugno scorso la European Renal Association (ERA) – la più
importante società scientifica mondiale del settore dopo l’americana ASN
– le ha conferito a Vienna, durante il Congresso annuale, un
prestigioso premio per “outstanding contributions” alla Società
scientifica.
Questi importanti traguardi arrivano
in un momento di crescente attenzione per l’attività trapiantologica
nella regione. Il Centro di Nefrologia, Dialisi e Trapianti del GOM
rappresenta infatti un punto di riferimento per la rete calabrese dei
trapianti: è l’unico centro in Calabria autorizzato, da oltre 30 anni,
al trapianto di rene non solo da donatore cadavere ma anche al trapianto
renale da donatore vivente, secondo l’accreditamento del Centro
Nazionale Trapianti.
Nonostante i numeri
storicamente contenuti – anche a causa di fattori culturali e di non
ottimale consapevolezza della società civile – l’attività
trapiantologica ha conosciuto negli anni una crescita costante. Secondo i
dati regionali ufficiali che partono dal 2016, in quell’anno si sono
registrati 27 trapianti renali in tutta la Calabria, di cui ben 13
eseguiti al GOM, inclusi casi da donatore vivente. Nel 2019, il totale è
salito a 40 trapianti, ma l’arrivo della pandemia da COVID-19 nel 2020
ha causato un crollo generalizzato dell’attività trapiantologica a
livello mondiale quasi ferma per tassi di mortalità post-trapianto molto
elevati (tra il 30% e il 40%).
Nonostante le
difficoltà, in Calabria l’attività è proseguita grazie all’impegno
congiunto del personale medico e sanitario, in particolare del
Responsabile nefrologo del settore trapianti. In quegli anni difficili,
il GOM ha non solo continuato i trapianti, ma anche accolto numerosi
pazienti in precedenza costretti a dializzare fuori regione per una
cronica carenza nel territorio di posti tecnici di emodialisi, offrendo
loro cure di alta qualità. Si sono attivati posti di emodialisi
dedicati, anche per i pazienti Covid 19 positivi.
Tutto
questo è stato possibile grazie alla sinergia tra la Direzione
Strategica del GOM, i nefrologi, gli infermieri, gli OSS e l’intero
personale della UOC.
I dati più recenti confermano
la tendenza positiva dei trapianti di rene: nel 2024, in Calabria sono
stati effettuati 32 trapianti renali, quasi tutti da donatore cadavere,
confermando la crescita stabile del settore.
Il
Centro di Nefrologia, Dialisi e Trapianti del GOM di Reggio Calabria, in
stretta collaborazione con il Centro Regionale Trapianti, rappresenta
un’eccellenza calabrese nella gestione integrata del paziente
nefropatico. Offre un percorso completo di cura che va dalla diagnosi
precoce della malattia renale cronica, alla dialisi, fino al trapianto
renale e al follow-up post-operatorio.
Il recente
riconoscimento ai nefrologi Zoccali e Mallamaci, protagonisti per
decenni dello sviluppo del reparto, dimostra che anche in Calabria è
possibile coniugare qualità assistenziale, innovazione scientifica e
visione internazionale. Un orgoglio non solo personale, ma condiviso da
tutta la comunità ospedaliera e dal territorio.
Tra
i lasciti più significativi della loro attività, va ricordata la
formazione di numerosi ricercatori provenienti da tutto il mondo, con la
collaborazione dello statistico della sezione CNR presso la Nefrologia,
Giovanni Tripepi.
Tuttavia, forse l’eredità più
importante è stata la creazione di una solida équipe nefrologica locale,
composta da medici altamente qualificati e da un tessuto collaborativo
multidisciplinare che coinvolge la Chirurgia Generale, l’Urologia, il
Centro di tipizzazione tissutale, gli Anestesisti e tutto il personale
sanitario impegnato nella cura della malattia renale cronica.
Il
Centro garantisce una vasta gamma di trattamenti: ambulatori per la
diagnosi precoce, emodialisi, dialisi peritoneale, Degenza e procedure
diagnostiche fondamentali come la biopsia renale.
Particolarmente
rilevante è l’adozione di tecnologie d’avanguardia: Reggio Calabria è
stata infatti tra le prime città in Italia a utilizzare il Robot Da
Vinci per il trapianto renale, grazie alla sinergia tra Chirurgia
Generale e Urologia.
Rimangono inoltre attivi e
proficui i legami con l’UOC di Nefrologia e il Consiglio Nazionale delle
Ricerche (CNR), per continuare temi di ricerca di grande interesse
nella comunità scientifica. In particolare 2 progetti PNRR ottenuti nei
primi mesi del 2024, progetti multicentrici che coinvolgono Nefrologi
italiani e Europei, saranno di grande impatto per l’innovatività dei
temi e l’impatto sull’approccio terapeutico.
E’ragionevole
e doveroso concludere che il GOM di Reggio Calabria si conferma così un
presidio sanitario avanzato, capace di rispondere in modo efficace ai
bisogni di salute della popolazione e, al tempo stesso, di contribuire
concretamente al progresso della medicina a livello internazionale. Il
contributo di ognuno, dalle Associazioni dei pazienti, alla Direzione
Strategica , agli operatori a tutti i livelli, sarà l’ingrediente
vincente per questa bellissima storia di civiltà e professionalità.